All4Games: ecco come si chiama la nuova campagna promossa da AESVI (Associazione Editori e Sviluppatori di Videogiochi Italiani), che si pone l’obiettivo di dare visibilità al valore del lavoro che sta alla base della creazione di un videogioco.

All4Games, attraverso brevi video (per adesso ne sono usciti tre), vuole dare voce alle persone che solitamente si nascondono dietro le quinte, e narra a questo proposito le storie di tre importanti sviluppatori italiani: Michele Caletti, Andrea Tabacco e GianMarco Zanna.

Il primo lavora da oltre 10 anni in Milestone ed oggi ne è divenuto il game director. Inizialmente il suo ruolo era sviluppatore audio, per poi passare ad essere lead programmer. Ha diretto titoli come SBKX, MUD e MotoGP13.

Andrea Tabacco è attualmente game designer a Forge Reply. Tabacco ha iniziato la propria carriera professionale in Ubisoft nel 2005 con lo sviluppo di “Splinter Cell Double Agent”. Da allora ha realizzato svariati titoli, rivestendo vari ruoli nell’ambito del game design, della programmazione e della grafica.

GianMarco Zanna, produttore per Ubisoft Milano dal 2008, ha iniziato la sua carriera nel mondo dei videogiochi nell’ormai lontano 2001, lavorando come game tester.

Le loro storie, diverse ma simili, seguono tutte uno stesso filo conduttore: quello della passione, dell’impegno e della determinazione. Ingredienti fondamentali che servono se si vuole fare questo lavoro.

L’industria videoludica è oggi uno dei campi più importanti nell’intrattenimento ed è da sempre all’avanguardia nell’innovazione tecnologica e creativa. Ma tutto questo ovviamente ha un costo. Gli sviluppatori lavorano sempre per offrirci la migliora esperienza di gioco possibile e questa campagna nasce dalla volontà di sensibilizzare i consumatori riguardo la diffusione dei videogiochi pirata, soprattutto sul web, che continua purtroppo ad avere un impatto dilagante nel settore.

Secondo un rapporto dell’International Intellectual Property Alliance (IIPA), nel 2012 l’Italia è stata il terzo paese al mondo per volume di scambio di videogiochi pirata su reti P2P e sempre nello stesso anno si è registrata una crescita dei siti Internet specializzati nel fornire collegamenti a videogiochi pirata contenuti da piattaforme di hosting di terze parti.

Inoltre, lo scorso anno la nostra nazione è stata inserita anche nella “Watch List” dello Special 301 Report, un rapporto redatto annualmente dal governo statunitense per analizzare il livello di protezione dei diritti di proprietà intellettuale nei vari Stati del mondo. La lista di cui l’Italia fa parte comprende i Paesi che non garantiscono un livello adeguato di protezione.

Dati allarmanti, che fanno ben capire come mai gli sviluppatori sentano adesso più che mai il bisogno di responsabilizzare i giocatori per far comprendere loro come dietro la creazione di quello che può sembrare un semplice gioco ci sia in realtà un duro lavoro.

Il futuro dei videogiochi siamo noi e sta a noi decidere quale direzione vogliamo che prenda.