La prima volta che ho sentito parlare di Monochroma non ho potuto fare a meno di nutrire grandi aspettative. L’indie game dei ragazzi di Nowhere Studios, piccolo team di sviluppo turco, mi aveva conquistata con la sua peculiare monocromia e con quella voglia di mescolare perfettamente una storia senza tempo e senza spazio con gli scenari presi direttamente dalla Istanbul in cui questo gioco è nato.

Purtroppo però le buone intenzioni, i grandi nomi a cui hanno deciso di ispirarsi per la stesura della storia (Cappuccetto Rosso e Il Mago di Oz su tutti) e persino le quasi quattro settimane di ritardo rispetto alla prima data annunciata per il rilascio del titolo non sono bastati a creare un titolo indimenticabile. Non fraintendetemi, Monochroma non è un totale disastro, ma purtroppo è impossibile non notare le grosse mancanze che lo affliggono.

Per raccontarvelo ho scelto quindi 5 parole che ne descrivano pregi e difetti: ICO, Schindler’s List, Industria, Legnoso e Fretta.

ICO

Quando prometti ai giocatori un gioco descrivendolo come “Limbo che incontra ICO” sicuramente devi avere in serbo per gli utenti qualcosa di eccezionalmente poetico, immersivo e indubbiamente un po’ tetro, qualcosa che scuota i giocatori e permetta loro di vivere emozioni piuttosto forti.

Monochroma, nell’insieme, è ancora lontano dai due giochi sopracitati, ma è impossibile non riconoscere agli sviluppatori la validità della vicenda narrata. La storia in realtà è di base molto semplice: il vostro fratellino si è fatto male mentre giocavate con l’aquilone e ora tocca a voi portarlo in salvo, ma no, non sarà affatto facile. Il titolo infatti vi obbliga a portare in spalla il piccolo nonostante questo incida fortemente sulle vostre capacità atletiche e vi permetterà di adagiarlo a terra solo in determinati punti, quelli che via via dovrete illuminare perché vostro fratello ha paura del buio. A rendervi la vita difficile ci saranno poi i vari puzzle sparsi per i 4 diversi schemi che vi faranno compagnia durante il gioco e che spesso richiederanno un’enorme dose di pazienza e di autocontrollo, puzzle che in rare occasioni verranno semplicemente sostituiti da brevi inseguimenti che vi vedranno alle prese con energumeni pronti ad uccidervi senza alcuna pietà.

Schindler’s List

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Niente dialoghi da ascoltare, niente scritte da leggere, niente colori da guardare. Monochroma è grigio, volutamente tetro per aggiungere mistero al mistero. Perché i fratelli scappano? Chi sono i loschi figuri? Che ci fanno quegli strani robot nelle case delle persone?

Le domande vi inseguiranno per tutto il titolo e le risposte saranno centillinate, ma spesso e volentieri diventeranno l’ultima delle vostre preoccupazioni perché, alla fine, non potrete fare a meno di immergervi all’interno del mondo deprimente e distopico creato dai Nowhere Studios, un mondo che vi farà sentire oppressi ma che allo stesso tempo riuscirà a regalarvi un po’ di speranza quando vedrete piccoli oggetti rossi sparsi in giro per i livelli, la stessa speranza che evoca la bambina con il cappotto rosso alla fine di Schindler’s List.

No, non sto esagerando. In una città dove non c’è colore e non sembra nemmeno esserci vita, la sciarpa rossa del protagonista, un trattore, un aquilone, uno stendardo, tutto quanto vi aiuterà a tirare un sospiro di sollievo e a ricordarvi che forse, alla fine delle corsa dei due poveri ragazzi, c’è un futuro più variopinto ad attenderli.

Industria

La Istanbul di Monochroma è un’accusa.

Vi trovate immersi nei campi e ad un certo punto siete costretti a correre tra capannoni, falegnamerie, ferrovie, case altissime e appartamenti piccolissimi. Lo sbalzo è quasi traumatico e la sensazione è di essere catapultati in una città che sa di rivoluzione industriale estrema, di tirannia, di dopoguerra.

Impossibile quindi non vedere il dito puntato contro la forte industrializzazione moderna, il capitalismo e lo sfruttamento dei minori. Grandi tematiche che non faticherete a cogliere perché se c’è una cosa che questo videogioco fa bene è raccontare, raccontare una storia semplice piena di messaggi universali. Poco importa che la metropoli sia la capitale turca e che ufficialmente sia ambientato in 1950 alternativo perché ogni secondo di questo gioco vi ricorderà presente, passato e futuro di questa nostra società.

Legnoso

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Una storia commovente, un gameplay interessante, un impegno sociale palpabile: Monochroma poteva essere un indie game indimenticabile. Poteva, ma non è e il motivo è semplice: è legnoso.

Stiamo parlando di un platform in due dimensioni che punta tutto sui numerosi enigmi e che chiede al giocatore una precisione spesso millimetrica, una precisione che purtroppo non è possibile garantire perché i movimenti dei personaggi sono poco fluidi, i comandi da tastiera risultano spesso poco responsivi e la fisica fallisce proprio quando ne avete più bisogno.

Il risultato è spesso snervante e alla fine sarete costretti a perdere davvero molto tempo per riuscire ad andare avanti solo per colpa di queste clamorose sviste da parte degli sviluppatori, sviste che per altro spesso vi fanno perdere la voglia di giocare e buttano all’aria il tentativo di creare un’atmosfera altamente coinvolgente.

Fretta

Monochroma sembra un titolo terminato in tutta fretta, un titolo che prometteva bene e che poteva contare su una storia forte e su messaggi sociali di sicuro impatto, ma che alla fine non ha fatto altro che deludere profondamente chi si aspettava davvero una piccola perla del panorama indipendente.

Si poteva fare di più, è fuori dubbio. La stessa attenzione per la narrativa doveva essere rivolta al miglioramento delle animazioni e soprattutto dei comandi così come la medesima cura posta nella creazione della splendida colonna sonora avrebbe dovuto essere d’ispirazione nella realizzazione degli effetti sonori che spesso risultano banali.

In ogni caso è bene non dimenticarci che questa è la prima fatica del team turco. Se questi sono i presupposti sono certa che in futuro sapranno davvero stupirci.

Naturalmente se siete curiosi di provare il gioco, su Steam trovate sia la versione completa a 19.99 Euro che la demo gratuita.