Tutto quello che vi serve è un rumore, quello della Hyperion che abbandona la velocità di curvatura per entrare ufficialmente nella Galassia di Andromeda dopo un viaggio lungo 600 anni. Un rumore e la memoria vi riporterà immediatamente indietro nel tempo, ai viaggi di Star Trek, a quando le specie aliene erano una novità da conoscere e l’universo un posto da esplorare. Un ricordo vecchio di anni, decenni a dire il vero, che però diventerà via via più vivido. Mass Effect: Andromeda infatti è questo: un videogioco dove conta la scoperta e dove la diversità è una ricchezza.

Un approccio inedito che a me è piaciuto tantissimo. Vi racconto perché con le consuete 5 parole.

Eredità

Una volta personalizzato il vostro protagonista, uomo o donna che sia, Mass Effect: Andromeda vi catapulta all’interno della già citata Hyperion, l’Arca con cui gli esseri umani hanno attraversato la spazio alla ricerca di un nuovo posto in cui vivere. La nuova galassia però non è esattamente quella che i promotori dell’iniziativa avevano promesso: non sembrano esserci pianeti abitabili, non c’è segno delle altre specie che hanno abbandonato la Via Lattea e a bloccarvi l’accesso ad altri mondi c’è il Flagello, una sorta di enorme creatura composta da materia oscura. A peggiorare tutto ci pensano poi i vostri personali drammi famigliari, cosa che vi obbligherà ben presto a rivestire il ruolo del Pioniere, l’umano incaricato di scovare mondi adatti a sostenere la vita.

Inizia così la vostra avventura nei panni di Scott o Sarah Ryder, improvvisati eroi all’interno di una galassia che nasconde tanti segreti e tante sorprese, ma anche una nuova minaccia: i Kett.

Il vostro compito non sarà quindi particolarmente facile: da un lato infatti dovrete fermare il Flagetto e i Kett, dall’altro dovrete terraformare più pianeti possibili nel tentativo di renderli abitabili e pronti ad ospitare migliaia di coloni. Il tutto cercando, come sempre, di accontentare un po’ chiunque perché la politica, per quanto fastidiosa, è indispensabile a mantenere l’equilibrio tra le specie.

Sudoku

I diversi obiettivi imposti dalla componente narrativa si traducono in un gameplay estremamente vario, che sposa le necessità di qualsiasi tipo di giocatore.

Se appartenete alla schiera di coloro che vogliono scoprire subito come va a finire, potrete dedicarvi praticamente alle sole missioni primarie, cosa che vi porterà da un sistema solare all’altro e che vi obbligherà a combattere. Non immaginatevi però scontri noiosi e ripetitivi. Il combat system sviluppato da BioWare vi permette di lanciarvi nella mischia così come di rimanere a margine, sfruttando ad esempio le vostre abilità tecnologiche e biotiche e un buon fucile da cecchino; non mancano però anche skill dedicate agli amanti del corpo a corpo, con miciadili fucili a pompa e capacità pensate per annientare da vicino i vari nemici, che siano i Relictum – generati dalla misteriosa tecnologia aliena che sembra aver terraformato in precedenza i pianeti di Andromeda -, i famigerati Kett o i ribelli.

Gli amanti degli open world saranno invece lieti di poter esplorare i vari corpi celesti in lungo e in largo, svolgendo decine di missioni secondarie che vanno dal banale “Raccogli rocce/piante per la ricerca” al più complesso “Attiva la tecnologia aliena per rendere il pianeta abitabile“. Questo approccio vi permetterà non solo di uccidere extraterrestri ad oltranza, ma anche di risolvere puzzle più o meno semplici, compreso uno strano sudoku alieno, che metteranno alla prova le vostre abilità logiche. Attenzione però: l’esplorazione porta con sé un grosso svantaggio. La superficie a disposizione è spesso e volentieri molto vasta e per passare dal punto A al punto B dovrete attingere a tutta la vostra pazienza, soprattutto perché il Nomad, il mezzo fuoristrada con cui potrete muovervi su ogni pianeta, non è particolarmente veloce e nemmeno dotato di grande trazione. Insomma, quando le salite si fanno ripide dovrete perdere tempo per cercare una strada meno scoscesa o abbandonare il veicolo per proseguire a piedi.

I fan dei giochi di ruolo infine potranno dedicare tempo all’assegnazione dei vari punti abilità, sia vostri che di tutto l’eterogeneo gruppo che viaggia con voi, e allo sviluppo di nuove armi, pezzi di armatura e potenziamenti. Da non dimenticare poi i rapporti interpersonali. Anche in questo capitolo infatti avrete a disposizione un sistema interattivo di dialoghi, che vi permette di stringere rapporti o creare nuovi nemici, di trovare nuovi amanti o di inimicarvi intere razze. Fate quindi attenzione alle risposte che date e cercate di assecondare – per quanto possibile – le richieste del vostro team: ve ne saranno grati.

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