Se pensate che l’E3 di Los Angeles fosse solo la fiera dei big dell’industria videoludica vi sbagliate. Non solo grandi software house e stand enorme all’Electronic Entertainment Expo californiano ma anche giovani aziende che cercano di farsi spazio proponendo titoli innovativi, originali e spesso capaci di appassionare e commuovere anche i giocatori più incalliti. Un esempio? Never Alone (Kisima Ingitchuna).

Never Alone, indie game sviluppato da Upper One Games, è il gioco delle prime volte. No, non letteralmente. Semplicemente il titolo è il primo nel suo genere. Primo videogioco ad essere ispirato alla cultura indigena dell’Alaska, primo titolo creato da una software house fondata da nativi americani, primo gioco ad inserire nel team di sviluppo gli anziani della tribù a cui la trama si ispira e indubbiamente primo videogame ad avere un nome anche in lingua Inupiaq. Tutte queste prime volte per dare vita ad un platform che si ispira alle leggende tramandate nel corso dei secoli dai cantastorie degli Inupiat e che vede come protagonisti una bambina, Nuna, e la sua piccola volpe artica pronti a sfidare una delle zone più inospitali del pianeta per poter fermare quella che sembra essere un’infinita tormenta di neve.

Il risultato è a dir poco affascinante.

Never Alone gioco indie nativi americani

Non aspettatevi grandi innovazioni dal punto di vista del gameplay perché alla fine si tratta appunto di un platform che ci vede alle prese con enigmi più o meno complicati e basati su una delle caratteristiche che più sembra affascinare gli sviluppatori di tutto il mondo in quest’ultimo periodo: la cooperazione tra i personaggi. Niente coordinazione estrema come Brothers – A tale of two sons, niente sbilanciamento tra le abilità dei personaggi come in Monochroma: in Never Alone vi basterà un tasto per prendere il controllo del vostro compagno di viaggio per sfruttarne le capacità, cosa che vi risulterà indispensabile per risolvere la maggior parte dei puzzle

A colpire però è indubbiamente l’atmosfera. Il titolo vanta una colonna sonora assolutamente immersiva che ben si sposa con l’aurora boreale che vedrete sullo sfondo lungo tutto il corso del gioco e con i toni e i tratti delicati che animano i due protagonisti. A rendere ancora più surreale l’esperienza ci pensa la narrazione, narrazione che ci accompagnerà nel corso della nostra avventura e che risulta sottotitolata in in inglese. Sì, sottotitolata, perché la lingua originale è l’Inupiaq ed è il tangibile contributo dato dalla tribù che ha reso possibile questo titolo grazie alla volontà dei suoi membri di condividere decenni di storie.

Inutile dirvelo: Never Alone, o Kisima Ingitchuna se preferite, è indubbiamente un indie game da tenere d’occhio. Il gioco uscirà quest’autunno su Xbox One, PlayStation 4 e PC e sarà disponibile solo in versione digitale.