Complesso, difficile e frustrante: la mia prima volta con Nioh è stata una di quelle che non si dimenticano. Ero all’E3 di Los Angeles e stavo disperatamente cercando di capire perché, perché non fossi in grado di sconfiggere i nemici. Una sensazione che mi aveva lasciato un forte senso di impotenza, che mi aveva fatta sentire estremamente incapace e che mi aveva convinta a non confrontarmi più con il gioco del Team Ninja.

Poi è arrivato lui, il codice review, e per una strana coincidenza astrale non ho potuto fare altro che prenderlo, riscattarlo e sperare che le cose non fossero davvero così complicate come le ricordavo.

Il risultato? Ve lo racconto con le consuete 5 parole.

Il Milione

Zipangu è una isola in levante, ch’è ne l’alto mare 1.500 miglia.

Così scriveva Marco Polo ne Il Milione alla fine del 1200 e così viene chiamato il Giappone all’interno di Nioh. Ma non fatevi ingannare: il titolo non è ambientato nello stesso periodo in cui il giovane Polo attraversava l’Asia, ma decisamente più tardi. Le vicende narrate infatti fanno riferimento in primis al regno di Elisabetta I e, subito dopo, agli eventi accaduti durante il periodo Sengoku, un’epoca terminata all’inizio del 1600 e famosa per la crisi politica che aveva colpito ogni angolo del Giappone trasformandolo in un enorme campo di battaglia.

In questo clima ostile e belligerante ci troveremo a guidare l’inglese William Adams, che no, non è un personaggio nato dalla creatività dei ragazzi della software house nipponica.  Adams è infatti storicamente conosciuto come il primo uomo britannico ad essere arrivato nel Sol Levante, nonché uno dei pochi sopravvissuti ad una spedizione organizzata dalla Compagnia delle Indie che vide ben 4 navi affondare prima di raggiungere l’altro capo del mondo.

In Nioh William, considerato il primo Samurai occidentale e battezzato dai locali Miura Anjin, si troverà sulle coste del Giappone dopo essere fuggito dall’Inghilterra e aver rincorso in lungo e in largo l’alchimista Edward Kelley. Raggiungere però il suo nuovo e acerrimo nemico non sarà facile: la strada è infatti disseminata da nemici umani, non-morti, mostri e Yokai che vi renderanno la vita difficile, anche se talvolta un po’ meno briosa del previsto. Il titolo infatti, pur appoggiandosi ad avvenimenti storici e prendendo spunto dalla vastissima cultura nipponica, tende ad essere un po’ troppo ripetitivo, a mancare di profondità, rendendo di fatto Anjin l’ennesimo personaggio videoludico di cui probabilmente ci dimenticheremo molto presto.

Ali

Vola come una farfalla, pungi come un’ape“, diceva Muhammad Ali, uno dei più grandi pugili e sportivi al mondo.

Ecco, questa frase riassume perfettamente la strategia da usare nel titolo creato dai ragazzi del Team Ninja: colpire duro e allontarsi velocemente. Nioh si rifà alla tradizione dei soulslike e invita il giocatore a comportarsi come se gli fosse cara la vita, come se in ballo ci fosse la propria esistenza e non quella di un personaggio virtuale. Che significa? Semplice: i nemici che incontrerete saranno costantemente più forti di voi e per ogni avversario sconfitto con fatica ce ne sarà subito dopo un altro ancora più ostico, ostico nonostante sia uno fra tanti, nonostante non abbia nulla di particolare. Insomma, non dovrete dare nulla per scontato, non dovrete mai abbassare la guardia e non dovrete partire all’attacco senza aver in mente un piano ben preciso che vi permetta di evitare i colpi nemici.

Fortunatamente ad aiutarvi in questa impresa c’è un combat system assolutamente invidiabile. Indipendentemente dall’arma da mischia che userete (5 le categorie disponibili), vi ritroverete a dover in primis padroneggiare tre stance: una per l’attacco, una per la difesa e una per la fuga; ognuna di esse porterà con sé una potenza diversa, ma anche movimenti e velocità differenti, da adattare con pazienza alle tecniche dei vari avversari. Naturalmente potrete contare anche sulle armi a distanza, molto precise ed estremamente utili per sfoltire i nemici prima di lanciarvi all’attacco.

Ricordatevi che i livelli sono pensati per garantirvi un’estrema libertà tattica quindi prima di rischiare la vita, esplorate la zona e cercate di capire se una delle due armi a distanza equipaggiate può aiutarvi a sfuggire alla morte, a meno che non vi piaccia ricominciare da capo ogni volta…

CONTINUA >>>

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