Ci siamo: mesi di hype e tanta, tanta curiosità che finalmente può trovare risposte oggi, 20 marzo 2014. Metal Gear Solid V: Ground Zeroes è finalmente disponibile su current e next gen, pronto a lasciarvi con mille dubbi che rimarranno tali fino all’uscita del vero e proprio Metal Gear Solid V, The Phantom Pain.

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Se il gioco vi farà sorgere tante domande, io invece voglio darvi delle risposte. Cioè, non proprio. Bando alle ciance insomma, ed eccovi i miei cinque fatti inutili sulla più famosa serie di Konami.

I meravigliosi anni ’80

Comincio la carrellata con un fatto inutile molto fresco, che arriva direttamente da Metal Gear Solid V: The Phantom Pain. Se siete fan della serie saprete sicuramente – e se non lo sapete ve lo dico io ora – che il gioco è ambientato nel 1984, anno molto caro al buon George Orwell. Ecco perché, inizialmente, i programmatori avevano pensato di dare all’atmosfera quel tocco retrò che meritava per essere più coinvolgente, mediante l’uso di un filtro anni ’80 per le immagini. Peccato che, come dichiarato da Hideo Kojima su Twitter, l’idea era buona ma avrebbe appesantito troppo il gioco, rischiando che per questo il sistema fosse terribilmente rallentato. Se dunque le console ringraziano di essersi risparmiate pachidermici tempi di caricamento, lo stesso non si può dire degli occhi, che per una volta avrebbero goduto di un’esperienza di gioco diverso dal solito.

It’s-a-me, Mario!

No, non ho sbagliato articolo per questo titoletto. Che ci crediate o no, la serie di Metal Gear è piena di cameo “strani”: non solo stonano con l’atmosfera dei giochi, ma coinvolgono personaggi che non c’entrano proprio niente con Konami, la casa produttrice della serie. Tra i tanti, in Metal Gear Solid: The Twin Snakes, remake di Metal Gear Solid uscito nel 2004 per GameCube, compaiono niente meno che Mario e Yoshi. I due hanno la forma di statuette su una scrivania, precisamente nell’ufficio di Otacon: sparando a Mario, la salute di Snake verrà ripristinata e si sentirà la musichetta caratteristica di 1-up in Super Mario Bros.

cameo mario e yoshi metal gear solid twin snakes

 

Sempre nel 2004 ma stavolta su PS2, precisamente in Metal Gear Solid 3: Snake Eater, fanno la loro apparizione le celeberrime scimmie di Ape Escape, la famosissima serie di SCEI: nei panni di Snake bisognerà inseguirle e catturarle nella giungla.

Hideo is watching you

Voglio rimanere in tema di cameo sottolineando un aspetto peculiare non tanto della serie di Metal Gear, quanto del suo creatore Hideo Kojima: la megalomania. Forse qualcuno ha esagerato nel sentirsi il “dio” di molti fan, tanto da riservarsi numerose apparizioni d’eccezione all’interno dei suoi giochi: in particolare, vorrei svelarvene tre. La prima è contenuta in Metal Gear Solid, capitolo per Playstation del 1998: durante lo scontro con Psycho Mantis, se quest’ultimo userà il suo famigerato attacco “blackout“, il vostro schermo effettivamente si oscurerà, diventando nero con una scritta verde in alto a destra: HIDEO. Ma a quanto pare a mister Kojima la battaglia con Psycho Mantis piace in maniera particolare: nel già citato remake Metal Gear Solid: The Twin Snakes, durante lo stesso scontro di cui parlavo prima, si potrà notare un set di quadri dietro Psycho Mantis e, girando la telecamera verso di loro in un determinato momento, si potrà vedere il ritratto di Kojima ridere in preda alle convulsioni, accompagnato dal suono di una risata piuttosto grottesca. Se siete curiosi di vederlo di persona, guardate il video qui sotto a partire dal minuto 7:20.

Ultima, ma non per importanza, è l’apparizione di Hideo Kojima in Metal Gear Solid: Peace Walker, uscito nel 2010 su PSP, dove può essere reclutato come membro della squadra.

Piacere, sono Solido, Serpente Solido

Solid Snake, in qualsiasi lingua lo si traduca, è decisamente un nome strano per il protagonista di una serie di videogiochi. Per questo motivo, non molto tempo fa, Hideo Kojima ha spiegato ai suoi fan il motivo della scelta di questo appellativo piuttosto bizzarro: «La ragione per cui ho usato Snake come nome in codice in Metal Gear è che un serpente era il simbolo più appropriato per un essere vivente che nasconde la sua presenza, e si muove furtivamente senza fare rumore» ha dichiarato Kojima, con un ragionamento che non fa una grinza. E continua: «Il motivo per cui ho usato Solid è che volevo dare l’impressione opposta rispetto ad un’immagine mite». E sul fatto che Solid Snake sia un duro a tutti gli effetti, nessuno ha da obiettare. Ma quindi significa che la sua nemesi Liquid Snake è un pappamolle? Nient’affatto, semplicemente a Kojima piaceva il contrasto Solid-Liquid per delineare una rivalità “particolare” come quella dei due Serpenti. E se vi state chiedendo a questo punto cosa c’entri il nome di Solidus Snake, terzo componente della triade, c’è una risposta anche a questo: «Avendo deciso di sviluppare un sequel,  – afferma sempre il caro Hideo – serviva un terzo Snake. Dato che sia Solid che Liquid indicano uno stato naturale, ovviamente il prossimo sarebbe stato “Gas“, ma Gas Snake sarebbe sembrato un uomo fatto di gas, e in più non è un bel nome. Quindi ho preso in prestito i termini della fisica “solidus/liquidus”. Solidus non è uno stato reale, ma indica il confine tra liquido e solido.»

Mille modi per morire

Tutti siamo stati vittime dei bambini che, alle elementari, raccontavano leggende metropolitane sui videogiochi come “Ma lo sai che se a Pokémon batti cento volte la Lega avrai una tua palestra?”. Quello che sto per dirvi, però, non è una diceria né tantomeno frutto della fantasia di un bambino: in Metal Gear Solid 3: Snake Eater si può far morire un boss di vecchiaia. L’avversario in questione è The End, cecchino piuttosto decrepito che non manca di ricordare al giocatore che la sua ora è vicina: quale metodo più furbo di farlo fuori se non aspettare che muoia naturalmente? Basta salvare il gioco a scontro appena iniziato e aspettare una settimana, o in alternativa cambiare la data dell’orologio della console: al vostro ritorno The End sarà bello che morto, anche se Snake non sarà molto contento di aver vinto in questa maniera. Il vecchietto, in ogni caso, è uno dei boss più “versatili” del mondo videoludico, nel senso che si può sconfiggere in molte maniere diverse: ad esempio è possibile sparargli prima dell’effettivo inizio dello scontro, durante una cutscene in cui viene portato in sedia a rotelle da alcune guardie. Esiste inoltre un filmato sbloccabile aspettando due o tre giorni dall’inizio dello scontro, anziché una settimana come per farlo morire di vecchiaia: in questo caso, Snake addormentato si risveglierà in una cella del laboratorio Graniny Gorki, dalla quale dovrà scappare per ritentare lo scontro con The End.

Anche per oggi passo e chiudo con i fatti inutili. So che cinque sono pochi rispetto alle miriadi di curiosità presenti nella serie di Metal Gear, ma proprio per questo come sempre vi chiedo: ne avete altri da segnalare?