Oggi sul sito del quotidiano La Repubblica è apparso un reportage sulle dipendenze da web.

E’ stata intervistata la mamma di un giovane “prigioniero” sedicenne. Prigioniero di cosa? Dei MMORPG che nel reportage vengono genericamente definiti come videogiochi di ruolo.

Dalle immagini che scorrono sullo schermo, sembra che il gioco in questione sia World Of Warcraft (WOW). Non starò a sviscerare il racconto della madre di questo ragazzo, tanto meno quello della giornalista. 

Come sempre, i videogiochi vengono demonizzati gratuitamente dai media, scivolando in un qualunquismo senza confini.  Un ragazzo diventa violento a causa delle infinite ore di gioco… questo è quello che ci viene detto dalla giornalista. La colpa viene data esclusivamente  ai videogiochi.

Come sempre sono le persone deboli a cadere in questo tipo di situazioni. Sono persone che non riescono a gestire le relazioni sociali e che finiscono per trasformarsi in quelli che in Giappone vengono chiamati hikkikomori. Gli hikkimori (引き篭り) – che letteralmente significa «stare in disparte, isolarsi» – sono quelle persone che decidono di loro spontanea volontà di isolarsi, come è capitato al prigioniero del reportage.
Detto sinceramente, conosco diverse persone che hanno la passione per questo tipo di videogiochi ma nessuna di queste è violenta oppure ha problemi con la società.
Questi sono casi che accadono, ma come sempre, non si può fare di un erba un fascio.
Per fare notizia il dramma funziona sempre molto bene.

 

Cosa ne pensate di questo reportage?