Era il lontano novembre del 2011 quando Fjona annunciò l’arrivo sugli schermi nipponici del film tratto dalla serie Ace Attorney, esponendo le sue perplessità sull’arrivo dell’adattamento in italiano qui da noi.  In effetti a più di un anno e mezzo dall’uscita del lungometraggio, datato febbraio 2012, della pellicola doppiata nel nostro caro idioma non c’è traccia e purtroppo i sottotitoli sembrano essere quasi introvabili, ma questo non è servito a scoraggiarmi. Qualche minuto su Google et voilà! Sub in inglese alla mano ho cominciato a guardarmi Gyakuten Saiban curiosa di sapere se l’adattamento cinematografico aveva reso giustizia al titolo.

Lo so, siete prevenuti: dai videogiochi nascono quasi sempre film imbarazzanti e, beh, in tutta onestà i giapponesi non brillano per la loro capacità di creare pellicole di successo. Eppure sono rimasta piacevolmente stupita.

Partiamo dalla trama. I personaggi di base ci sono tutti: Phoenix Wright, Miles Edgeworth, Mia e Maya Fey, Larry Butz, Von Karma e anche il detective Gumshoe. Non aspettatevi però di trovarli buttati a caso all’interno della narrazione perché in realtà la storia è quella del primo capitolo della serie. I più appassionati se la ricorderanno di sicuro: il giovane Wright all’inizio della sua carriera si trova a difendere quello che pare il suo nemico di sempre in tribunale: Miles Edgeworth; la trama di Phoenix Wright: Ace Attorney viene ripresa in tutti i suoi aspetti, aggiungendoci i flashback sull’infanzia di Phoenix, Miles e Larry che lasciano trapelare la profonda amicizia che li lega nonostante siano così palesemente diversi. C’è spazio per tutto e per tutti in questo Ace Attorney, persino per i sentimenti, ma no, niente storie d’amore improvvisate. Al centro dell’attenzione ci sono le vicende e le ambizioni umane che muovono i fili del giallo che il nostro avvocato si trova tra le mani.

Una storia seria però non implica un film necessariamente composto e privo di humor. Sono giapponesi e ogni tanto l’amore per gli anime che c’è in loro emerge prepotentemente insieme al tentativo di inserire scene tipiche del gioco con l’utilizzo di effetti di dubbio gusto, ma credetemi, glielo si perdona.
gioco per fare l'avvocato su nintendo DS il filmAnche i personaggi tendono a subire lo stesso trattamento: la buona recitazione è spesso unita ad un comportamento caricaturale, senza contare il peso che assume l’aspetto dei protagonisti, con vestiti e pettinature prese direttamente dal videogioco e incollate addosso agli attori. Un difetto? Sì e no. Se da un lato  vederli quasi identici ai personaggi del videogioco li fa sembrare poco credibili, dall’altro li rende subito riconoscibili. Insomma, urlerete subito “Ma è quello è Edgeworth!” a cui seguirà un LOL non appena realizzerete come hanno conciato l’interprete.

La trasposizione nipponica di Ace Attorney vi terrà incollati alla tv per oltre 2 ore appassionandovi e divertendovi grazie al giusto connubio tra cinema e videogioco, reso possibile soprattutto dalla capacità di ironizzare dei giapponesi che così rendono giustizia allo humor del titolo ma anche a quella di ricreare la storia di un videogame che ha fatto scoprire a tutti i noi gioie e dolori dell’essere un avvocato.

Permettetemi di dirlo: questa volta i giapponesi danno lezioni di cinema agli Stati Uniti che con le loro produzione hollywoodiane non sono ancora riusciti a rendere giustizia all’industria videoludica.