Prendete il Professor Layton, sì, quello dei giochi per le console portatili Nintendo, quello che avete visto recentemente alle prese con la Maschera dei Miracoli. Ecco lui. Immaginatelo invecchiato, spostato e con figli, figli che, ovviamente, risolvono misteri. Uno di questi, in particolare, si chiama Alphendi e lavora per Scotland Yard, in una sezione speciale che si occupa di crimini irrisolti e che lui manda avanti insieme alla sua assistente,  Lucy Baker.

Il gioco di cui stiamo parlando è ovviamente Layton Brothers: Mystery Room (ve ne avevamo già parlato tempo fa), sbarcato recentemente su iOS e su Android ma ancora più recentemente sul mio piccolo iPod. Le premesse non erano niente male: spin-off di una serie che ci regala da sempre ore di divertimento intelligente, un protagonista che non può che essere il degno erede di Hershel e un’ambientazione che si adatta anche a chi non sopporta gli enigmi gratuiti, quelli che ogni tanto tendono a creare un po’ di frustrazione nel gamer.

No, questo non vuol dire che sia tutto più facile in Mystery Room, significa solo che qui il mistero è un crimine, un omicidio che va risolto osservando la scena, cercando prove ed interrogando sospettati. Insomma, se siete soliti trovare il Professor Layton un po’ dispersivo o troppo lungo per i vostri gusti, qui troverete quello che cercate: enigmi contestualizzati e proposti nella classica forma del poliziesco.

Pronta a tirare fuori la signora Fletcher che vive in me, ho installato i 150 Mb di questo piccolo videogame per poi cominciare a familiarizzare con i personaggi. Lucy vi ricorderà inevitabilmente Luke, il piccolo apprendista del Professore, mentre Alphendi alterna momenti di grandi somiglianza con il padre ad altri in cui…beh, diciamo solo che non potrebbe essere più diverso di così.

GamesPrincess_Layton_brothers_crime

Curiosa poi la soluzione pensata da Level-5 per l’analisi della scena del crimine; non dovrete infatti recarvi sul posto ma un dispositivo inventato dal protagonista ricreerà la scena permettendovi di analizzarla piuttosto minuziosamente. Avrete poi a vostra disposizione le dichiarazione dei sospettati e qualche breve informazione su di loro, senza contare la possibilità di chiedere qualche piccolo aiuto al Prof quando siete in difficoltà.

Difetti? Ce ne sono. Uno su tutti il fatto che sia impossibile salvare. Ovviamente lo farà il gioco per voi ma in punti prestabiliti così, la maggior parte delle volte, vi ritroverete a tappare rapidamente sullo schermo per skippare parti che avete già visto e fatto. Noioso, disturbante e in grado di farvi passare la voglia di riprendere al volo un caso perché il pensiero principale sarà “Tanto non riesco a finirlo e mi toccherà ricominciare da capo“. Insomma, si poteva fare qualcosa di meglio su questo fronte.

Qualche Punto Noia questo Layton Brothers lo regala anche durante i lunghi interrogatori che spesso vi richiedono solo di leggere e andare avanti, per altro di leggere in inglese, il che rende il titolo adatto solo chi ha un’adeguata conoscenza della lingua anglosassone, a meno che non vi troviate a vostro agio nel giocare con il dizionario inglese-italiano davanti.

Ultimo ma non trascurabile difetto la colonna sonora, che tutto sommato riprende quelle che sono le linee guida usate per i titoli della serie principale: strumentale, di base, un po’ ripetitiva. La differenza fondamentale è che durante una partita con l’amato Professor Layton vi trovate sì la musica classica da risoluzione dell’enigma, ma anche tanti altri brani che accompagnano le varie scene e i brevi filmati. C’è varietà ed è una varietà che funziona. Mystery Room ha praticamente una singola base musicale e ad un certo punto la odierete , la odierete soprattutto quando alla ripetitività del brano si aggiungerà quella delle parti da rifare perché non ha salvato o avete sbagliato. Da Level-5 mi aspettavo qualcosa di meglio.

Lo so, a questo punto sarete propensi a lasciar perdere per tornare da Hershel sul vostro amato 3DS, ma aspettate a giudicare Layton Brothers. Ci sono dei difetti, a volte un po’ irritanti, ma è fondamentale ricordarsi che si tratta di un gioco per mobile e che in quanto tale era necessario semplificare tutto il possibile. Non scordatevi poi che rimane comunque un titolo targato Level-5 che saprà indubbiamente conquistarvi grazie alla varietà dei casi e delle storie proposte, ma anche ai personaggi perché il giovane Alphendi, pur nella sua diversità, rimane, come dicevo all’inizio, il degno erede del Professore.

Ancora indecisi? Il mio consiglio è di scaricarlo e provare i primi casi per scoprire se è all’altezza delle vostre aspettative, dopodiché deciderete se investire quasi 3 euro nei nuovi livelli o se dedicarvi a qualcos’altro.

Pronti a trasformarvi in moderni Sherlock Holmes?

Aggiornato il 16.09.2013