Signore e signori, vi presento The Legend of Zelda: Phantom Hourglass. No, non sono impazzita e non voglio nemmeno trollarvi. La prima sensazione dopo aver messo mano sulla versione PS4 di Assassin’s Creed Black Flag è stata proprio quella di rivivere quel delizioso episodio per Nintendo DS di The Legend of Zelda. Pensate che la mia sensazione è stata pienamente confermata da Arnaud Vaudour, producer di Ubisoft Singapore, il quale ci ha raccontato che si sono ispirati, incredibile ma vero, proprio a Phantom Hourglass per quanto riguarda la navigazione tra le varie isole (ero quasi commossa quando me lo ha detto).

Lo sviluppo di Black Flag ha visto all’opera diversi studio tra cui Ubisoft Singapore e Ubisoft Montreal, 12 ore di fuso orario l’uno dall’altro con dei team al lavoro 24 ore su 24. Niente male vero? Il risultato è possente ma soprattutto piacevole. Dimenticatevi i fastidiosi e imperdonabili bug di Assassin’s Creed 3, si è trattato solo di uno scivolone. Pensate che lo sviluppo del nuovo capito della saga è avvenuto in contemporanea al suo predecessore. Un anno e mezzo prima del lancio sul mercato di AC3, Ubisoft stava già lavorando su Black Flag. Si può anche capire per quale motivo uno dei due era particolarmente lacunoso.

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Fa niente, guardiamo al futuro. Due anni e mezzo di sviluppo, uno dei quali è servito solo per raccogliere le idee e i materiali. Già, diversi membri del team sono stati spediti niente meno che ai Caraibi per fare foto ai villaggi, alle ambientazioni e a tutto quello che potesse aiutare a ricostruire al meglio i Caraibi del  18° secolo. Libri di storia alla mano, il team ha studiato approfonditamente tutte le vicende che hanno coinvolto Edward Teach, in arte Barbanera, e tutti gli altri pirati dei Caraibi.

Ho detto “Pirati dei Caraibi“? Si, l’ho detto e vi assicuro che l’associazione non è assolutamente un male come si potrebbe pensare.

Mari tropicali dai colori paradisiaci da solcare con un galeone pirata. Vi assicuro che la cosa è parecchio divertente e complessa. Pigiando il touch pad del controller di PS4 vi si aprirà la mappa dei mari e avvicinando e allargando le dita, proprio come se fosse un tablet, ingrandirete la mappa. Di primo acchito, il “mondo” non sembra granché esteso ma appena approdate nella prima città tutto cambia. Quella visitabile nella demo è Nassau, alle Bahamas.

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Una volta entrati in città, lì comprenderete con chiarezza quale sia la vastità del gioco: colline, palazzi, prati e chiese a non finire.

Assassin’s Creed Black Flag uscirà all’incirca in contemporanea con le console di nuova generazione ed è proprio per questo motivo Ubisoft ha deciso di non deludere i suoi utenti: il gioco, infatti, sarà presente anche su PS3 e Xbox 360. I giochi, in termini di storia e gameplay, saranno identici. A fare la differenza saranno solo le caratteristiche grafiche che, per ovvi motivi, su PS4 e Xbox ONE saranno nettamente migliori.
In questo modo nessun giocatore rimarrà scontento.

La gamma cromatica presente nel gioco è molto brillante e sono sicura che l’apprezzerete anche se, non ho trovato i volti dei personaggi all’altezza degli ultimi titoli presenti sul mercato.
Mentre giocavo di gran gusto, ho posto altre domande ad Arnaud. Una delle mie curiosità verteva sul motore grafico utilizzato nel gioco. Mi ha detto che Ubisoft preferisce investire per creare un proprio motore grafico in modo da poterlo poi utilizzare per molti dei suoi titoli. Per quest’ultimo capitolo di Assassin’s Creed il motore si chiama AnvilNext già utilizzato per la creazione di Assassin’s Creed III.
Il fatto che il gioco sia multipiattaforma (nuova e vecchia generazione) e che abbia un motore grafico già utilizzato per un precedente capitolo forse vi farà storcere il naso ma vi assicuro che il lavoro, per quello che ho potuto vedere, è di ottima qualità.

Che dire? Assassin’s Creed Black Flag farà parte della vostra collezione?