Sin dal suo annuncio è stato chiaro un elemento importante: For Honor è un titolo decisamente inusuale, basato su un sistema di progressione e di apprendimento lento che necessita di molte ore per poter essere apprezzato e capito.

Le occasioni per approcciarsi alle meccaniche e farsi un’idea di For Honor sono state tante, grazie ai week end dedicati alla beta che hanno permesso di dare un’occhiata al tanto atteso multiplayer. Ora, gioco completo alla mano, ecco il nostro verdetto sul nuovo titolo di Ubisoft.

Conoscere il guerriero

Un grande cataclisma ha colpito e messo in ginocchio tutte le popolazioni, portando all’inevitabile caccia delle poche risorse rimaste. Dopo millenni di sanguinosi scontri tra Vichinghi, Samurai e Cavalieri, ecco aleggiare nell’aria l’idea di una pace duratura, che sarà fortemente contrastata da Apollyon, incarnazione della guerra che cercerà con ogni mezzo di portare la civiltà all’età dei lupi. Questo è l’espediente narrativo della campagna single player di For Honor. Una modalità divertente ma decisamente non esaltante e poco coraggiosa, con il grande vantaggio, però, di far acquisire (nelle 18 missioni disponibili, che corrispondono a circa 6 ore di gioco) la piena padronanza del complesso, quanto mai riuscito, combat system.

Il combat system è infatti la vera perla di For Honor. La base è piuttosto semplice: potremo all’inizio sferrare attacchi leggeri e pesanti, o altrimenti parare i colpi degli avversari, muovendo lo stick analogico. Semplice non significa, però, facile. Gli attacchi dei nostri nemici non saranno l’unico fattore da tenere in consoderazione. Gli elementi ambientali, infatti, svolgeranno negli scontri un ruolo importante. Il fuoco e gli spuntoni che escono dalle palizzate potranno essere degli ottimi alleati in battaglia ma potranno anche essere sfruttati dai nemici per danneggarci. L’ideale, quindi, anche nelle scene più concitate è di guardarsi sempre le spalle. Tante sono poi le nostre tecniche a disposizione, che apprenderemo soltanto con diverse ore di pratica, pratica necessaria anche per far progredire il nostro personaggio.

Nonostante un gameplay basato su un eccellete combat system e un flebile tentivo di varietà delle location e della progressione del nostro personaggio, è evidente che dalla campagna singel player ci si aspettava di più, qualcosa più coeso e coraggioso in grado di aggiugere un elemento essenziale nella complessità del titolo.

L’arte del multiplayer

Se la campagna in single player risulta essere poco convincente, di tutta altra natura è il multiplayer.
I giocatori avranno a disposizione 12 personaggi con caratteristiche ben precise e mosse uniche, andando incontro a tutti gli stili dei giocatori ( ad esempio i Nobushi personaggi estremamente veloci e agili). Al termine di ogni match, i giocatori riceveranno del nuovo equipaggiamento, potenziamentiperò che favoriscono in modo forse troppo netto coloro che li ricevono a discapito invece dei nuovi giocatori. Una scelta che premia sì chi dedica più tempo al titolo, ma che rende l’esperienza frustrante per i nuovi arrivata.

I punti guadagnati con i vari match non serviranno solo per l’equipaggiamento ma per innescare una vera e propria guerra tra fazioni. Ogni punto guadagnato potrà essere speso all’interno della mappa tattica; la fazione con il maggior numero di punti di aggiudicherà un territorio. Una modalità perfetta giocata con più utenti in quanto crossplatform e che coinvolge quindi i giocatoti PlayStation 4, Xbox One e ovviamente PC.

Le mappe sono, poi, un altro elemento portante: complesse, ricche di strade secondarie e sviluppate verticalmente da poter effettuare gli attacchi dall’alto.

Dal punto di vista grafico in For Honor è stato fatto un eccellente lavoro con texture nitide, una caratterizzazione e cura dei personaggi maniacali, animazioni ben realizzate e un frame rate che si mantiene stabile a 30fps anche nelle fasi più concitate.

For Honor insomma non è un titolo per tutti. Non è un gioco mordi e fuggi o qualcosa da provare ogni tanto. È un titolo che richiede pazienza, dedizione e pratica, la stessa che viene richiesta da secoli ad ogni vero guerriero che si rispetti. Impossibile per noi non promuoverlo, ma se stata valutando l’acquisto mettete in conto decine e decine di ore di gioco prima di riuscire davvero ad imporvi sul campo di battaglia.

CONDIVIDI
Carlotta Bosca
Appassionata di tutto ciò che è tecnologico. Instancabile videogiocatrice sin dall'infanzia, dipendenza nata con la prima Playstation, in particolare con Tomb Raider 2 e quindi l'amore per Lara Croft. Inguaribile sognatrice, divoratrice di romanzi e fumetti (ossessionata soprattutto da Batman).