La fama è una brutta bestia. Spesso porta molti problemi e grattacapi, tra soldi da gestire e orde di fan con cui fare i conti. (S)fortunatamente, questo discorso non si applica se ti chiami Howard Phillips Lovecraft e sei uno scrittore di racconti fantasy/fantascientifici/dell’orrore: il celebre autore venne infatti molto criticato mentre era in vita, per poi ascendere all’Olimpo del libro solo dopo la sua morte.

La beffa per il signor Lovecraft è che le sue fatiche, nel corso del ventesimo secolo, sono diventate così popolari da influenzare qualsiasi campo artistico, dalla letteratura, alla musica, al cinema e via dicendo. Il perché è piuttosto ovvio: facendo leva sulle paure irrazionali dell’uomo, come quella dell’ignoto e delle creature a lui sconosciute che nell’ignoto possono nascondersi, quello di Lovecraft è un terrore che influenza tutti, non importa in quale epoca si sia nati. E secondo voi l’industria videoludica poteva mai rimanere impassibile di fronte ad un simile spunto? Ovviamente no: vi presento infatti cinque videogiochi ispirati – del tutto o solo in parte – ai racconti di Lovecraft.

Alone in the Dark

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Trisavolo di giochi come Resident Evil, Silent Hill e Dead Space, Alone in the Dark fece la sua comparsa nel lontano 1992 su PC. Sviluppato e pubblicato da Infogrames, è il primo survival horror con grafica 3D di cui si abbia memoria, e per questo motivo è considerato il capostipite del genere. La trama ruota intorno alla morte dell’artista Jeremy Hartwood, trovato impiccato nella sua villa in Louisiana; corre l’anno 1925, e si dice che la dimora sia infestata da spiriti maligni. Nei panni di un protagonista maschile, l’investigatore privato Edward Carnby, o di uno femminile, la nipote del defunto Emily Hartwood, il giocatore si trova imprigionato nella famigerata abitazione e il suo scopo è quello di trovare un modo per uscirne vivo. L’atmosfera che si respira durante il gioco è di costante ansia e inquietudine, grazie anche al sapiente uso di musica ed effetti sonori: le creature effettivamente spaventose sono ben poche rispetto al terrore che la consapevolezza della loro presenza suscita, e il risultato è che l’intera ambientazione è così carica di tensione da far sobbalzare sulla sedia per il più minimo rumore. L’ispirazione a Lovecraft è così manifesta che l’autore viene non solo ringraziato nei titoli di coda, ma anche quasi-citato all’interno del gioco: nella biblioteca della villa si trovano infatti il Necronomicon e il De Vermiis Mysteriis, suoi famosi pseudobiblia (libri non esistenti ma citati come tali all’interno di altre opere, nda).

Shadow of the Comet

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Dopo Alone in the Dark, Infogrames deve averci preso decisamente gusto con gli horror dallo stile lovecraftiano, tant’è che nel 1993 arriva Shadow of Comet (noto anche come Call of Cthulhu: Shadow of the Comet), avventura grafica per PC liberamente ispirata ai Miti di Cthulhu. Qui siamo nel 1910, in una cittadina del New England chiamata Illsmouth, casualmente molto simile alla Innsmouth del romanzo di Lovecraft La maschera di Innsmouth. Un giovane reporter, John Parker, è sul posto per fotografare il passaggio della Cometa di Halley, ma dovrà fare i conti con una setta di adoratori del celeberrimo mostro Cthulhu, i cui piani vanno assolutamente fermati. Qui, così come nel sequel Call of Cthulhu: Prisoner of Ice del 1995, i riferimenti al genio del terrore non si limitano più alle sole atmosfere inquietanti, ma si manifestano sotto forma di creature e dei appartenenti al pantheon lovecraftiano. Ma non solo: i fortunati possessori del CD-Rom (l’alternativa era il floppy disk) potevano essere protagonisti della “Visit to the Lovecraft Museum”, ovvero una visita ad una sorta di museo virtuale contenente alcuni manufatti ispirati ai personaggi creati dall’autore.

Sherlock Holmes: Il risveglio della divinità

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Chissà se mai Lovecraft e Arthur Conan Doyle avrebbero immaginato un incontro tra le loro invenzioni, e per di più in un videogioco. Eppure è successo: precisamente nel 2006, anno di uscita di Sherlock Holmes: Il risveglio della divinità, sviluppato da Frogwares per Microsoft Windows. Si tratta del terzo capitolo di una saga che vede l’investigatore inglese alle prese con mummie misteriose, ma anche con Arsenio Lupin e Jack Lo Squartatore: insomma, problemi non proprio ordinari anche per uno come lui. In ogni caso, questo terzo capitolo mette Holmes e il fidato Watson sulle tracce di un maggiordomo scomparso, probabilmente rapito dalla solita setta segreta di adoratori di Cthulhu, che stavolta ha in mente un piano per risvegliare l’abominevole divinità. Inutile dirlo, questo è un connubio tanto strano quanto apparentemente riuscito.

Amnesia: The Dark Descent

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Vi avevo già parlato tempo fa di questo videogioco, proponendovelo per una serata di Halloween diversa dal solito. Quello che allora non vi avevo detto è che ci troviamo davanti all’ennesimo prodotto dell’eredità di Lovecraft, che qui non consiste nella mera apparizione di Cthulhu e dei suoi seguaci, ma nell’insieme di atmosfera, ambientazione e sensazioni paurosamente sgradevoli percepite dal giocatore: neanche il vecchio Alone in the Dark riesce a spaventare così assurdamente chi, nei panni del giovane Daniel, si trova a vagare per il Castello di Brannenburg senza alcun ricordo del suo passato. Una situazione, quest’ultima, ripresa quasi fedelmente da L’estraneo, uno dei più famosi racconti di Lovecraft che ha per protagonista un misterioso individuo risvegliatosi all’interno di un antico castello, senza memoria del suo passato né conoscenza del presente. Aggiungete a questo grande classico una grafica in prima persona creata con il motore grafico HPL Engine 2 – e sì, HPL sono le iniziali di un certo scrittore -, una moltitudine di visioni raccapriccianti e una colonna sonora da brivido et voilà, il gioco più spaventoso di sempre è servito.

Asylum

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Pur non avendo ancora visto la luce, questo gioco promette già bene per gli appassionati del sangue che gela nelle vene. Ufficialmente annunciato nel 2010, pubblicizzato con una campagna virale dal 2011, Asylum ha ottenuto i fondi necessari per continuare lo sviluppo solo nel 2013, grazie ad una campagna di fundraising lanciata su Kickstarter, con cui ha raccolto quasi 120.000$ nel giro di un mese. I suoi creatori, gli argentini Senscape, hanno quindi assicurato che il gioco uscirà nel 2014, anche se la data precisa non è ancora nota. Per quanto riguarda il resto, il gioco si propone come un punta e clicca di genere “horror psicologico” ambientato in un vecchio manicomio dismesso, tutto da esplorare. La promessa è quella di trovare al suo interno, oltre a tanta ansia e angoscia, una “narrazione contorta” e delle “scioccanti rivelazioni”. Anche qui l’elemento lovecraftiano pare senz’altro essere l’atmosfera, a maggior ragione trattandosi di una storia che si svolge in un ospedale psichiatrico, luogo così caro a Lovecraft che, col suo tocco, ne fece l’ambientazione di svariati racconti. Se il progetto vi sembra interessante vi consiglio di tenerlo d’occhio, perché i presupposti per un nuovo peso massimo del genere horror non sembrano mancare.