Il mio rapporto con il rally non è mai stato idilliaco. Non mi piace guardarlo dal vivo, non mi piace seguirlo in TV e ho sempre odiato profondamente tutti i racing game che mi costringevano a sperimentare l’off-road. Eppure DiRT 4 – il nuovo titolo di Codemasters – è riuscito comunque a stupirmi. Almeno in parte.

Giocatore o pilota?

Il dodicesimo capitolo di una serie iniziata nel 1998 con Colin McRae Rally non è pensato unicamente per gli appassionati tanto del genere quanto del franchise. DiRT 4 apre le porte anche ai novizi proponendo fin da subito una scelta: giocatore o simulazione? In questo modo potrete decidere se affrontare il gioco con una certa spensieratezza o se invece preferite qualcosa di realistico e che necessiti di una buona dose di precisione. Una volta scelto, dovrete affrontare una breve corsa al termine della quale sarà proprio il computer a suggerirvi qual è il livello più adatto a voi. Insomma, non importa quanto siate skillati o inesperti, riuscirete a trovare il posto più adatto a voi.

La scelta che farete all’inizio non sarà definitiva. Sarete infatti liberi di aumentare la difficoltà o cambiare lo stile di gioco in qualsiasi momento, dandovi così la possibilità di imparare, crescere e migliorare.

Se state pensando “Non è il mio caso“, sappiate che vi sbagliate di grosso. L’approccio arcade vi permetterà di familiarizzare con auto e circuiti in breve tempo. Alzare il livello di difficoltà sarà quindi indispensabile per ritrovare un giusto livello di sfida e per spingere l’auto oltre ogni ragionevole limite.

La dura realtà

DiRT 4 porta con sé modelli dettagliati, una notevole cura per l’ambiente e un ottimo compromesso tra simulazione ed accessibilità. A sorprendere però è indubbiamente l’approccio procedurale.

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I circuiti vengono così creati ex-novo di volta in volta, dandoci anche la possibilità di decidere la lunghezza del tracciato e il numero di curve presenti nello stesso. Un cambiamento piuttosto radicale rispetto al passato che permette di aumentare notevolemente la longevità del titolo e consente ai giocatori di avvicinarsi al realismo del rally vero e proprio. Mentre infatti i capitoli precedenti ci costringevano a ripetere gli stessi circuiti, ad imparare a memoria le sue curve, i suoi dossi e i suoi avvallamenti, DiRT 4 punta tutto sulla sorpresa, sulla prontezza di riflessi, sulla capacità di adattarsi di fronte alle difficoltà. Ottenere tempi da record non sarà quindi il frutto di ore e ore di allenamento passate sul medesimo tracciato ma un risultato raggiungibile solo sposando a pieno lo spirito del gioco: “be fearless“.

Spezzare la monotonia

DiRT 4 è indubbiamente un gioco ben realizzato, frutto della passione dei ragazzi di Codemasters e di uno smisurato amore per il rally, ma, a lungo andare, potrebbe un po’ annoiare.

Fortunatamente il titolo include davvero tantissimi contenuti ed una marea di modalità, permettendovi così di spezzare un po’ la monotonia. Accanto alla modalità Carriera, troverte La mia squadra, che vi consente di approcciare il lato più gestionale della vita di uno spericolato automobilista; qui sarete chiamati a dare un nome al vostro team, a scegliere i colori della squadra, ma soprattutto a decidere con quali sponsor chiudere un contratto o quali nuovi meembri del team assumere, inclusi specialisti della comunicazione ed ingegneri. Non manca poi il multiplayer, che vi offre la possibilità di sfidare giocatori provenienti da tutto il mondo, e l’immancabile DiRT Academy, dove avrete modo di imparare le basi di questo sport.

A dare ulteriore brio al gioco ci pensano poi le corse sulle Dune Buggy, il Rally Cross e il Rally Storico, affiancati poi dalle gare Asso del Volante, che metteranno  davvero alla prova le vostre abilità.

Infinito ma non per tutti

Codemasters ha fatto davvero del suo meglio per rendere DiRT 4 il gioco di rally più longevo di sempre. I contenuti non mancano, così come le auto e i tracciati, eppure cadere nella noia è facilissimo.

Il nuovo capitolo del franchise – il sesto della serie “DiRT” – è infatti pensato per gli appassionati di rally e di racing game, gli unici, a mio avviso, che riusciranno a dedicare davvero decine di ore a questo titolo. Se invece cercate le gioie di un approccio arcade senza disdegnare un po’ più di varietà, probabilmente vi conviene guardarvi attorno: il mondo dei racing game è pieno di buone alternative.

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