Avete mai iniziato un gioco senza troppe aspettative per poi dovervi ricredere? Un po’ come quando dovete ammettere di aver avuto un giudizio affrettato e sentite pronunciare il classico “Te l’avevo detto“. Ecco, questo è quello che può capitarvi con un titolo come Transistor, uno di quelli pronti a dimostrarvi come un giudizio affrettato o una prima impressione non facciano il gioco in s*.  Come si suol dire,  “l’abito non fa il monaco”, o il gioco nel nostro caso.

Transistor è il neonato action RPG prodotto da Supergiants Games, autore già di Bastion, uscito il 21 Maggio 2014 su PS Store e il 20 Maggio 2014 su PC.

Il gioco ci proietta in medias res, senza preamboli o prologhi, in una decaduta ma al tempo stesso futuristica città, Cloudbank, facendoci vestire i panni di Red, una famosa ed acclamata cantante a cui però è stata rubata la voce.  La ragazza è appena sfuggita ad un tentato omicidio ad opera di un’organizzazione, ‘gli Orchestrali‘, la quale, per l’appunto, ha tentato di impadronirsi della sua voce celestiale. A salvarla è stato un misterioso personaggio che sacrificandosi, le ha anche permesso di ottenere il Transistor, una potente spada elettronica di inestimabile forza. All’interno di essa si trova catturata l’anima del giovane eroe ma anche quella di tutti gli altri personaggi che Red salverà nel corso del suo viaggio e che andranno a costituire la forza della sua spada.

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Durante tutto il nostro viaggio verremo a contatto con un arsenale di nemici, non altamente vasto ma ben organizzato ed efficiente, che cercherà in tutti i modi di sbarrarci la strada e assorbire i poteri di Red. Una volta sconfittone uno, questi lascerà cadere una “cella”, un sorta di resto mnemonico ed elettronico del nemico, che, se non assorbita in tempo, rigenererà ulteriori avversari. I nostri nemici, inoltre, col passare del tempo, si evolveranno e accresceranno la propria intelligenza artificiale, collaborando tra loro e progettando scontri che richiederanno ben più che semplice abilità in battaglia.

In nostro aiuto viene però il sistema di combattimento denominato “Turn()“, una vera e propria modalità di stasi in cui possiamo programmare tutte le azioni della nostra eroina scegliendo quelle più adatte all’occasione. Il nostro slot consente di possedere solo quattro “funzioni”, o comandi, rispetto a quelle che assimiliamo con il level up o assorbendo anime, ma combinandole sinergicamente troveremo la combo perfetta per ogni scontro. Ogni azione è collegata ad un determinato “costo” che andrà a riempire la nostra barra Turn() e che quindi ci spinge a provare e a cercare combinazioni sempre più efficaci e “meno dispendiose”. In sintesi un sistema di combattimento che fonde tattica e al tempo stesso live action, chiaro e accessibile a chiunque, anche ai meno pratici.

Ma ciò che non sfugge  al nostro occhio lungo tutto il corso del gioco è sicuramente lo scenario che di volta in volta ci si colora davanti. Fin dall’inizio la prospettiva, bidimensionale e tridimensionale allo stesso tempo, ci lascia immergere nel tecnologico mondo di Transistor in maniera del tutto originale. Attraverso la narrazione della voce misteriosa e lo scorrere del paesaggio ci sembrerà quasi di osservare un fumetto e di sfogliarlo pagina dopo pagina, lasciandoci travolgere dalla melodia e dal paesaggio in continuo divenire. Ciò che infatti caratterizza tutta la narrazione e lo svolgimento del gioco è proprio questo suo essere ambivalente: fumetto e colorata immaginazione che si scontrano con i tetri scenari di una Cloudbank abbandonata a a se stessa e fatta di luci al neon e di ambientazioni futuristiche e prettamente tecnologiche.

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Infine meritevole di attenzione è anche la relazione innescatasi tra la nostra protagonista e il Transistor da lei impugnato, o, per meglio dire, la voce misteriosa contenuta al suo interno. Inizialmente solo voce narrante, col tempo diventerà il nostro più caro amico fino a farci letteralmente appassionare alla sua storia contorta e al misterioso collegamento con Red. Capace di raggiungere anche il cuore meno appassionato di storie romantiche (provare per credere), Transistor vi terrà comunque con gli occhi sullo schermo spingendovi a chiedervi quale futuro possano avere i nostri due eroi.

E voi l’avete provato? Lo trovate al pari del suo successore o vi ha deluso?