Crash Bandicoot è stata la prima, vera e propria, mascotte di Sony. Un personaggio in grado, in quel momento storico, di tener testa a Nintendo e Super Mario, il dominatore indiscusso del genere platfom.

Ma Crash non è solo questo. Il titolo di Naughty Dog, con il suo surreale, frenetico e colorato mondo, è stato per molti uno dei primi – se non il primo – vero e proprio contatto con il genere videoludico, un piccolo e importante tassello dell’infanzia. Nel ripensare quindi a Crash e ai suoi personaggi, è quindi difficile non farsi travolgere dalla nostalgia. Un sentimento potente che non dovrebbe essere mai sottovalutato, specialmente in campo videoludico, lo stesso che portato i fan del gioco ad accogliere con (tanto e inaspettato) entusiasmo l’annuncio di Crash Bandicoot: N.Sane Trilogy, il remake dei vecchi titoli.

L’impresa di creare un remake dei giochi più iconici di Naughty Dog è spettata a Vicarious Visions e Activision. Senza fare tanti giri di parole posso affermare che il risultato è un eccellente e decisamente imperdibile remake. Qui di seguito vi spiego perché.

Il tempo che non passa

È inutile negarlo: quando incappiamo in remake la più grande paura è quella di ritrovarci di fronte ad un titolo così cambiato da non farci riprovare più le stesse sensazioni. Ma non è questo il caso. Bastano pochissimi minuti, nemmeno il tempo di arrivare nel vivo del gioco, per capire che il feeling con Crash è rimasto praticamente lo stesso.

Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy ci accoglie con una divertente clip che fa subito capire le intenzioni degli sviluppatori. Nel filmato vediamo il Crash degli anni ’90 entrare, insieme agli oggetti più rappresentativi, all’interno di una macchina (con un’evidente scritta Vicarious Visions sul davanti) ed uscire un attimo in una versione “ringiovanita”.

Il messaggio è quindi chiarissimo: l’obiettivo degli sviluppatori non era ricreare semplicemente una versione “moderna” del gioco, ma riprodurre la tanto voluta e agognata atmosfera. Per farlo i ragazzi di Vicarious Visions sono partiti da zero, studiando in maniera maniacale e nel dettagli il mondo di gioco. Il risultato si vede ed è notevole. La sensazione è quella di non aver mai concretamente lasciato Crash Bandicoot, accompagnato dal piacevole sospetto che il tempo non sia mai effettivamente passato.

Confortevole Familiarità 

Se la sensazione di tempo mai passato è evidente (positivamente) nell’aspetto, lo stesso si può dire del gameplay. Tutto è rimasto dove lo avevamo lasciato: cristalli, casse da rompere, gemme nascoste, trucchetti, boss e nemici. Niente manca all’appello, compresi gli stessi tasti sul controller.

Una confortevole familiarità che spingerà i vecchi giocatori, senza grossi convenevoli, a tuffarsi nel colorato mondo di Crash. Certo, se non siete più abituati alle meccaniche tipiche dei platform anni ’90, vi servirà qualche minuto per riprenderci la mano. I giochi di Crash Bandicoot, infatti, erano complessi e punitivi abbastanza da portare il giocatore a calibrare ogni movimento con molta attenzione. Le cose però sono leggermente cambiate: con l’aggiunta di un sistema dei controlli più reattivi, il grado di difficoltà un po’ diminuisce, mantenendo comunque alto il livello di sfida.

La reattività dei controli ha però un grande plus, quello di rendere l’approccio dei “novellini” al genere sicuramente più semplice. Il tutto, poi, sarà ancora più semplificato dall’introduzione della “difficoltà dinamica” che consentirà in determinati punti, per noi insidiosi, di avere un aiuto una maschera di Aku Aku.

Divertente come sempre

Tutti gli elementi di cui vi ho parlato fino ad ora sono costantemente presenti nei tre capitoli inclusi nella Crash Bandicoot N.Sane Trilogy che si configura come un vero e propria viaggio tra presente e passato.

I primi due capitoli ci hanno dato modo di ritornare nel mondo di Crash ( anche se il primo risulterà per le sue meccaniche un po’ monotono e legnoso), con i suoi sopracitati elementi immutati e l’aggiunta di nuovi effetti ed animazioni che rendono il gioco ancora più bello. Quello che però ci ha veramente colpiti è stato il terzo capitolo, sicuramente il più complesso da realizzare, perché porta con sé scenari estremamente complessi e diversi che vanno dal Medioevo dei primi livelli all’ambientazione futuristica degli ultimi. Nonostante la complessità tutto è stato realizzato alla perfezione, compresi i nuovi effetti di luce che danno ancora di più valore al gioco.

La grande novità di Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy è la possibilità di giocare a tutti i tre capitoli anche con Coco, la sorellina super tecnologica di Crash. Potremo quindi decidere, nella maggior parte, dei livelli di affrontarli con lei e il suo inseparabile computer rosa. Dopo aver provato qualche livello, possiamo dire con certezza che il feeling, rispetto al fratello maggiore, non cambia.

Per quanto riguarda invece la grafica il gioco mantiene un livello altissimo per tutti i suoi capitoli, non abbiamo riscontato particolari sbavature. L’unica vera nota dolente del gioco sono i caricamenti. Tanti e non velocissimi, sembrano gli stessi degli anni 90; nel 2017, con macchine come PS4 e PS4 PRO, ci saremmo aspettati qualcosina in più.

I ragazzi di Vicarious Visions sono quindi riusciti nella grande impresa di unire presente e passato, senza sminuire il loro operato e con il totale rispetto nei confronti del gioco originale.

Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy è un gioco che saprà non solo conquistare i nostalgici, ma, con i suoi nuovi effetti e il suo aspetto rinnovato, credo riuscirà a conquistare anche le nuove generazioni e riportare, perché no, in auge un genere come il platform che negli anni è stato un po’ dimenticato.

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