Il cattivo gusto non ha età, non ha nazione, non ha sesso ma soprattutto non ha mai fine. A distanza di una settimana dal  triste episodio di stampo terroristico accaduto a Boston, dove 4 persone hanno perso la vita e 240 sono rimaste gravemente ferite, un paio di giovani bighelloni facenti parte del sito Lolokaust hanno deciso di creare un videogioco interamente dedicato a questo fatto di cronaca nera: “Boston Marathon: Terror on the Streets“.

Ecco quindi che il cattivo gusto di cui parlavo prima, fa capolino. Il gioco, molto spartano ovviamente,  consiste nell’impersonare un atleta che deve saltare delle pentole a pressione che, come tutti sapranno, sono state utilizzate come bombe. Se si sbaglia a saltare, si salta in aria e si esplode in mille pezzettini di carne e ossa.

Un game over farà comparire sullo schermo la versione digitale di quella tremenda foto che ha fatto il giro del mondo: l’atleta con le gambe completamente dilaniate dall’esplosione e la scritta “Sei fottuto! Sarai più fortunato l’anno prossimo!“.

Io mi chiedo: dove sta il divertimento in tutto ciò? Il mondo non ha ancora avuto la possibilità di metabolizzare ciò che è accaduto, perché creare una parodia su un qualcosa che di certo non fa ridere e, se proprio lo facesse, sarebbe una cosa per pochi squinternati?

I ragazzi che hanno deciso di creare questo “gioco”, se così possiamo chiamarlo, avranno avuto a loro disposizione certamente un sacco di tempo libero, perché contrariamente non riuscirei a capacitarmi di tutto questo dispendio di tempo per una cosa così futile.
Non ho potuto fare a meno di notare però che alcuni utenti hanno tacciato di finto perbenismo i giornalisti che hanno trattato questo argomento mostrando forte sdegno. Il fantomatico perbenismo sta nel fatto di indignarsi solo per questo videogioco e non per altri titoli come Call of Duty dove si spara e si ammazza senza porsi tanti problemi etici.

Vorrei cercare di spiegare questo spinoso e delicato argomento riallacciandomi ad un articolo scritto da Marina Belli qualche giorno fa: quando qualcosa (in quel caso un automa) riproduce la realtà (un essere umano) in maniera minuziosa, questo ci inquieta facendoci scivolare nell’oscura Valle Misteriosa fino ad arrivare a provare repulsione.

Penso che si inneschi lo stesso meccanismo in questa vicenda: utilizzare una foto tragica di un atleta e riprodurla facendola diventare pixelosa e accompagnata da una frase irriverente, crea repulsione. La stessa cosa accade nella totalità del gioco ovviamente.
È vero, verissimo, che giochi come Call of Duty trattano la morte e la violenza da anni ma lo fanno con episodi slegati dalla realtà oppure trattano fatti storici lontani.
Più un avvenimento è recente e “fresco”, più ci farà paura, in ogni caso anche se prende spunto dalla realtà non bisognerebbe mai contestualizzarlo con fatti e persone realmente esistiti.
In questo caso vi è anche un’aggravante. Il modo  parodistico, con cui è stato trattato l’argomento, crea repulsione e giustificato sdegno. Parodia, che non si addice assolutamente all’occasione.

Questi ragazzoni americani di Lolokaust è meglio che si trovino un lavoro, perché il loro hobbie è veramente orribile e, come dicevo, davvero di cattivo gusto.