Da qualche anno gli zombie stanno monopolizzando il mercato dell’intrattenimento, basti pensare al successo cartaceo (e televisivo) di The Walking Dead o alla mole di videogiochi a tema zombie usciti negli ultimi anni, alcuni più seri ed impegnati (come appunto The Walking Dead – The Game), altri meno (come il divertente Plants versus Zombies – Garden Warfare). La software house finlandese Housemarque, nel 2010, decise di aggiungersi al party dei non morti rilasciando su PlayStation 3 Dead Nation, un “dual stick shooter” ambientato in un mondo post-apocalittico in cui lo scopo è sterminare orde di zombie famelici. Un titolo per gli amanti degli sparatutto arcade che ha esordito anche su PlayStation 4 lo scorso marzo e che in aprile è arrivato anche sulla console portatile di casa Sony. Ecco cosa ne penso in cinque parole.

Claustrofobia

La critica che più spesso viene mossa ai survival horror usciti negli ultimi tempi è “non fa paura” e Dead Nation, complice anche la visuale a volo d’uccello, in un certo senso, rientra indubbiamente in questa cerchia di titoli incapaci di spaventare davvero il giocatore.

Ma non fatevi ingannare perché non sobbalzerete dalla sedia, ma il gioco riuscirà comunque a mettervi ansia: le atmosfere buie, la solitudine, i rumori ambientali e il fatto che si riesca a vedere solo ciò che abbiamo di fronte grazie alla torcia montata sull’arma mi hanno reso abbastanza nervosa, lasciandomi una strana sensazione di claustrofobia.

I veri momenti di spavento insomma tendono a non esserci, ma non vi preoccupate: qualche assalto improvviso da parte delle varie orde di zombie riuscirà comunque a mettervi il giusto livello di paura.

Sopravvivenza

Games_princess_dead_nationOgni livello consiste nell’attraversare una mappa, checkpoint dopo checkpoint, e uscirne indenni, ma, come in ogni buon survival horror, gli ostacoli da superare non saranno così semplici. Non aspettatevi enigmi o sequenze cervellotiche “alla Silent Hill”, qui si punta tutto sull’azione: fucile alla mano dovremo vedercela con gruppi più o meno nutriti di zombie, di varie forme, misure e con differenti abilità , e un passo falso potrebbe portarvi a morte certa. Spesso ho provato a correre da un checkpoint all’altro senza morire, come potete prevedere la cosa ha funzionato sì e no nel primo livello: molto meglio ingegnarsi e sterminare gli zombie con tutto ciò che l’ambientazione ci offre, come ad esempio le auto abbandonate che potrete colpire un paio di volte per far scattare l’allarme attirando gli zombie e su cui in seguito potrete accanirvi facendole esplodere e distruggendo tutti i non morti nelle vicinanze.

La possibilità di giocare online o in locale con un amico rende le missioni meno ardue, ma in questo caso ci vengono incontro le difficoltà “Sinistra”, “Macabra” e “Non Morta” per aumentare il grado di sfida.

Arsenale

Ai vari checkpoint sarà sempre, o quasi sempre, presente un’armeria dove potremo acquistare nuove armi, potenziare quelle che già possediamo, rimpinguare le nostre munizioni e equipaggiare un’armatura composta da tre slot (spalle, busto e gambe) che aumenterà o diminuirà tre attributi principali: la forza che influirà sugli attacchi fisici del nostro personaggio, la velocità e la difesa.

Ho trovato l’arsenale d’armi abbastanza variegato e strategico, soprattutto per quanto riguarda i “consumabili” come granate e mine anti-uomo, elementi utili perché fungono anche come distrazione per grandi gruppi di zombie, anche se alla fine l’arma che ho utilizzato di più è stato il fucile, accuratamente potenziato grazie al costo ridotto delle diverse modifiche offerte.

Buio

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Le ambientazioni del gioco ricalcano le classiche del genere: città post-apocalittiche, edifici abbandonati, parchi con alberi spogli e soprattutto un mix di buio costante ed inquadrature strategiche che non permettono di cogliere troppi dettagli. A risollevare un po’ le ambientazioni scarne e quindi la “noia” che potrebbero causare in noi giocatori ci sono le categorie di zombie speciali che troviamo di tanto in tanto. Oltre ai comuni non morti nell’ombra (e nei tombini, nei tir e in altri anfratti della mappa) si nascondono tipologie di zombie più grandi e pericolosi come  il Divoratore, in grado di evocare un nutrito esercito di altri zombie urlando a squarcia gola, cosa che, ahimé, fa abbastanza spesso.

Mira

Forse la pecca più grande della versione PS Vita di Dead Nation sono i controlli del movimento e della mira. Purtroppo la dimensione ridotta degli stick analogici della portatile Sony non ci permette di avere la mira precisa che potremmo avere sulle console casalinghe, aumentando considerevolmente il numero delle volte che moriremo divorati, tutto per un colpo non andato a segno. Se poi aggiungiamo a questa mira sommaria l’utilizzo di un’arma poco precisa come può essere il fucile a pompa i decessi si sprecano. Col tempo però ci prenderete la mano e tutto sarà un po’ più semplice, rendendo il gioco meno frustrante.

 

Dead Nation per PS Vita è acquistabile su PSN Store dal 16 Aprile. Acquistando la versione PS Vita potrete installare su PS3 il gioco uscito nel 2010 e viceversa, quindi nel caso possediate già la versione casalinga potrete scaricare quella portatile gratuitamente. Su PSN Store è disponibile anche il DLC Road of Devastation.