C’è l’eroe, c’è la principessa, c’è il cattivo che la rapisce. Cominciano così i videogiochi più classici, dove lui deve salvare lei affrontando mille pericoli e qualche boss e dove soprattutto noi impersoniamo il protagonista maschile che si fa largo a colpi di spada, salti e magari qualche magia. Ma la principessa?

Nessuno pensa mai alla lei di turno, eppure è quella che se la passa peggio: chiusa in una torre, senza sapere cosa succede, senza possibilità di liberarsi da sola, munita solo di speranza. Speranza è la parola chiave, quella alla base di un piccolo non-gioco per Android e iOS che si chiama appunto Hope: Other side of Adventure. Il titolo già dice tutto quello che dovreste sapere sul titolo che vi getta nei panni della povera ragazza chiusa in una torre senza possibilità di fuga e in grado di fare solo due cose: piangere e sospirare. Ecco perchè l’ho definito un non-gioco perché in realtà non c’è nulla da fare, nulla a parte aspettare che il vostro amato venga a salvarvi.

La vostra attesa durerà 6 giorni. No, non sei giorni all’interno di Hope, sei giorni reali. Ogni giorno dovrete tornare a visitare la protagonista partecipando alla sua angoscia e ascoltandola mentre prega per l’arrivo dell’eroe.

Un’esperienza diversa realizzata da un team, Mr Roboto, che ha avuto il coraggio di narrare l’altra parte della storia, quella che angoscia, destabilizza, fa sentire profondamente impotenti gli utenti incapaci di fare altro a parte attende, piangere e sospirare per 5 minuti al giorno, la durata di ogni sessione di gioco.

Una vicenda toccante per un titolo che vi pone di fronte ad una realtà che tendiamo sempre ad ignorare. Preparatevi psicologicamente, scaricare gratuitamente l’applicazione e preparatevi a scoprire come ci si sente mentre l’eroe di turno affronta mille pericoli per venirvi a salvare.