Immaginate un pomeriggio d’estate in un centro commerciale. Immaginate di finire inevitabilmente nel negozio d’elettronica di turno. Immaginate anche che il reparto dei videogiochi vi attragga come il canto delle sirene. Ora siete lì, in mezzo agli scaffali, consapevoli che questa calda stagione è ancora molto lunga, che il 3DS è la piattaforma perfetta per i lunghi spostamenti sui mezzi in città e che avete appena terminato, dopo circa 40 ore di gioco, Fire Emblem. Cosa prendete? Io, dopo qualche attimo di esitazione e una breve telefonata di consultazione, ho deciso che era tempo di tornare alle origini, al caro vecchio idraulico baffuto e così, senza pensarci troppo, ho preso Mario & Luigi: Dream Team Bros.

Scelta azzeccata? Sì e no. Il titolo vanta tanti pregi quanti difetti che ho deciso di raccontarvi con le ormai consuete 5 parole.

Classico

Lo so, è alquanto scontato, ma in qualsiasi modo vengano presentati Mario & Luigi risultano essere classici e lo sono anche in questo nuovo capitolo del franchise che riprende tutti gli elementi tradizionali dei giochi dedicati ai due fratelli rivisitandoli per renderli adatti al genere a cui Dream Team appartiene, l’RPG. Ci sono le monete, ci sono i funghi, ci sono i gusci di tartaruga, ma soprattutto ci sono i personaggi di sempre, quelli che ci fanno compagnia dall’alba dei tempi e che accompagnano Mario in ogni sua (dis)avventura.

Insomma, se vi mancano Mario e Luigi, questo gioco farà la vostra felicità.

Onirico

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Se c’è una cosa che mi ha colpita di questo titolo è l’ambientazione. Avete presente tutti gli elementi tradizionali che vi ho raccontato qualche riga sopra? Ecco, proprio loro vengono presi e inseriti nel mondo onirico che sta alla base di questo videogioco. Tutto si integra in modo magistrale permettendovi di godervi il gioco sia nel mondo reale, molto più fedele alla serie nelle meccaniche e nei colori, sia in quello frutto dell’immaginazione di Luigi. Non solo i piccoli dettagli contribuiscono a rendere fluidi e piacevoli gli scenari e i vari passaggi tra i due immaginari, ma anche le soluzioni ideate da Nintendo per permettere di sfruttare al meglio entrambi i personaggi si sono rivelate piuttosto pregevoli.

Longevo

Reduce dall’esperienza di Fire Emblem, che dopo 40 ore di gioco aveva ancora qualcosa da darmi, ero pronta a farmi bastare una ventina di ore di gioco, ma questo Mario & Luigi: Dream Team Bros. non sembrava proprio voler finire.

Complici la discreta possibilità di esplorazione, compresa quella all’interno del mondo onirico, dove ogni tanto perdervi è quasi indispensabile, e i continui combattimenti a cui volendo potete andare incontro, il titolo mi ha tenuto compagnia per parecchio tempo durante i miei spostamenti sui mezzi pubblici e le notti insonni.

Insomma, se deciderete di comprarlo tenete presente che vi terrà impegnati per diverse ore, a scapito probabilmente del gaming su console e pc visto che basta un attimo per aprire il 3DS e cominciare a giocare, magari mentre le vostre Xbox e Ps3 si aggiornano…

Lento

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Attaccato alla tradizione, capace di regalare molte ore di gioco e una buona dose di divertimento, ma Mario & Luigi Dream Team Bros. ha dei difetti e il primo, quello che salta all’occhio, è la lentezza. La progressione è veramente estenuante e le prime 10 ore pesano tantissimo. I tutorial e le spiegazioni sono continui e noiosi e il passaggio da un livello all’altro sembra un’impresa titanica fin dalle prime battute. Ma non è solo il gameplay a procedere a rilento. Purtroppo anche la trama non brilla e gli eventi si susseguono abbastanza lentamente e non solo perché si finisce sempre per esplorare le mappe in lungo e in largo in cerca di monete, noccioline, funghi e guancialini da liberare.

Non abbattetevi però. Superato lo scoglio iniziale comincerà tutto a scorrere un po’ più rapidamente e il gioco diventerà molto più coinvolgente.

Luigi

Classico, onirico, longevo, lento. Fino ad ora non vi ho particolarmente stupito con la scelta dei termini, anche perché volevo evitare di spoilerarvi la già non troppo elaborata storia, ma con l’ultima parola mi sono permessa di anticiparvi qualcosa di cui vi renderete conto soltanto dopo diverse ore di gioco.

In Mario & Luigi: Dream Team Bros. vivrete nell’illusione che a portare avanti la storia sia Mario. “Mario devi aiutarla, Mario devi salvarla, Mario andiamo“: spesso e volentieri è lui ad essere chiamato in causa, proprio perché ci si aspetta che sia lui a salvare Peach e sconfiggere i cattivi. In realtà il mondo onirico è quello di Luigi, è un tuffo nella sua mente, nella sua realtà, quella dove ha il controllo dei meccanismi utili a proseguire e dove riesce a sviluppare nuovi e particolari poteri.

Insomma, che questo sia l’anno di Luigi è ormai chiaro.