Colorato, dal significato profondo  e palesemente ispirato ad alcune vecchie glorie del passato, The Last Tinker: City of Colors ci catapulta nei panni di Kuru, simpatica scimmietta creata da Mimimi Production, che ha il compito di salvare Colortown, la città in cui vive e che improvvisamente si trova paralizzata dai conflitti tra le tre razze esistenti. Curiosi di sapere se valga l’acquisto? Ve lo raccontiamo come sempre in 5 parole.

Colorato

The Last Tinker è un avventura dai colori accesi, capace di mettere di buon umore il giocatore grazie alla vivacità delle tonalità ma anche allo stile grafico, semplice ma azzeccato, e basato sui tre colori primari. Una scelta che però non si basa sulla piacevolezza della visione ma che tenta di sfruttare le macchie monocratiche che avvolgono il mondo di Tinkerworld per rappresentare la società attuale, cercando di dare rilevanza e peso alla lotta contro il razzismo mettendo in mostra la bellezza della diversità. Peccato però che questa scelta poco si sposi con quella che è la resa effettiva dello stile, dettagliato ma troppo morbido per riuscire a trasmettere davvero il messaggio.

Agli sviluppatori però è impossibile non dare un riconoscimento per lo sforzo, ma soprattutto per alcune peculiarità del titolo, come il fatto che i cambiamenti cromatici riflettano gli stati del nostro protagonista, dando così spessore ad un’ambientazione che sembra più viva che mai.

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Lineare

L’avevo notato nell’anteprima e il gioco completo non ha fatto che confermare le mie impressioni: questo action/platformer 3D ricorda molto alcune perle appartenenti al medesimo genere videoludico e uscite, ormai moltissimo tempo fa, su Nintendo 64. Sto parlando di Benjio e Kazooie, ma anche del caro vecchio Super Mario 64, ma non fatevi ingannare perché, alla fine, le differenze sono parecchie, sopratutto quando si parla di linearità, caratteristica primaria di questo gioco che poco ci regala in quanto ad esplorazione tolto qualche bonus ben nascosto all’interno delle isole.

Nessuna possibilità di perdersi all’interno del gioco: una pignatta volante di nome Tap ci aiuterà per tutto il nostro viaggio, dandoci indicazioni precise su cosa fare e dove andare con una scia luminosa. Abbiamo quindi un’esperienza guidata.

Bambinesco

Definisco così questo gioco perché, come avrete potuto capire, non è un gioco per adulti. La Mimimi Productions ha deciso di realizzare un gioco semplice, divertente e in parte educativo,  rivolto ai bambini/giovani. La scimmietta Koru ricorda molto un Ezio Auditore in versione colorata e meno “cruda” perché durante tutta l’avventura potremo arrampicarci con agilità sulle liane, su scale e su pareti verticali, saltellando senza nessuna esitazione in maniera del tutto simile a quella dell’assassino di casa Ubisoft. L’ideale quindi per i più giovani che si troveranno alle prese con un’avventura colorata e divertente, senza complicati controlli da gestire.

Semplicistico

Essendo un gioco strutturato principalmente per un pubblico di piccoli videogiocatori, per noi gamer con qualche anno in più  sulle spalle alla lunga potrà sembrare un po’ ripetitivo e semplicistico, soprattutto perché il titolo è estremamente guidato, finendo con il sembrare quasi un interminabile tutorial. Lungo tutto il gioco avremo qualche personaggio che ci indica cosa fare o dove andare: impossibile sbagliare, impossibile perderci e quindi impossibile chiedersi “E adesso dove vado?“.

The Last Tinker: City of Colors risulta sostanzialmente un videogame poco impegnativo, con combattimenti ed enigmi che a volte sembrano essere esageratamente semplici.

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Sinfonia

Se la difficoltà non è il punto forte di quest’avventura, di sicuro non possiamo dire lo stesso della colonna sonora che ci accompagnerà per tutta la nostra avventura. Le musiche sono sempre pertinenti, varie ed estremamente piacevoli, e finiranno con il stamparsi nella vostra mente.

I personaggi che incontreremo non sono stati doppiati e come spesso accade in alcuni giochi emettono strani e simpatici versi lasciando a vari balloon il compito di mostrarci i dialoghi della storia. I loro versetti alquanto buffi ci permettono di entrare all’interno di un mondo speciale fatto di colori e di personaggi tanto strani quanto divertenti