Nel 2002 prendeva vita Syberia, un’avventura grafica capace di incantare migliaia di giocatori grazie ad una trama appassionante e alla splendida atmosfera creata dal fumettista belga Benoit Sokal. Il gioco ottenne un successo incredibile, tanto da spingere Microids e Sokal a realizzare Syberia II, sequel lanciato nel 2004 e capace di riscuotere lo stesso successo di critica e di pubblico che aveva caratterizzato il capitolo precedente.

Forti dell’appoggio dei fan, i ragazzi di Microids decisero – nel lontano 2009 – di lanciarsi in una nuova avventura: Syberia 3. Purtroppo però le cose non sono andate come previsto: a 2 anni dall’annuncio Sokal dichiarò che i lavori non erano ancora iniziati per mancanza di fondi e da quel momento in poi la storia del gioco è sempre stata molto travagliata. Oggi però il terzo episodio della serie è finalmente realtà. Ma sarà all’altezza dei suoi predecessori? Per scoprirlo abbiamo trascorso qualche ora in compagnia dell’avvocatessa Kate Walker.

Un’eroina senza tempo

Il viaggio con Hans Voralberg è terminato, Oscar non c’è più e Kate è ormai sola. Inizia così l’avventura della nostra protagonista, abbandonata in una piccola barca dispersa in un territorio ostile. A salvare la ragazza priva di sensi ci sono fortunatalmente gli Youkol, popolo indigeno che prima salverà Kate Walker e poi si affiderà proprio alla sua guida per riuscire a portare a termine la propria missione: seguire la migrazione degli struzzi giganti.

La perigrazione dell’avvocatessa newyorkese e degli Youkol non sarà però un passeggiata. Kate infatti è chiamata a risolvere una serie di problemi che richiederanno tutta la sua intelligenza e scaltrezza per essere superati. Non temete però: gli enigmi non sono impossibili da risolvere. Se avete un po’ di famigliarità con la serie, e con le avventure grafiche in generale, difficilmente rimarrete bloccati nello stesso punto per ore.

Alla fine ad attirare la vostra attenzione non saranno però i vari puzzle ma la fragilità di Kate e il suo incredibilmente cambiamento. 15 anni fa la nostra protagonista stava solo imparando ad adattarsi ad un clima difficile, ad un territorio avverso e ad uno stile di vita che era molto differente da quello newyorkese. Oggi la troviamo sola, abbandonata, incapace di lasciare una terra ostile pur non avendo un vero scopo.

Dietro la facciata

La narrazione di Sokal non si limita a raccontare i cambiamenti della protagonista, ma si concentra anche sui piccoli Youkol. Ci troviamo infatti di fronte ad una tribù nativa che rivendica il legame con le sue tradizioni e con la natura e che permette all’autore di toccare temi decisamente attuali. Syberia 3 parla così di razzismo, di inquinamento, del riscaldamento globale e dell’espansione selvaggia delle città a discapito dell’ambiente circostante. Insomma, il fumettista belga non perde tempo e ne approfitta per raccontare la sua personale visione, spingendo inevitabilmente il giocatore a riflettere su argomenti che è ormai è impossibile ignorare.

A rendere però l’appello di Sokal meno incisivo ci pensano gli Youkol stessi. La rappresentazione di questi piccoli uomini attaccati alla loro terra manca di incisività e di profondità. Non c’è complessità e non c’è varietà in questa tribù. Tutti i suoi membri tendono ad essere esageratamente primitivi ed ingenui, fatta fortunatamente eccezione per Kurk, la giovane guida che riesce ad emergere dal gruppo grazie alle sue abilità analitiche e alla capacità di adeguarsi sia alle tradizioni del suo popolo sia alle innovazioni tipiche del mondo contemporaneo.

“Si stava meglio quando si stava peggio”

Non è mia abitudine rimpiangere i tempi passati ma con Syberia 3 è praticamente impossibile evitarlo. Il gioco infatti prova ad adeguarsi ai gusti contemporanei introducendo la terza dimensione ma scordandosi di dedicare la giusta attenzione ad un aspetto fondamentale: i controlli.

Gestire tutto tramite il joypad di Xbox One è stata una vera impresa, capace di farmi rimpiangere a più riprese il classico mouse. Il problema non sta tanto nei movimenti della povera Kate quanto nell’interazione con l’ambiente, macchinosa, irritante e capace di rendere tutto più complesso del necessario; la situazione poi precipita quando gli elementi selezionabili a video diventando più di uno, cosa che vi obbliga a modificare l’inquadratura senza essere proprio certi di ottenere il risultato sperato.

In generale poi il gioco risulta lento e accompagnato da un doppiaggio non particolarmente apprezzabile; gli sviluppatori infatti sembrano aver preferito la lingua francese a quella inglese così, impostando i dialoghi in lingua fracofona, avrete un buon labiale, mentre una volta passati all’inglese – verosimilmente la lingua più utilizzata dai giocatori – l’incoerenza sarà totale.

Lo so, a questo punto vi starete chiedendo se valga la pena provarlo. Sappiate che rispondere è difficile. Il gioco infatti manca della profondità narrativa che aveva caratterizzato i primi due capitoli e tecnicamente non brilla di certo, ma in definitiva vi permette di passare nuovamente qualche ora in compagnia di Kate Walker per scoprire cos’abbia ancora da raccontare questa giovane avvocatessa americana. Insomma, se siete fan della serie probabilmente vi piacerà comunque, ma credo vi convenga attendere l’inevitabile calo di prezzo prima di correre ad acquistaro.

2 COMMENTI

  1. Peccato , sono stati giochi fantastici i predecessori ( e ci metto pure amerzon ) ma qui siamo andati a rovinare ( mio parere personale) una serie che voleva solo un sequel! Vendersi ad ogni costo al momdo consol( progettato per controller) quando il tuo successo è nato su pc! Ci sono una marea di serie che si sono rovinate snaturandosi e io non lo sopporto.

  2. Bella recensione, diciamo che se si è fan della serie sui difetti in effetti ci passi tranquillamente sopra. Anche nei vecchi Syberia comunque a parte Kate non ho mai trovato personaggi particolarmente approfonditi. Per quanto riguarda i controlli all’inizio del gioco in effetti era un pò spaesato ma quando ci prendi confidenza ci fai l’abitudine e diventa abbastanza semplice.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here