Nintendo è pronta per il grande debutto: oggi esce Wii U. Una  piattaforma double face che vuole fare la console casalinga, ma anche quella portatile, che vuole imporsi nel salotto pretendendosi i suoi spazi, ma che, al tempo stesso, si sa fare da parte andando con i bambini a giocare insieme in cameretta.

Questa Wii U è una console che vuole regnare in casa e che vuole essere amica di tutti: mamma, papà, nonni, bambini e, perché no, anche degli ospiti. L’intento del colosso di Kyoto è, da sempre, quello di essere apprezzato da tutti sia dagli aficionados che dagli hard-core gamer. Non sempre è una politica che paga – quella del “voler bene” a tutti – ma spesso è giusta. Dipende, come al solito, dai punti di vista.

Io personalmente non faccio molto testo: sono nata e cresciuta con le console Nintendo. Faccio quindi parte dei famosi aficionados che in ogni caso compreranno Wii U, nonostante possa considerarsi della generazione attuale di console. Nintendo si prefissa obiettivi alti (in termini di vendite) e probabilmente li raggiungerà. La domanda adesso è: quando usciranno le console di nuova generazione – PlayStation 4 e Xbox 720 – come pensa Nintendo di riuscire a contrastarle? Sicuramente non punterà sull’impatto visivo, anche perché, a detta di Nintendo stessa, il loro obiettivo nel corso degli anni è stato quello di divertire con un esperienza di gioco coinvolgente e divertente più che puntare su una grafica che possa lasciare a bocca aperta, come fanno i suoi concorrenti. L’esperienza di gioco viene messa al primo posto, la grafica dettagliata e realistica viene al secondo posto, se non più in basso. Questa è una scelta fortemente voluta.

Filosofie a parte vediamo com’è questa console. Non ve lo racconto io, ve lo lascio raccontare da Lui, Iwata-san, il Presidente, che ci delizierà con un unboxing alquanto insolito e molto kawaii nonostante il suo stile, ma soprattutto il suo linguaggio, siano molto formali. Dovete sapere che i giapponesi trattano il cliente come un vero e proprio kami-sama (神さま – divinità) e che quindi si rivolgono a quest’ultimo solo con termini elevati, sebbene lui, il Presidente, sia già “elevato” di suo. Non è shachou (社長 big boss) mica per niente!
La cosa che ho sempre apprezzato di Nintendo è il loro saperci (ri)mettere la faccia, mettendosi in gioco anche con il solo piccolo gesto di indossare dei guantini bianchi che, a detta di Iwata -san stesso, lo fanno sembrare Mario.

Passiamo ai tecnicismi. Qual è la rivoluzione che Nintendo porta nelle nostre case? L’alta definizione? No. Mario? Nemmeno. Ha deciso di arricchire i nostri/vostri salotti con un nuovo controller (come già avevano fatto precedentemente con Wii). L’utilizzo non è più basato sul controllo attraverso i movimenti corporei, bensì sui un pad multifunzione che prende libera ispirazione dai tablet: una via di mezzo tra una console portatile e un normale joypad. La fusione tra i due sembra ottima. Un secondo schermo – oltre quello della tv – che può essere utilizzano nei più svariati modi proprio per poter accontentare tutti.

Sarà questa versatilità che farà riguadagnare punti a Nintendo per riportarla in auge? Sembra quasi che Nintendo arrivi prima su alcuni aspetti (la rivoluzione sui controlli), ma che sia il fanalino di coda quanto a tecnologia (munire di ingresso HDMI una console solo nel 2012).
I giochi disponibili al dayone non sono entusiasmanti. Sicuramente ci aspettiamo uno Zelda fatto come si deve e magari dei nuovi titoli che acchiappino gli affezionatissimi e, perché no, far ricredere alcuni anti-nintendari che hanno sempre considerato l’azienda giapponese qualcosa per bambini. Beh, Nintendo non è più un bambino, sta crescendo!