Solitamente, quando arriva il momento di scrivere i miei fatti inutili, mi metto alla ricerca di un soggetto che tutto sommato stia facendo parlare di sé in quel periodo: con un gioco appena uscito, con un annuncio misterioso, con una rimasterizzazione. Questo però non è il caso dell’articolo che state per leggere: stavolta ho deciso di tirar fuori dal cappello nientemeno che il Professor Layton, che di cappelli sicuramente se ne intende (perdonate il pessimo gioco di parole, ma era davvero inevitabile). Il motivo? Ho appena finito di gustarmi su 3DS – un po’ in ritardo – il capitolo in crossover con Ace Attorney, Professor Layton vs Phoenix Wright: tra l’altro, se non lo avete ancora giocato, vi consiglio caldamente di leggere la nostra recensione e poi di acquistarlo, perché ne vale davvero la pena.

Ma, lasciando da parte le mie scorribande videoludiche, veniamo al dunque: ecco i cinque fatti inutili che ho accuratamente selezionato riguardo il gentiluomo più famoso del mondo.

Ginnastica mentale

Non è certo un mistero che gli enigmi presenti nei giochi del Professor Layton siano degli “ossi duri” anche per le menti più allenate e perspicaci. Tra matematica, logica, furbizia e fortuna, non sempre è facile rispondere correttamente al primo colpo e ottenere tutti i picarati corrispondenti alla difficoltà del tranello. Vi siete mai chiesti chi sia la mente diabolica che architetta i tantissimi enigmi che popolano ogni versione del gioco? Ebbene, si chiama Akira Tago, è professore emerito dell’università di Chiba in Giappone e ha ben ottantotto anni, portati benissimo grazie anche ad Atama no Taisō (Head Gymnastics in inglese), una popolare serie di libri da lui ideata e scritta dal 1966, nella quale propone puzzle, schemi e rompicapo. I libri del signor Tago, non a caso, sono stati proprio l’ispirazione che ha portato Akihiro Hino, CEO di Level-5, a creare i videogiochi di Layton: e pare che il buon Hino sia andato di persona dall’anziano professore per proporgli una collaborazione con il suo team.

Se siete curiosi di sapere qualcosa in più riguardo l’origine degli enigmi del Professore, vi rimando a questa interessante intervista ad Akira Tago riguardo il making of de Il Professor Layton e il Paese dei Misteri.

L’uomo dietro le apparenze

Vedendolo di fianco al suo apprendista Luke, siamo sempre stati portati a pensare che il professor Layton fosse un uomo abbastanza alto. Eppure, se visto accanto a Phoenix Wright nel già citato crossover, ci si accorge che l’avvocato dai capelli a punta lo eguaglia in altezza, senza però avere trenta centimetri di tuba in testa. E qui la domanda: ma quanto è alto davvero il Professor Layton? Le guide ufficiali riportano che l’archeologo raggiunga i 176 centimetri di altezza compreso il cappello. Nessun errore di trascrizione: significa che con ogni probabilità il Prof è persino più basso del mio metro e cinquantotto, traguardo che non tutti possono vantare. Ulteriore colpo di scena: questo implica che anche Luke non sia più alto del metro e dieci. Strane altezze, questi gentiluomini inglesi.

quanto è basso il prof layton

Papà, sei tu?

Per quanto sembri impossibile, l’uomo del metro e quaranta ha fatto colpo. Non si sa quando, come o in che circostanze, ma una traccia di questo fantomatico focoso incontro a noi è rimasta: ebbene sì, il professor Hershel Layton ha un figlio. Si chiama Alfendi Layton ed è il protagonista del mobile game Layton Brothers: Mystery Room, uscito per iOS e Android lo scorso anno. L’inaspettato Layton jr è ispettore della Mystery Room di New Scotland Yard nonostante la giovane età di ventinove anni: motivo, questo, per cui spero vivamente che le sue avventure siano ambientate anni e anni avanti rispetto a quelle del suo padre trentasettenne.

Nonostante Layton Brothers sia un titolo sviluppato dalla stessa Level-5, orde di fan si sono accanite gli uni contro gli altri per decretare se l’episodio sia canonico o meno: c’è chi sostiene che non ci sia alcun problema nella ipotetica paternità del Professor Layton, ma c’è anche chi non riesce proprio a immaginarlo nelle vesti di padre, anche perché questo rovinerebbe la sua immagine di integerrimo gentiluomo inglese. Siccome però sembra di capire che il capitolo, pur essendo uno spin off, sia totalmente coerente con la trama, aspettiamo di vedere la famiglia Layton al completo risolvere qualche mistero per crederci pienamente.

Sherlock’d

Londra e dintorni: teatro di numerosi misteri e strani accadimenti. Un gentiluomo inglese e il suo fido assistente conducono le loro indagini private insieme ai poliziotti di Scotland Yard e, come sempre, riescono nel loro intento di smascherare il colpevole di turno. Sì, è una situazione decisamente già vista, e calza a pennello tanto alla serie del Professor Layton quanto a quella del padre di tutti i detective privati, Sherlock Holmes. Lasciando da parte gli scenari e i casi da risolvere, i videogiochi di Level-5 omaggiano i romanzi di Arthur Conan Doyle in modo ancor più profondo: con i personaggi. E così Layton è Holmes e Luke è Watson, mentre il non proprio sveglio Ispettore Chelmey sembra essere il corrispondente dell’altrettanto impacciato Ispettore Lestrade; persino Moriarty trova spazio in questo quadretto, materializzandosi in Don Pablo, nemesi del Professor Layton. Ci avevate mai pensato?

Fischio d’inizio

Nella mia esperienza videoludica ho visto molti easter eggs e per questo non dovrei più stupirmi di nulla, eppure devo ammettere che questo ordito da Level-5 è tanto inaspettato quanto simpatico. Premessa: tra i videogiochi sviluppati dalla software house giapponese c’è anche Inazuma Eleven, JRPG calcistico di cui vi abbiamo già parlato qualche volta. Nel gioco sono presenti numerose squadre bonus affrontabili solo dopo la fine del gioco e soddisfando determinati requisiti, con la possibilità di reclutarne i membri nel proprio team una volta sconfitte. Tra queste, una di queste è davvero molto speciale: il Layton Team è infatti composto dal Professore, Luke, Flora Reinhold, Don Pablo, l’Ispettore Chelmey e da Anton, tutti catapultati nell’improbabile (per loro) mondo dei campi da calcio. Di tutti i giochi della serie, solo due hanno l’onore di ospitare il Layton Team: il primo, Inazuma Eleven per Nintendo DS, e Inazuma Eleven GO 2: Chrono Stone, capitolo per 3DS che vede tra i membri della squadra anche l’assistente del Professore Emmy Altava.