La GDC ha chiuso i battenti e le notizie si sono rincorse alla velocità della luce perché tutti sono ansiosi di far parlare un po’ di sé. A dominare la scena pensavo fosse Sony: una console prossima al lancio, un probabile vantaggio sulla concorrenza, una marea di servizi da offrire e una serie di titolo interessanti pronti ad uscire. Invece l’azienda nipponica ha scelto San Francisco per raccontarci le novità del PlayStation Network, quelle che a me non sono piaciute particolarmente.

Vi siete persi le news? Nessun problema, ricapitoliamo brevemente. Sony parla di auto-pubblicazione dei giochi su PSN, ossia della possibilità di offrire agli sviluppatori di mettere direttamente sullo Store i loro titoli, senza requisiti particolari; viene consigliata la creazione di una compagnia (insomma, se la cosa è legale, è meglio) e la residenza in territorio americano perché per ora l’iniziativa riguarda solo gli Stati Uniti. Non esistono regole particolari, è possibile usare o non usare il devkit per la creazione del videogame ed è libera la scelta di optare per titoli free-to-play oppure a pagamento, anche se in questo caso Sony vi chiede l’esclusiva, almeno temporanea.

Non è finita qui, perché la società giapponese ha deciso di permette la pubblicazione di alpha a pagamento, così da lasciare che i dev ricevano feedback sul gioco per poter decidere se andare avanti o meno con lo sviluppo e in quale direzione.

L‘apertura agli indie è palese e la voglia è quella di dare spazio un po’ a tutti lasciando un certo potere decisionale anche all’utente. Lodevole? Di sicuro. Saggio? Non saprei. Mi spiego meglio. La mossa di Sony è incoraggiante per i piccoli sviluppatori e per un mercato, quello degli indie, che giorno dopo giorno si fa strada nel complicato mondo dei videogiochi conquistando migliaia di utenti con titoli di qualità e spesso in grado di emozionare più di giochi tripla A. Non c’è bisogno che vi ripeta quanto ho apprezzato To the moon o quanto profondo sia Journey, già lo sapete e già sapete che i videogiochi indipendenti occupano un posto di rilievo nella classica dei miei generi preferiti.

Il punto è che vedo un rischio, quello di trasformare il PSN in una copia degli Store dedicati al settore mobile, diciamo pure un Play Store con scopo ludico. Niente controlli, libertà assoluta, alpha a pagamento. È davvero quello che vogliamo? Era davvero necessario aprire i cancelli alle orde di sviluppatori senza mettere qualche sbarramento prima? A mio avviso non siamo ancora pronti per questo step. L’apertura è sicuramente un ottimo modo per incentivare la produzione di giochi indie, soprattutto per PS Vita visto che tutto il resto del mercato la ignora, ma una totale mancanza di controllo potrebbe portare migliaia di titoli creando confusione nell’utente finale che non saprà più cosa scegliere, non avrà garanzie sulla qualità e finirà con il tornare un fedelissimo acquirente delle grandi produzioni.