Per mesi si sono susseguiti rumor riguardanti l’annuncio di una nuova IP da parte di Guerrilla Games. Come al solito si trattava di tante voci e poche certezze, eccetto per una: il gioco avrebbe avuto un’impronta nuova, ben lontana dallo stile tipico della software olandese.

Quando durante l’E3 2015 venne presentato per la prima volta Horizon Zero Dawn, fu subito chiaro che “diversità” era decisamente la parola chiave. Il nuovo titolo targato Guerrilla Games è infatti caratterizzato da toni luminosi, dall’onnipresente vegetazione, da una nuova eroina e dall’affascinante connubio tra il mondo primitivo e le strane creature tecnologiche che lo popolano. Insomma ben diverso da un FPS in prima persona a tinte cupe come Killzone. Inutile dire che che l’accoglienza da parte dei giocatori è stata subito positiva con i filmati rilasciati nel corso dei mesi e le indiscrezioni sul gameplay che non hanno fatto altro che aumentare la curiosità.

L’attesa è però quasi finita. Mancano ormai pochissimi giorni all’uscita di Horizon: Zero Down e, in attesa di esplorarlo in lungo e in largo per la recensione, abbiamo dedicato al gioco un po’ del nostro tempo per capire cosa aspettarci.

Horizon Zero Down è ambientato in un mondo post-apocalittico in cui la natura lussureggiante e macchine dalla forma e dai comportamenti animaleschi hanno preso il sopravvento costringendo le poche persone rimaste a riunirsi in gruppi che ricordano in tutto e per tutti le popolazioni primitive. È proprio in questo mondo che la nostra protagonista, Aloy, tenterà di farsi strada alla ricerca disperata di risposte, una ricerca che partirà praticamente già dalla prima infanzia. Nella primissima ora di gioco, infatti, impersoneremo Aloy bambina che per una serie di circostanza si ritroverà all’interno di una base sotterranea, una realtà scomparsa per cause sconosciute più di 1000 anni fa. Nel pieno dell’esplorazione la nostra protagonista riuscirà a trovare un dispositivo, il Focus, che le consentirà, tramite il tasto R3, di esplora nel dettaglio tutto l’ambiente circostante. Questo non rappresenta soltanto l’incipit della trama che cambierà in base alle scelta che faremo, ma un vero e proprio tutorial che permetterà di apprendere le meccaniche di base.

Andando avanti con la nostra prova, abbaiamo avuto modo di vedere la nostra eroina ormai cresciuta in azione. A sua disposizione l’arco, che rappresenterà il nostro migliore alleato e che potremo potenziare nel corso del gioco tramite i punti ottenuti effettuando le vari missioni; le frecce invece dovremo crearle noi, usando le risorse che troveremo durante le nostre esplorazioni. Ovviamente l’arco non sarà l’unica arma in mano ad Aloy;  nel corso del gioco infatti ne troveremo altre, equipaggiabili tramite la ruota delle armi che comparirà con la pressione del tasto L1.

L’ostacolo più grande che abbiamo dovuto superare durante la nostra breve prova sono stati sicuramente i robot. Di differenti forme e tipi e più o meno minacciosi, i robot posso rappresentare un ostacolo non sempre facilissimo da superare perchè l’azione risulterà essere spesso estremamente veloce; sarà quindi essenziale approcciarsi all’azione in modi diversi: potremo adottare un metodo più diretto oppure, tramite il Focus, pianificare l’azione individuando i punti deboli del robot. In questo senso anche l’ambiente circostante svolgerà un ruolo importante, con l’erba alta che permette di nascondersi o le alture che consentiranno di attaccare dall’alto. Insomma, prima di attaccare cercate di studiare bene la situazione e decidete cosa volete fare, ben consci che il territorio circostante può trasformarsi in un prezioso alleato.

Una menzione speciale la merita infine il comparto grafico:  è infatti difficile non rimare colpiti dal paesaggio e dalla meticolosa riproduzione delle vegetazione che rendono le fasi di esplorazione assolutamente affascinanti. Un’opportunità unica di riscoprire il contatto con la natura che – chissà – potrebbe farvi venire voglia di trascorrere un po’ di tempo all’aria aperta o di partire per qualche meta esotica.

In conclusione non posso fare a meno di evidenziare il coraggio dei ragazzi di Guerilla Games, che hanno abbandonato un brand consolidato a favore di una nuova IP, un action RPG free roaming che si discosta parecchio dal suo predecessore. Le basi però sembrano esserci tutte, così come la solidità del progetto. Non ci resta che dedicare i prossimi giorni a questo promettente titolo per scoprire se è davvero all’altezza delle nostre – e vostre – aspettative.

CONDIVIDI
Carlotta Bosca
Appassionata di tutto ciò che è tecnologico. Instancabile videogiocatrice sin dall'infanzia, dipendenza nata con la prima Playstation, in particolare con Tomb Raider 2 e quindi l'amore per Lara Croft. Inguaribile sognatrice, divoratrice di romanzi e fumetti (ossessionata soprattutto da Batman).