Gli attori, al giorno d’oggi, non si limitano a prestare solo la loro voce ai protagonisti dei videogiochi bensì tutto il loro corpo. Da quanto nell’industria è stata introdotta la tecnica della full performance capture tutto è cambiato.
Voce, espressioni, gesti e movenze vengono raccolte tutte nello stesso istante per far sembrare i personaggi su schermo il più reale possibile.

Ed è in questo modo che l’attore Troy Baker è diventato una star in campo videoludico: ha prestato la sua voce, e non solo, a oltre un centinaio di personaggi tra cui il tamarrissimo Snow in Final Fantasy XIII, Joker in Batman Arkham Origin e più recentemente a Joel nel pluripremiato The Last of Us.

Ho avuto occasione di incontrare Troy Baker settimana scorsa, a Roma, durante la presentazione di InFamous Second Son, titolo in esclusiva per PS4, nel quale egli veste, ancora una volta, i panni da protagonista: il giovane e ribelle Delsin Rowe.

Vi lascio però alla video intervista.

 

Di seguito trovate la trascrizione in italiano

Game’s Princess: Ciao Troy, grazie per essere qui con noi oggi, è un grande onore poterti intervistare.
Credo che recitare in un gioco sia completamente diverso dal recitare in un film. Se si, perché ma soprattutto, usi un altro tipo di approccio nella recitazione?

Troy Baker: Questa è una bellissima domanda e credo che tu abbia pienamente ragione. Ci sono delle differenze; tieni conto che noi vogliamo che le performance siano dello stesso calibro di quelle dei film se non meglio, ovviamente dipende dal tipo di film. L’approccio è differente perché in TV e nei film il set e l’abbigliamento “lavorano” per te: se per esempio stai recitando in un western, sei su un cavallo nel vecchio west hai la tua pistola. Tutto ti aiuta ad immedesimarti.
Nei videogiochi facciamo, quello che noi chiamiamo, il teatro della mente: non c’è necessariamente un set e gli oggetti che utilizzi potrebbero non essere reali ma soprattutto l’abbigliamento lavora contro di te. Non so se hai presente le tute fatte di spandex, aderenti, con delle “palle da discoteca sbarluccicanti” attaccate ovunque. Quindi comprendi che la cosa più difficile da fare è capire e studiare a fondo il personaggio e quindi essenzialmente sta tutto in cosa tu porti al personaggio. Come mi hai detto un minuto fa (ndr. Prima dell’inizio dell’intervista stavamo chiacchierando sul fatto che io ero rimasta stupida dopo che ho finito The Last of Us e ho scoperto che l’attore – Troy Baker – non somigliava nemmeno lontanamente a Joel), io non sembro come Joel ma mi sarebbe piaciuto perché mi avrebbe permesso di nascondermi dietro quel ruolo, in fondo sarebbe stato tutto quello che avrei voluto fare. Diciamo quindi che gira tutto intorno alla sola performance.
Sostanzialmente approcci il videogioco come se stessi per recitare in un film ma ci sono delle tecnicità che spesso sono degli ostacoli da superare.

Game’s Princess: E la prima volta con quella tutina com’è stata? Avrai iniziato sicuramente a ridere.

Troy Baker: Oh si, assolutamente, sei completamente ridicolo e sai di esserlo. Devo ammettere però che, per un attore, si tratta di un esercizio ottimo. Solitamente ti vuoi sentire a tuo agio, essere un coraggioso guerriero e invece con quella tutina sei molto esposto, anche al giudizio dei tuoi compagni attori che sono lì con te.
Credo che sia una grande lezione fiducia in se stessi, una grande lezione di umiltà ma soprattutto una grande lezione su come passar sopra al tuo orgoglio.
Con InFAMOUS, quello che abbiamo utilizzato, è stata una tecnologia nuova di zecca che non avevamo mai usato prima ad ora. Avevamo 4 vidoecamere proprio di fronte al viso e 64 punti neri applicati sempre sul volto. Inizialmente è molto strano ma non appena ti ci abitui ti rendi conto di essere lì con Reggie (ndr. Reggie Rowe, il fratello del protagonista Delsin), Fetch; sono proprio li accanto a te. Diciamo quindi che non appena sei in grado di dimenticarti della tuta e del resto, è fatta…

Game’s Princess: Mi stai dicendo che recitare in InFAMOUS è stato diverso dal farlo in The Last of Us?

Troy Baker: L’approccio è sempre lo stesso, anche perché come attore vuoi dare una performance “cinematica” ma in The Last of Us le animazioni del volto erano tutte eseguite in post produzione. In InFAMOUS grazie ai famosi “puntini” sul volto, ogni piccola espressione, ogni nuance, veniva catturata nell’esatto momento in cui stavamo filmando.

LEGGI ANCHE: Guarda il documentario Making The Last of Us.

Game’s Princess: Qual’è stato il primo videogioco a cui hai preso parte e come è stato?

Troy Baker: Il primo gioco che ho mai fatto è stato Brothers in Arms di Gearbox. Un mio amico che lavorava proprio per Gearbox un giorno mi ha detto “abbiamo bisogno di tizi con una bella voce, come la tua, magari ti piacerebbe lavorare per un videogioco, che te ne pare, eh?“.
Così ho ottenuto il ruolo di Matt Baker in Brothers in Arms; io sono un videogiocatore e lo sono da sempre quindi ho solo cercato di focalizzarmi su una performance che io stesso avrei voluto vedere in un videogioco oppure essere un personaggio che avrei voluto essere/giocare in un videogioco.
Sono stato quindi in grado di continuare a lavorare su questo, per migliorarmi; non sono sicuramente il migliore in quello che faccio ma mi interessano i videogiochi e credo che siano un mezzo meraviglioso per raccontare delle storie. Inoltre riescono a dare così tanto in termini di emozioni. Se un film dura 1 e mezza oppure due ore, un videogioco dura 10, 20 ore oppure addirittura 40 come per esempio il vecchio Zelda. Quanto tempo abbiamo passato a giocare a Zelda, per esempio? (ndr. Prima dell’intervista stavamo chiacchierando su quanto lui, e io, fossimo innamorati del primo Zelda su NES).
Adoro quindi il fatto che i videogiochi possano dare tanto quando noi attori ci abbiamo messo in termini di fatica e sudore.

Game’s Princess: Il fatto di essere un giocatore ti ha aiutato parecchio a migliorare il più possibile la performance?

Troy Baker: Sono fortemente convinto di questo.

Game’s Princess: Come ti senti quando vedi sullo schermo un personaggio che si muove e parla come te ma che in realtà è completamente diverso da te, intendo fisicamente?

Troy Baker: Lo adoro; sai siamo arrivati ad un punto in cui la gente ha iniziato a riconoscermi nei giochi, cosa che per è un onore, ma onestamente vorrei che le persone vedessero il personaggio senza vedere me. Se potessi nascondermi dietro a quel personaggio per poter sentire le persone dire “non posso credere che quel tizio sia Joel”. Invece qui, in InFAMOUS, Delsin ha il mio volto. Io però non voglio che i giocatori vedano me, vorrei che vedessero Delsin. Sai, nel film guardi quel ruolo, quella performance,qui invece tu controlli l’azione, il personaggio. Quindi io e te, l’attore e il giocatore, sono partner in questa relazione. Io ti do la parte drammatica facendoti credere che sia qualcosa di reale e tu invece prendi tutte le decisioni guidandomi in questo mondo. Quindi, ecco, questo è il mio obiettivo: far si che tu possa sentire che io e te siamo nel gioco insieme. Io tengo il “volante” in alcuni tratti e tu lo tieni in altri momenti del gioco.

Game’s Princess: Grazie mille, Troy.

Troy Baker: il piacere è stato mio, grazie a voi.