C’è da fare una doverosa premessa: chi vi scrive è fan di vecchia data della serie Resident Evil ed ha approcciato Resident Evil: 7 Biohazard con una buona dose di scetticismo. Capcom aveva dichiarato più volte un ritorno al survival horror, ma dalla deriva action iniziata col quarto capitolo e culminata col sesto sembrava essere arrivati ad un punto di non ritorno… fino ad ora! Scoprite assieme a noi come mai Resident Evil 7: Biohazard ci ha fatto cambiare idea.

Casa dolce casa… oppure no?

Le vicende di Resident Evil 7 cominciano con Ethan, un uomo che parte alla ricerca della moglie scomparsa. Proprio quando credeva di averla persa per sempre, riceve un video nel quale lei gli chiede aiuto e decide di recarsi nel luogo indicato dalla moglie, la fattoria Baker. Appena giunto sul posto, Ethan si rende subito conto che c’è qualcosa che non va e che l’allegra famigliola Baker nasconde oscuri segreti.

La cosa interessante è che la storia viene portata avanti su due binari: i momenti in cui controlliamo Ethan e i momenti in cui veniamo catapultati all’interno di alcuni filmati interattivi che si possono visionare con un videoregistratore, utilizzando le videocassette sparse per la tenuta. Durante queste fasi si possono scoprire ulteriori dettagli sugli orrori avvenuti tra le mura fatiscenti di casa Baker.

Resident Evil 7: Biohazard fa un passo avanti anche sul fronte dei dialoghi, lasciando perdere lo stile b-movie che caratterizzava i capitoli precedenti. La storia oltretutto porta per la prima volta la firma di un autore occidentale, Richard Pearsey, già noto per il suo lavoro su F.E.A.R. e Spec Ops: The Line. La trama inoltre si regge tranquillamente sulle proprie gambe, anche se ha inevitabili collegamenti con la serie di Resident Evil.

Nuove vecchie sensazioni

Il grosso cambiamento che salta subito all’occhio è il passaggio dalla terza alla prima persona. Mentre si vivono le vicende attraverso gli occhi di Ethan, c’è la sensazione costante di essere braccati e il passaggio alla prima persona ha sicuramente portato l’immersione a un livello superiore. Tra i corridoi della tenuta Baker c’è un certo senso di deja-vu, tra citazioni ed enigmi che strizzano l’occhio al primo Resident Evil. Anche la presenza pressante di papà Baker può essere considerata una citazione allo stalker per eccellenza, Nemesis di Resident Evil 3.

Torna di prepotenza l’ansia di non sapere ciò che si cela dietro l’angolo e gli incontri con le aberrazioni di casa Baker non sono mai numerosi. Il ritmo di gioco torna ad essere molto più lento, come avveniva nei primi capitoli della serie. Si esplora stanza per stanza cercando di raccogliere tutto quello che si può e risolvendo enigmi che richiedono anche una certa dose di backtracking. Ethan ha a disposizione tutta una serie di armi per cercare di non soccombere, ma le munizioni scarseggiano e non potrete certo andare in giro a sparare a tutto ciò che si muove. Le munizioni si possono anche fabbricare, ma utilizzano in parte le stesse risorse con le quali si creano le sostanze mediche e sta a voi decidere di volta in volta come utilizzarle. Unite tutto questo ad un inventario limitato e capirete che una buona gestione degli oggetti è fondamentale.

Un piacevole ritorno è quello delle stanze di salvataggio che, anche questa volta, si riveleranno un posto sicuro, un luogo dove tirerete un sospiro di sollievo; qui troverete un altro gradito ritorno, il baule, che vi consente di gestire il vostro inventario limitato depositando e ritirando oggetti. Il sistema di salvataggio questa volta impiega dei mangiacassette, al posto delle macchine da scrivere dei primi Resident Evil, ma alle difficoltà più basse c’è anche un utile sistema di checkpoint con tanto di autosalvataggi.

SE SEI INTERESSATO A QUESTO PRODOTTO, ACQUISTA QUI

Le cose si complicano ancora di più con la difficoltà “manicomio”, che sbloccherete una volta finito il gioco. In questa modalità non solo i nemici sono più forti e resistenti, ma i salvataggi sono limitati e possibili solo se disponete di un’audiocassetta per registrare i vostri progressi. Anche la posizione degli oggetti subisce variazioni ed alcuni sono esclusivi proprio di questa difficoltà.

File e fotografie fungono infine da collezionabili, e forniscono un piacevole spaccato sugli avvenimenti inquietanti accaduti sul suolo della tenuta Baker. A questi si aggiungono delle monete antiche, che permettono di acquistare upgrade e un’arma speciale… a patto che troviate la quantità richiesta!

Orribilmente dettagliato

Graficamente Resident Evil 7: Biohazard si presenta in una veste decisamente più realistica grazie al nuovo motore grafico creato appositamente, il RE Engine. Ogni stanza è curata e convincente, dai legni marci alle viscide pareti dei sotterranei. I colori hanno toni realistici e non esagerati. Alcune texture non fanno gridare al miracolo viste da vicino, ma nel complesso il gioco si difende molto bene a livello grafico, con una intro che sembra quasi essere reale. I componenti della famiglia Baker sono folli ed orripilanti al punto giusto, anche se non sempre le animazioni facciali sono convincenti.

Sotto il punto di vista del sonoro è stato fatto un lavoro impeccabile: tutto è affidato a rumori ambientali e silenzio; la musica interviene solo ed unicamente quando ci sono determinate situazioni. L’atmosfera generale è ancora più apprezzabile con un paio di cuffie, in modo da poter cogliere anche il minimo scricchiolio. L’unica cosa che fa storcere il naso è un doppiaggio in italiano non proprio eccelso e che ci ha portate a favorire la versione inglese, nella quale ogni componente della famiglia Baker ha una caratterizzazione vocale molto più azzeccata.

Bentornato, Resident Evil!

Ebbene sì, Resident Evil è tornato e se qualcuno lo avesse detto mesi fa probabilmente non ci avremmo creduto nemmeno noi. Non fatevi ingannare dal cambio di prospettiva, perché il gioco è un vero e proprio ritorno a quelle origini da tempo perdute. Capcom non solo ce l’ha fatta, ma ha confezionato un gioco che pur con dei cambiamenti riesce a rimanere ugualmente fedele allo spirito dei primi indimenticabili capitoli della serie.

Per ogni fan di Resident Evil sarà un piacere scovare citazione dopo citazione ai vecchi titoli, ma anche i neofiti potranno trovare un gioco godibile. Se siete appassionati di horror non potete lasciarvi scappare Resident Evil 7 Biohazard: è ora di indossare le cuffie e varcare la soglia di casa Baker… c’è una famiglia pronta a darvi un caloroso benvenuto!

SE SEI INTERESSATO A QUESTO PRODOTTO, ACQUISTA QUI