Viviamo in un periodo in cui tutti sembrano voler mollare, perfino il Papa. Ammiro Warren Spector. Lui invece è una persona che non si arrende, nonostante i suoi 57.33 anni, di cui 35 passati a lavorare nell’industria videoludica. Per chi non lo conoscesse, Spector ha iniziato la sua carriera nei lontani anni ’80, producendo giochi di ruolo come Toon. In anni più recenti, ha lavorato su Deus Ex e Disney Epic Mickey.

Durante la conferenza al Dice 2013, ha dichiarato pubblicamente, nonostante il suo studio Junction Point di Disney Interactive sia stato chiuso soltanto pochi giorni fa, di non volersi ritirare dalle scene.
Ha infatti affermato: “Ho ancora cose che voglio realizzare. Non sono ancora pronto per andare a vivere in una fattoria”.

Gamesprincess_warren_spector_dice2013Il tema del suo intervento era focalizzato su come si è evoluto il suo rapporto nei confronti dei videogiochi col passare del tempo.
Le cose sono cambiate molto da quando lui ha iniziato questo lavoro. Spector ha ricordato brevemente com’erano i tempi in cui ancora si ragionava in kilobyte e in bianco e nero.
Un tempo si credeva che la fine degli arcade fosse la fine dei videogiochi. Che la fine di Atari fosse la fine dei videogiochi. Poi che l’avvento dei PC fosse la fine dei videogiochi. Ed infine che l’avvento degli smartphone fosse la fine dei videogiochi.

Invece non è mai stato così. L’industria videoludica non è mai morta, si è solo trasformata, e i giocatori si sono evoluti con lei.
Oggi, come ha detto Spector, viviamo in un’epoca di transizione tra geek entertainment e mainstream. Siamo diversi, ed anche i giochi (e gli sviluppatori) dovranno quindi adeguarsi.

Se pensiamo che in Italia l‘età media di un videogiocatore è di 28 anni, diventa facile capire come non si debba più andare alla ricerca di spettacolarità o violenza. I gusti dei giocatori cambiano con l’età, e Spector ha spiegato che attualmente, ad esempio, non nutrirebbe alcun interesse nel realizzare titoli troppo lunghi, con invasioni aliene o uomini in armatura con enormi spade.
Voglio contenuti che siano rilevanti per la mia vita, ambientati nel mondo reale.” ha detto.
Se riusciremo a raggiungere un nuovo pubblico, smetteremo di realizzare giochi per adolescenti. Ci sono alcuni giochi che dovrebbero non essere realizzati” e mentre lo dice, è apparso sullo schermo un’immagine di Lollipop Chainsaw di Grasshopper Manufacture.
Spector, facendo riferimento a titoli come Heavy Rain e The Walking Dead, sostiene invece che gli sviluppatori dovrebbero celebrare non tanto la diversità quanto l’ordinario e la quotidianità, maturando la capacità di giocare con le emozioni.

Quando hai passato i 50 anni realizzi che non hai più tempo da perdere. Ma che puoi ancora fare quello che hai sempre amato, ed hai l’esperienza dalla tua parte.
Spector ha affermato inoltre di voler essere presente al DICE 2043, magari con un paio di gambe bioniche. Ed ha terminato in modo divertente il suo speech con un’immagine del suo profilo su Linkedin, facendo notare ai presenti che è in cerca di lavoro.
L’età non conta, la creatività e la passione non muoiono mai.