È stato uno degli eventi più attesi e più pompati della storia dei videogames: PlayStation Meeting. I marketer di Sony sono riusciti a creare un grandioso hype per questo evento. Sono partiti scegliendo una terra diversa da quella giapponese, per accentuare il loro voler essere internazionali; quale miglior posto della Grande Mela? New York è un crogiolo di popoli e culture, il luogo ideale per presentare un oggetto del futuro che desidera ardentemente cambiare il mondo dell’entertainment casalingo.

Le premesse per trasformarlo nell’evento del secolo ci sono. Ma il prodotto? Tutti lo speravano, tutti se lo aspettavano, tutti, alla fin dei conti, lo sapevano. Tre sole lettere: PS4.
E quindi, com’è? Niente, non ce la vogliono far vedere. Quasi due ore di conferenza senza mai mostrarla. Si tratta di una scelta di marketing oppure il device non è completo? Io opto per la prima.
Grazie a questa scelta tutti continueranno a parlarne ininterrottamente: è sempre interessante riempire uno spazio vuoto con un po’ di fantasia.

Una delle due grandi tra Sony e Microsoft ha dovuto fare il primo passo verso questa nuova next-gen. Se nell’attuale generazione fu Microsoft ad arrivare per prima, questa volta Sony ha deciso di bruciare sul tempo il suo competitor, il solo e l’unico.
Già, perché per questa corsa verso la next-gen sono principalmente due i concorrenti. Con questo non intendo dire che Nintendo abbia perso, assolutamente. Con l’arrivo di Wii U si è solo ritagliata una sua fetta di mercato, differente, senza mai discostarsi dai suoi ideale: non importa la grafica, non importano le caratteristiche tecniche, l’importante è far divertire i giocatori.

Due ore di assonnata conferenza in streaming, con qualche problema tecnico dovuto probabilmente a un sovraffollamento di persone smaniose e desiderose di vedere qualcosa che non gli è stato mostrato. Poco male, dopotutto stiamo aspettando la rivoluzione del gaming. Ma chi decide cosa sia rivoluzionario e cosa no? In questo caso lo decide chi arriva per primo.

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In un mondo sempre più social, dove la parola d’ordine è “condividere”, non ci si poteva far mancare un device sempre connesso, share-friendly e versatile.

Ma qui, a mio avviso, iniziano i problemi: si sta cercando forse di snaturare il gaming? Si vuole innovare a tutti i costi per essere sempre un passo davanti agli altri? David Cage fa parte di questa squadra innovatrice e poco tempo fa durante il Dice 2013 ha affermato che il futuro del gaming sta proprio nel rinnovare il genere videoludico.

Condivisione quindi, tanto da far sentire a Sony la necessità di inserire il tasto “share” sul joypad. L’utilizzo e l’utilità?  L’utilizzo è stato spiegato con il concetto di spectating: grazie alla collaborazione con Ustream potrete creare una trasmissione in diretta e far vedere ad amici e parenti tutti i vostri successi. Mi piace definirlo un multiplayer a due vie: al posto di due giocatori attivi ve ne sono uno attivo che gioca e uno passivo che guarda.
Stento ancora a comprendere dove stia la rivoluzione nello spectating, ma sicuramente, con l’andare del tempo, un utilizzo sensato glielo si potrà indubbiamente trovare.
Anche dei social network si diceva fossero superflui… ora invece sono parte integrante della strategia di marketing dei brand.

Sony ha deciso che deve essere tutto più social. Oltre allo streaming del vostro gioco in diretta potrete condividere con gli amici anche i vostri successo di gamer come trofei oppure altro ancora. A dir la verità esiste un social network chiamato Raptr che fa proprio questo: collega i vari account di gioco con il profilo Facebook e Twitter e poi li condivide sulle varie timeline.

Streaming è Cloud sono altri due concetti inseriti in questa presentazione. Diciamo che con queste due parole, le intenzioni di Sony sono quelle di aumentare le vendite del digital delivery e quelle di diminuire, fino ad eliminare, i tempi di download dei giochi dallo store di PSN.
Di conseguenza il concetto di download diventa obsoleto grazie a Gaikai, che in giapponese significa “oltre oceano” (外海=外 fuori, 海 mare). Adesso, premi un bottone ed inizi a giocare. Questo è Gaikai: un servizio cloud che consente agli utenti di giocare a videogiochi eseguiti su server remoti via streaming.

Alt! Sento già delle sirene dimenarsi: avete pensato alle connessioni internet italiane? Come facciamo noi a giocare ad un gioco in streaming senza che ci sia della lag imbarazzante? In Giappone e negli Stati Uniti questo problema non si pone, qui da noi si. Entro Natale, periodo di uscita di PS4, le nostre linee internet saranno sempre le stesse.

Ultima caratteristica del nuovo gioiello sarà l’interconnettività tra dispositivi. Un esempio su tutti? Stai giocando da ore e ore con Destiny, il tuo figlioletto si è stufato di vederti sparare e vuole guardare a tutti i costi Dragon Ball. La soluzione rapida ed indolore è quella di prendere PS Vita e continuare da dove avete lasciato. Mi sembra di aver sentito questa favola: Nintendo l’ha raccontata un po’ diversa con Wii U. Il figlio gioca e il papà vuole vedere la sua squadra del cuore.
Non cambia molto, il concetto è simile. Qui però a differenza di Wii U, i due device sono slegati uno dall’altro, sono due prodotti indipendenti che all’occorrenza “comunicano”.

Dunque sarà questo il futuro del gaming? Sono queste le grandi promesse rivoluzionarie? Per ora non mi convincono particolarmente, ma entro natale 2013 c’è ancora tempo perché io cambi idea.