Gravity Rush 2 arriva finalmente su PlayStation 4, qualche tempo dopo il Remaster del primo capitolo uscito in origine su PlayStation Vita. Da piccola perla su portatile a seguito sulla console di punta di casa Sony, Gravity Rush è una delle poche serie che è arrivata sulla sorella maggiore. Per raccontarvelo abbiamo volato in lungo e in largo sfidando la gravità, vediamo assieme com’è andata!

Kat-tastico

Tutto inizia quando Kat si ritrova catapultata nel villaggio fluttuante di Banga insieme al suo socio Syd, dopo la tempesta gravitazionale che l’ha allontanata da Heskeville. Nel villaggio lei e Syd sono sfruttati da Lisa, la carismatica leader della flotta volante, e passano le giornate occupandosi dell’estrazione di minerali. Dusty, il gatto compagno di sempre e responsabile dei poteri gravitazionali di Kat, è sparito e anche dell’altra shifter, Velvet, non c’è traccia… I giorni da Regina della gravità di Kat sono ormai lontani e nuove minacce si profilano all’orizzonte.

Ad attendervi quindi ci sono sia nuovi che vecchi personaggi, personaggi che parlano una lingua tutta loro, vincolandovi di fatto ai sottotitoli, e che si riveleranno spesso simpatici e sopra le righe, interpreti spesso e volentieri di situazioni divertenti o assurde che saranno in grado di strapparvi più di un sorriso. Tra questi ovviamente si distingue Kat, adorabile protagonista del gioco sempre pronta ad aiutare il prossimo con un sorriso, nonostante le avversità che si pongono sul suo cammino. Non fatevi però ingannare dall’apparenza: dietro all’altruismo di Kat e ai momenti scanzonati che costellano il gioco, si cela comunque un certo grado di profondità e critica verso una società che opprime i deboli, infischiandosene delle loro necessità.

Gravity Rush 2 si conferma quindi degna conclusione per le vicende di Kat, rispondendo anche alle domande rimaste in sospeso dopo la fine del primo capitolo. Aver giocato il primo episodio permetterà di cogliere appieno tutto ciò che succede, specialmente nelle battute finali. Vi consigliamo anche, se non l’avete già fatto, di guardare l’anime Gravity Rush: The Animation – Overture, che funge da punto di raccordo tra la fine del primo gioco e l’inizio del secondo.

(Anti)gravitazionale

Ci vuole un attimo per abituarsi ai controlli di Gravity Rush 2, che sfruttano appieno tutte le funzionalità ed i tasti del DualShock 4. Si corre, si salta, si altera la gravità con il touchpad e si può persino utilizzare il sensore di movimento per dare la direzione in volo. Un sistema di controllo che una volta padroneggiato è in grado di regalare parecchie soddisfazioni e che permetterà di sfrecciare per le mappe lanciandosi, saltando e fermandosi a mezz’aria in modo sempre spettacolare. L’unico problema è la telecamera che non sempre segue bene i movimenti di Kat e, specialmente negli spazi chiusi e stretti, fa qualche bizza di troppo. Un’altra cosa che fa storcere il naso è l’impossibilità di agganciare i nemici, cosa che durante gli scontri più complessi non tarda a rendere la situazione frustrante. Volendo si può optare anche per la visuale in prima persona, molto suggestiva durante il volo e decisamente meno indicata per le fasi di combattimento.

Si possono alternare in qualsiasi momento (previo sblocco in determinati punti della storia) diversi tipi di gravità: normale, lunare e gioviana. Le due nuove gravità introdotte hanno delle peculiarità: quella lunare rende Kat molto leggera e veloce sacrificando la potenza d’attacco e quella gioviana la rende lenta e pesante, ma molto potente. Saper utilizzare il tipo di gravità giusta sarà fondamentale nel corso dell’avventura, se volete avere la meglio sui diversi tipi di nemici che vi ostacoleranno.

Tutti i poteri di Kat possono essere ulteriormente migliorati guadagnando gemme tramite gli scavi nelle miniere o raccogliendo quelle che si trovano sparse per le ambientazioni. Un’altra opzione per ampliare i poteri di Kat è quella di equipaggiare talismani, sbloccandoli tramite sfide o raccogliendo minerali nei siti. I talismani hanno effetti casuali e possono persino essere combinati tra loro per ottenerne delle versioni potenziate. Peccato che tutta questa abbondanza di possibilità in alcune missioni venga pesantemente limitata costringendoci ad utilizzare, in modo anche forzato, solo una parte degli strabilianti poteri di Kat.

Animanga

Lo stile molto particolare di Gravity Rush 2 balza subito all’occhio: super colorato, stilizzato, un misto tra anime e manga realizzato in un bellissimo cel-shading. La storia è portata avanti da scene di intermezzo con la grafica di gioco e siparietti in pieno stile manga, con fumetti in parte statici, ma durante i quali si può muovere leggermente la prospettiva. L’impressione durante le fasi di gioco è quella di un vero e proprio anime in movimento.

Il mondo di gioco è vivo e vibrante, sicuramente uno dei più ispirati ed originali visti negli ultimi anni. Le ambientazioni sono abbastanza varie e le mappe sono vaste ed esplorabili in lungo e in largo. Sia a piedi che utilizzando le alterazioni di gravità a disposizione di Kat, è un piacere guardarsi attorno e anche semplicemente girare senza meta godendosi i paesaggi fluttuanti. A Jirga Para Lhao, la prima città che visiterete, potrete trovare le lussuose ville di Lei Havina, ville alle quali si contrappone la povertà delle case galleggianti di Lei Elgona.

Non manca la varietà e il misto di stili architettonici, con parti ispirate alle città latino-americane e asiatiche crea piacevoli contrasti. Spesso potreste ritrovarvi a cadere nel vuoto semplicemente per il gusto di vedere che effetto fa e come cambia il paesaggio, mentre vi lasciate trasportare dalla gravità.

In Gravity Rush 2 tutto è movimento e persino i menù sono dinamici e coloratissimi. Non è da meno l’accompagnamento musicale, sempre in linea con le atmosfere di ogni luogo visitato e con una buona varietà.


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