Quando ci accingiamo a provare un nuovo titolo sappiamo bene che davanti non abbiamo solamente un mero videogioco, ma anche decine di idee, citazioni, spunti, sfumature ed influenze che contribuiscono a dargli vita e sapore.

Ci sono videogiochi che prendono spunto da film, altri da libri, alcuni perfino da leggende e qualcuno proprio dalle favole. In particolare, tra queste, ce n’è sicuramente una che gran parte dei lettori ricorderà; magari l’avrà letta da piccolo, magari ne avrà visto l’adattamento cinematografico o magari si è ritrovato per fino a leggerla a qualcun altro. Sto parlando de La Bella Addormentata Nel Bosco, la fiaba celebre per l’immagine iconica del fuso avvelenato e della giovane fanciulla assopita, senza dimenticare il carismatico nemico principale della storia.

Ebbene, questa antica quanto memorabile fiaba è diventata spunto ma anche fulcro stesso di uno degli indie più brillanti dell’ultimo periodo: Little Briar Rose.

C’era una volta…

Come la più classica delle fiabe, Little Briar Rose ci introduce la storia ancor prima di iniziare realmente la partita, tramite un filmato onirico che ci racconta brevemente l’incipit della trama. La nostra avventura inizia non propriamente in un modo consueto, ma anzi, ci catapulta direttamente quasi alla fine di tutta la vicenda, nella terribile foresta di rovi eretta da Malefica per circondare il castello ed impedire a chiunque di salvare la principessa Aurora. Il nostro protagonista sarà piuttosto particolare, un impavido principe pronto a far di tutto pur di risvegliare la dolce fanciulla, grazie anche all’aiuto di una giovane fata che, durante tutto il gioco, dispenserà consigli e ci permetterà di salvare la partita.

GamesPrincess_LittleBriarRose

Particolare, però, sarà il fatto che non sarà davvero rilevante la personalità del nostro principe, le sue abilità o il suo nome perché, ogni volta che finiremo in “game over” ci ritroveremo nell’ambientazione iniziale vestendo i panni di un nuovo pretendente, con un nuovo nome e una nuova provenienza, che riceverà tutti gli oggetti precedentemente ottenuti e che continuerà l’avventura dall’esatto punto in cui lo abbiamo interrotto. Una sorta di prova di valore dove il vero eroe potrà salvare la principessa e liberare la popolazione dal terribile incantesimo. Uno stratagemma che abbiamo particolarmente apprezzato all’interno della trama del gioco.

“Non sei tu il principe giusto”

Il cammino verso il castello, tuttavia, non sarà così semplice e, per farci strada tra i rovi, dovremo prima farci amiche le creature del bosco, le quali, una volta aiutate, faranno in modo di liberarci il passaggio.

Ogni frazione della foresta sarà l’habitat di un particolare tipo di creature. Ne troveremo di tutte i colori ed ognuna con una personalità ben caratterizzata: ci saranno le fate vanitose ed egocentriche, i goblin sporchi e rozzi e perfino i tritoni narcisisti e saccenti. Ognuno di loro, però, non farà nulla per nulla e dovremo dimenarci tra piccole commissioni al fine di conquistare la fiducia della foresta incantata.

Per aiutare i nostri piccoli amici, dunque, verremo messi alla prova con una numerosa serie di puzzle, minigiochi e rompicapi che sfideranno le nostre abilità tattiche e visive. Abbiamo molto apprezzato, a tal proposito, la quantità di giochi presenti all’interno del titolo che non solo ci hanno divertito, ma ci hanno anche colpito per l’incredibile varietà e ricercatezza.

GamesPrincess_LittleBriarRose

Little Briar Rose si sviluppa fondamentalmente come un punta e clicca e anche i minigiochi, spesso, si basano si basano sul touch e sulla velocità o prontezza del giocatore nel cliccare sullo schermo. Nonostante ciò, abbiamo notato come alcuni di essi non siano stati calibrati efficientemente tanto da farci impiegare più tempo del previsto per operazioni elementari e semplici. Dovendo impiegare una forza eccessiva o una prontezza scattante, ci chiediamo se questo titolo possa effettivamente essere adatto a qualsiasi tipo di pubblico o se, per una tale difficoltà, escluda automaticamente la fetta dei videogiocatori più piccini.

Nonostante queste piccolezze, non possiamo comunque non spendere delle parole per la varietà e la contestualizzazione di tali puzzle, che divertiranno ma allo stesso tempo coinvolgeranno attivamente il giocatore nella storia facendolo parteggiare per il proprio beniamino. E ricordate, potreste non essere il pretendente giusto!

Quando l’arte incontra il videogioco

Se c’è una caratteristica che non possiamo fare a meno di nominare e che immediatamente salta agli occhi dello spettatore è sicuramente il comparto grafico. Little Briar Rose è, infatti, costruito come se si stesse leggendo una storia intagliata in una vetrata, con splendide sfumature di colore, riflessi e perlescenze tipiche dei giochi di luce del vetro.

Percorrendo la storia non potremo, infatti, non soffermarci ad osservare lo stile e la cura applicati ad ogni ambientazione e in ogni quadro. Ci sembrerà di essere perennemente immersi in una vetrata Liberty e non potremo fare a meno di rimanere sbalorditi dalla bellezza del connubio tra fiaba, arte e videogioco. Perchè forse ciò che rende veramente vincente Little Briar Rose è proprio questa assonanza, questa simbiosi perfetta tra minuziosità grafica e mood fiabesco che non potrà che cullarvi e portarvi alla mente vecchi ricordi dell’infanzia.

A condire il tutto una colonna sonora perfettamente pensata per il tema, un ibrido tra qualcosa di fiabesco e di fantasy, che a tratti sembra ricordare perfino vecchi frammenti di musiche di Final Fantasy.

Little Briar Rose, dunque, si conferma il perfetto incontro tra bellezza e pratica, tra arte e videogioco. Una storia che fin dall’inizio vi dà l’impressione di esservi addormentati, quasi come foste parte integrante del racconto, e di esservi immersi nel più cangiante e sfaccettato dei sogni. Noi ci siamo lasciate trascinare senza alcuna remora, e voi?

Little Briar Rose è disponibile a 2,99 Euro per dispositivi iOS e Android mentre su Steam arriverà il 2 dicembre.