Scrivere è sempre un po’ raccontarsi: dice qualcosa di noi, di quello che facciamo, di quello che pensiamo. Svela le nostre convinzioni e le nostre sensazioni in modo sottile, quasi invisibile, eppure sono lì, nero su bianco, a rivelare qualcosa del nostro essere. The Novelist vi chiede di fare la stessa cosa.

Nel mondo digitale creato da Kent Hudson, il game designer di Deus Ex: Invisible War e BioShock 2, alle prese con il suo primo titolo indipendente, la storia la scrivete voi, voi e tutto il bagaglio d’esperienze che portate sulle spalle e che, inevitabilmente, finirà con l’emergere minuto dopo minuto mentre fate una cosa tanto semplice quanto difficoltosa: scegliere.

3 ore di gioco e qualche rimpianto dopo, provo a raccontarvi questo peculiare videogioco con 5 parole.

Vita

The Novelist è il gioco che non vi aspettate. Niente voli di fantasia, niente a cui sparare, niente mondi alieni da esplorare. L’unica nota di irrealismo che si concede siete voi, voi che interpretate lo spirito di quella casa dove i Kaplan hanno deciso di trascorrere i loro 3 mesi di vacanza, voi che vi spostate per la casa senza essere visti, di luce in luce, con pochi ed essenziali tasti.

Tutto il resto è vita. Vita vera. Davanti a voi avete 9 capitoli in cui si dipana l’esistenza di una famiglia, 9 capitoli di scelte che decideranno in modo estremamente concreto quale sarà il futuro di Dan, Linda e Tommy, un futuro che grava sulle vostre spalle e che scriverete man mano, con le vostre, spesso sofferte, decisioni.

Corrispondenza

La stesura di una storia è il tema principale di The Novelist. Storia è quella che Dan Kaplan sta cercando di scrivere per riuscire ad affermarsi come scrittore, storia è quella a cui diamo vita noi compiendo scelte che cambiando l’esistenza dei personaggi, storia è quella che leggiamo tentando di capire cosa è giusto.

Il titolo di Kent Hudson riprende infatti l’idea di base di Gone Home: per sapere dovete leggere. Cosa? Sostanzialmente tutto: lettere, biglietti, post-it, diari, qualsiasi cosa troverete in giro per casa vi servirà a capire cosa vogliono i 3 componenti della famiglia.

Poi, quando il quadro sarà completo, quanto i desideri di tutti saranno chiari, sarete chiamati a fare la vostra dolorosa scelta.

Priorità

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The Novelist vi farà un po’ soffrire sbattendovi davanti ad una delle profonde verità di questo percorso chiamato vita: bisogna avere delle priorità.

Decidere quali e quale ordine non sarà facile. La carriera di Dan, la soddisfazione personale di Linda, la vita di coppia, la crescita di Tommy, la gioia dei parenti, l’aiuto degli amici… Solo 3 ore di gioco per stabilire cosa secondo voi pesa di più in mezzo a tutto questo, cosa merita la vostra attenzione, cosa viene prima di tutto il resto.

Ma non illudetevi. Le vostre priorità cambieranno quando meno ve lo aspettate.

Compromessi

Quando si è da soli tende ad essere tutto più semplice: una sola persona, un solo obiettivo, un solo desiderio. Ma i Kaplan sono tre, tre individui diversi con esigenze diverse e preoccupazioni diverse e l’essere una famiglia complica tutto perché si vive insieme, si cresce insieme, si cerca di essere felici insieme. Decidere diventa incredibilmente doloroso.

Eppure, proprio come succede nella realtà, potete lavare i vostri sensi di colpa usando il potere del compromesso. Di giorno infatti sarete chiamati ad indagare i desideri di Dan, Linda e Tommy per decidere chi accontentare, ma di notte potrete sussurrare allo scrittore chi altro merita di vedere esaudito il suo desiderio, anche se parzialmente.

Una magra consolazione per voi, una piccola vittoria per la seconda persona che sceglierete, una dolorosa conclusione per l’unico individuo che dovrà rinunciare a ciò a cui tiene.

Finale

9 capitoli, 9 scelte, 8 compromessi. 8 perché alla fine dovrete abbandonare il sollievo del compromesso per fare l’ultima e definitiva scelta. Dopo 3 ore passate a cercare di mettere tutti d’accordo sperando di non vedere gli altri soffrire troppo, il gioco vi impone di prendere una decisione definitiva scegliendo un solo desiderio, un desiderio che non solo determinerà la conclusione dell’estate dei Kaplan, ma che soprattutto darà forma al resto delle loro vite.

Un peso enorme per voi che vi ricorda che la vita è proprio fatta di questo, di scelte e di rinunce, di priorità, di desideri esauditi e di aspirazioni seppellite. Un amaro scontro con la realtà a cui potete sopravvivere solo sapendo che, ritornando indietro, non avrete potuto scegliere nient’altro.