So che stavate aspettando con impazienza un nuovo articolo della rubrica dei 5 fatti inutili. Perché non stavate più nella pelle, vero?

Ad ogni modo, per la vostra gioia, sono tornata: mi ci è voluto un po’ più del previsto, ma finalmente ho pronte altre cinque curiosità. La mia vittima designata questa volta è una serie che mi è molto cara: quella di Kingdom Hearts. Per chi non conoscesse questi giochi – e vorrei che costoro sentissero tutto il mio disappunto –, spiego brevemente di cosa sto parlando: Kingdom Hearts è una serie di JRPG di Square  diretta da Tetsuya Nomura e pubblicata in Europa nel 2002 da Sony Computer Entertainment, che racconta le avventure di Sora, un ragazzo di quattordici anni che vive sulle Isole del Destino con i suoi amici Riku e Kairi. Le loro vite cambieranno per sempre quando il loro mondo viene distrutto da creature oscure chiamate Heartless: i tre ragazzi verranno separati e Sora scoprirà di essere in grado di maneggiare un’arma molto speciale chiamata Keyblade, con la quale sarà in grado di salvare altri mondi dall’orribile fine che li aspetta. La popolarità del gioco è dovuta ad un crossover molto intelligente tra Square Enix, che ha disegnato gli eroi e antagonisti originali e prestato quelli di Final Fantasy, e Disney, che ha messo a disposizione alcuni dei suoi più famosi personaggi e i relativi mondi.

Galeotto fu l’ascensore

La leggenda – che pare essere realtà – vuole che l’idea di Kingdom Hearts sia stata concepita durante un viaggio in ascensore: all’inizio di questo secolo, infatti, Squaresoft (sì, all’epoca della creazione della serie la fusione con Enix non era ancora avvenuta) e Disney possedevano degli uffici nello stesso palazzo. Il caso volle che Shinji Hashimoto, noto produttore di videogiochi del calibro di Final Fantasy VIII, un giorno entrò in ascensore, si trovò davanti un produttore Disney e si ricordò allora di una conversazione che aveva avuto qualche tempo prima con dei colleghi: il successo di un gioco come Super Mario 64 avrebbe potuto essere bissato solo con la presenza di personaggi famosi e amati come quelli creati da Disney. Mi piace immaginare il signor Hashimoto che in tono scherzoso dice all’altro “Te la butto lì, perché non creiamo un gioco in collaborazione?“, e riceve in risposta una risata e un’altra battutina. Insomma, comunque sia andata, l’idea alla fine era buona sul serio, tanto da crearci una saga principale e numerosi spin-off.

Sora, sei tu?

L’idea c’era, la volontà anche, e c’era pure chi si era già offerto di lavorare al progetto. Mancava solo un elemento fondamentale: il protagonista. La faida era aperta: Disney voleva vedere Paperino nel ruolo dell’eroe, mentre Squaresoft parteggiava per Topolino, l’eroe disneyiano per eccellenza. A Tetsuya Nomura, che era già stato approvato come character designer, non piaceva nessuna delle due idee: voleva che il protagonista fosse un personaggio originale. Cominciò quindi a disegnare bozzetti su bozzetti, a dare una forma sempre più definita a quello che sarebbe poi diventato il Sora che tutti conosciamo, aggiungendo e togliendo elementi. Per mettere tutti d’accordo, ma soprattutto per fare approvare il suo personaggio, alla fine Nomura disegnò la versione definitiva, con un completo rosso e grosse scarpe gialle: no, non è un caso, la somiglianza con Topolino era voluta. E, a quanto pare, fu la formula giusta per l’eroe di Kingdom Hearts.

bozzetti sora kingdom hearts

Che strana voce hai, Sephiroth!

Vi ho detto prima che la serie di Kingdom Hearts è piena di comparsate di personaggi di Final Fantasy. Poteva mai mancare l’antagonista per antonomasia, cioè Sephiroth di Final Fantasy VII? Ovviamente no, che domande. Lo spadaccino compare infatti come boss segreto tanto in Kingdom Hearts quanto nel sequel, Kingdom Hearts II: vi assicuro, è cattivissimo e difficile da battere. Non mi interessa tanto parlarvi delle tecniche di battaglia quanto far soffermare la vostra attenzione su un aspetto piuttosto inutile: guardate prima la breve cutscene che vi propongo qui sotto.

 

Concorderete con me che il doppiatore scelto è abbastanza calzante: la voce è roca, bassa e non fa trasparire troppe emozioni, quindi esattamente ciò che ci aspetteremmo da un cattivone come Sephiroth. Ci credereste se vi dicessi che a prestare la voce è Lance Bass, membro della ex boyband ‘N Sync? Già, proprio quello che alla fine degli anni ’90 ballava e cantava di fianco ad un giovanissimo Justin Timberlake. Non so voi, ma dopo questa scoperta io non riesco più a guardare Sephiroth con gli stessi occhi.

Lance Bass non è l’unico personaggio famoso scelto per il doppiaggio americano di Kingdom Hearts. Aerith Gainsborough, sempre proveniente da Final Fantasy VII, è doppiata da Mena Suvari, altresì nota come Heather di American Pie; Maestro Xehanort, uno dei personaggi principali, è doppiato in Kingdom Hearts: Birth By Sleep (spin-off per PSP, ndr) da Leonard Nimoy, cioè il mitico Spock di Star Trek.

Kurt Zisa

Tra i tanti boss segreti di Kingdom Hearts, uno in particolare, che si può sfidare ad Agrabah dopo aver completato il gioco almeno una volta, è degno di attenzione. Il bestione, che si presenta come un’armatura con sei braccia, due grosse lame in due delle mani, e una orribile faccia da cobra, ha un nome e un cognome: Kurt Zisa.

boss segreto di kingdom hearts

E’ un nome piuttosto strano, contando che gli altri boss opzionali hanno nomi come Phantom e Titano di Ghiaccio. Il motivo di questo appellativo un po’ troppo umano è semplice: prima dell’uscita del gioco, SquareSoft aveva indetto un concorso, promettendo al vincitore un personaggio omonimo all’interno di Kingdom Hearts. E, come leggiamo dall’archivio news di Square,

 7/30/02 – “KINGDOM HEARTS: Name-In-Game” Sweepstakes winner and more!

Congratulations goes to KURT ZISA of Medford, NY as the winner of our “KINGDOM HEARTS: Name-In-Game” sweepstakes. In the weeks leading up to the game’s release this Fall, check back with us often for more information about KINGDOM HEARTS.

Chissà se il caro (s)fortunato vincitore era a conoscenza delle fattezze non proprio fantastiche del suo personaggio. D’ora in poi, ogni volta che ingaggiate un combattimento con Kurt Zisa, pensate che al mondo c’è qualcuno che ha realmente quella dicitura sulla carta d’identità, e magari immaginate come vi sentireste se quel tremendo cobra mutante avesse il vostro, di nome.

La censura colpisce ancora

Sembra impossibile, ma anche un gioco apparentemente a prova di tutti come Kingdom Hearts ha subito qualche censura durante l’adattamento al pubblico nordamericano. Cosa può esserci da censurare in un gioco in cui tutto è targato Disney, e quello che non lo è porta la firma di Square, che di certo non produce videogiochi spinti?

Quello che sto per dirvi vi farà sorridere: pare che una delle scene incriminate ed eliminate, presente nella versione giapponese del gioco, veda Paperina sculacciare Paperino. Ma vogliamo parlare della censura del sangue verde dell’Hydra, il mostro a tre teste presente nel film Hercules del 1997, nel quale il liquido ematico aveva lo stesso identico colore che in nordamerica hanno pensato bene di modificare in un color pece simile a fumo? Il mondo più colpito dalla mannaia del moralismo è stato però quello di Pirati dei Caraibi, dove i pirati sono costretti ad imbracciare balestre anziché delle pistole; al sangue presente un po’ ovunque è stata data una bella ripulita, e gli istinti suicidi di Will Turner sono stati lievemente repressi, essendo stata eliminata la scena in cui il ragazzo si punta una pistola alla testa.

Come al solito spero di avervi colpiti e affondati con questi fatti inutili su Kingdom Hearts. Ne avete altri da segnalare?