Ebbene sì, amici otaku, anch’io come molti di voi sono cresciuta a pane e manga, innamorata da sempre di quel bellissimo e antico paese che è il Giappone. La nazione nipponica è la patria dei manga e degli anime, ma anche come ben sappiamo dei videogiochi: inevitabile quindi che nascesse, fin da subito, un proficuo connubio tra questi due mondi. Connubio che ha dato vita ad una quantità infinita di titoli. Io oggi ne ho selezionati per voi 5, ovviamente tratti dai miei fumetti preferiti.

Sailor Moon

Il cartone animato delle guerriere che vestono alla marinara per me era un’istituzione, da vedere tutte le sere dopo i Puffi su Rete 4 (ricordate la trasmissione Game Boat?).
Il videogioco Sailor Moon (titolo originale Bishoujo Senshi Sailor Moon), un arcade picchiaduro, fu sviluppato dalla Angel nel 1993, e successivamente convertito per Super Nintendo e per Sega Mega Drive.

Il gioco, diviso in cinque livelli (Quartiere latino con boss Bakene, Parco dei divertimenti con boss Muurido, Macchina segreta con boss Zoisite travestito da Sailor Moon, Polo nord con boss Kunzite, Regno delle tenebre con i boss Principe Endymion e Regina Beryl),  è ambientato durante la prima stagione dell’anime ed il giocatore controlla una delle cinque guerriere sailor, ognuna dotata di particolari tecniche individuali.

Lamù

E adesso parliamo dell’amore segreto di tutti i ragazzini degli anni ’80: Lamù.
Urusei yatsura – La campana nuziale di Lum (titolo originale Urusei yatsura – Ramu no wedingu beru) è un videogioco a piattaforme arcade pubblicato nel 1986 da Jaleco esclusivamente in Giappone. Per ragioni sconosciute, quando il videogioco fu pubblicato nella sua versione arcade non fu ottenuta la licenza per lo sfruttamento del franchise Urusei Yatsura, ed il gioco venne rinominato, prendendo il nome di  Momoko 120%. Vennero effettuati inoltre alcuni cambiamenti nella grafica, nonostante il tema musicale dell’anime si sentisse ugualmente per tutta la durata del gioco. Il titolo originale fu ripristinato quando il gioco fu successivamente pubblicato per NES.

La trama ruota intorno ad un terribile terremoto che ha colpito Tomobiki-cho (la stessa città in cui si svolge la serie animata) ed ha sconvolto la dimensione spazio-tempo, costringendo Lamù a viaggiare nel tempo. Nel videogioco il giocatore, che comanda proprio il personaggio della ragazza dai capelli blu, si ritroverà inizialmente in una scuola materna presa d’attacco da fastidiosi alieni. Da qui si sposterà poi all’interno di varie location, continuando a scappare di livello in livello finché giungerà in una chiesa, dove potrà finalmente unirsi in matrimonio con l’amato Ataru Moroboshi.

Magic Knight Rayearth

L’anime Magic Knight Rayearth (Mahō kishi Reiāsu), conosciuto da noi come “Una porta socchiusa ai confini del sole”  ha dato vita ad un videogioco omonimo d’azione pubblicato da Sega per Sega Saturn nel 1995. Il videogioco è stato anche l’ultimo pubblicato negli Stati uniti per Saturn.

Nel titolo, che ripercorre fedelmente la storia della prima stagione dell’anime ed assume a tratti le caratteristiche tipiche dei videogiochi di ruolo. Il giocatore controlla l’intero gruppo delle tre guerriere, benché durante gli scontri possa essere utilizzato un solo personaggio per volta. Gli altri due personaggi sono immuni agli attacchi del nemico finché sono inattivi, ma possono essere richiamati in gioco in qualsiasi momento, sostituendo l’uno con l’altro nella fase di combattimento.

Piccola curiosità: mentre sia nell’anime sia nel manga le tre eroine hanno spade coordinate con i propri colori (Hikaru il rosso, Umi il blu e Fuu il verde), nel videogioco soltanto Hikaru utilizza una spada, mentre Umi usa un fioretto e Fuu arco e frecce.

Ranma½

Da piccola sognavo di essere la “ragazza con il codino”, anche se forse, dato il mio carattere “un po’ a maschiaccio”, somigliavo molto di più ad Akane Tendo.
Dal famoso manga di Rumiko Takahashi venne realizzato Ranma ½: Hard Battle (Ranma ½: Bakuretsu Rantōhen), un videogioco picchiaduro a incontri sviluppato da Atelier Double e pubblicato per Super Nintendo nel 1992. Anche questo titolo, come gli altri sopracitati, è ovviamente basato sui personaggi del manga originale. Troviamo infatti quasi tutti gli amici creati dalla mangaka Rumiko Takahashi, ognuno presentato nella modalità torneo da una breve introduzione personalizzata: Ranma (nelle sue due trasformazioni), Genma, Ryoga, Akane, le sorelle Nabiki e Kasumi, Happosai, lo strampalato preside Kuno e i suoi figli Kodachi e Tatewaki, ecc.

Hard Battle fu il secondo videogioco tratto da Ranma ½ ad essere esportato al di fuori del Giappone (il primo era stato infatti Ranma ½ Neighborhood Combat), ed aveva tre modalità di gioco: la modalità ad un giocatore (torneo), a due giocatori (incontro) e a due giocatori in team con cinque personaggi. Dopo aver vinto il gioco nella modalità torneo, Collant Taro diventava un personaggio giocabile, mentre il personaggio di Happosai era sbloccabile inserendo un codice segreto.

Dr. Slump e Arale

E adesso tenetevi forti, perchè come gran finale ho deciso di selezionare non un tradizionale videogioco, ma un suo antenato: il Game & Watch di Arale. In particolare quello chiamato Hoyoyo Bomber, ovvero il primo dei tre handheld tratti dal manga di Akira Toriyama mai realizzati, pubblicati nel lontano 1982 da Bandai e sviluppati da Animest (Popy Electronics).

Hoyoyo Bomber venne rilasciato in tre differenti colori: bianco e rosso, bianco e nero, e nero ed oro. Il gameplay era basato sullo scontro tra Arale e Senbee. Il giocatore controllava la pazzerella signorina Norimaki che, appollaiata su un albero, doveva lanciare dall’alto delle bombe al povero Dr. Slump. Ogni tanto, all’interno del duello, era possibile veder apparire anche l’angioletto Gacchan.

E voi, vi ricordate qualche videogioco dell’infanzia basato sul vostro fumetto preferito?