Abbiamo intervistato Ricky Cambier, lead game designer di Naughty Dog, e recensito The Last of Us, ma non ci è assolutamente sembrato abbastanza. Abbiamo deciso quindi che un podcast avrebbe fatto al caso nostro. Erika e Marina si sono preparate delle domande, a sorpresa, per soddisfare le loro curiosità riguardo a The Last of Us.

Sono stata, quindi, interrogata come nelle migliori classi delle scuole superiori. Per facilitarvi il compito di ascoltatori vi ho inserito le domande che mi sono state poste dalle mie perfide colleghe.

  • MARINA: Ho letto che il gioco trae ispirazione anche da The Walking Dead. Il rapporto tra Joel e Ellie è simile al rapporto molto forte che c’è tra Lee e Clementine nel primo videogame della serie?
  • MARINA: Ultimamente i giochi stanno prendendo tutti questa direzione: quanto emerge il lato umano ed emotivo in The last of us?
  • MARINA: Differenze fondamentali rispetto ad altri surivival horror come ad esempio Resident Evil (sia nell’ambientazione che nel gameplay, nei personaggi, zombie vs clicker)
  • MARINA: Altri hanno detto che l’ambientazione è molto simile al film “Io sono leggenda“, è vero? Che ruolo gioco l’ambientazione nel gioco?
  • ERIKA: Molti si sono lamentati dell’intelligenza artificiale. L’hai trovato anche tu un difetto? Ne vedi altri?
  • ERIKA: Polygon gli ha dato 7.5 per l’esagerata difficoltà. Concordi?
  • MARINA: Naughty Dog ha detto che il gioco avrà la più lunga campagna mai realizzata dalla casa. Quanto dura effettivamente?
  • MARINA: Perché secondo te non è stato deciso di supportare il co-op con Ellie?
  • ERIKA: Il finale è all’altezza delle aspettative?
  • ERIKA: A che pubblico lo consigli?
  • ERIKA: È un nuovo standard per l’industria videoludica oppure rimarrà una perla isolata?

 

Non mi resta che augurarvi buon ascolto e buona domenica! Ah, mi raccomando i bloopers!