All’apparenza non era un’impresa così difficile. Stiamo parlando di una serie composta da oltre 20 titoli diversi, nessuno dei quali vanta una trama particolarmente elaborata. Anzi, ad essere onesti, Need For Speed non ha mai avuto una storia vera e propria, ma solo pretesti, pretesti per correre per ore e ore cercando di diventare in qualche modo il migliore, conquistando nuove zone a poco a poco e facendo crescere una reputazione da bad boy che inevitabilmente ci si portava dietro. Insomma, sulla carta bastava creare una sceneggiatura qualsiasi, ma Electronic Arts non si è accontentata di regalare uno dei suoi brand più famosi per dare vita ad un film da poco e per pochi.

Need For Speed, il film, stupisce. Non è un capolavoro, non eccelle su nessun fronte, ma è solido e concreto e si affida ad una trama classica che però si discosta dal suo simile più famoso, Fast and Furious. Scordatevi la fisicità del buon Vin Diesel, la bellezza del purtroppo defunto Paul Walker e le modelle in shorts disposte un po’ ovunque, perché NFS ha gettato tutto ciò dalla finestra per fare spazio al realismo, ad attori meno statuari ma adatti alla parte, a riprese un po’ più rozze ma d’impatto.

La storia che ne è uscita è una storia di vendetta. Il protagonista è Tobey Marshall (interpretato da Aaron Paul, il Jesse di Breaking Bad), appassionato di corse e costretto a collaborare con il nemico di sempre, Dino Brewster, per ricostruire una Mustang appartenuta a Ford in persona che avrebbero poi venduto permettendo a Tobey di estinguere i debiti della sua officina. La situazione degenera quando Tobey si dimostra molto più abile di Dino, pilota professionista, nel guidare la Mustang durante la dimostrazione per la vendita. Dino sfida quindi Tobey, ma durante la corsa Peter, amico e collega di Tobey, muore a causa del comportamento scorretto di Brewster che riuscirà a farla franca a discapito di Tobey che verrà sbattuto in prigione. Una volta uscito, come potete immarginare, il protagonista è deciso a vendicarsi e per farlo lo affronterà in una gara chiamata De Leon che spera di vincere utilizzando la Mustang ristrutturata messa a disposizione dal compratore.

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Una storia non eccessivamente originale, ma che scorre senza problemi per circa 2 ore regalandoci inseguimenti con la polizia che ricordano inevitabilmente Most Wanted, qualche speccolare acrobazia per i  fan più accaniti della serie e una serie di supercar che fanno la gioia degli appassionati e che si discostano molto dalle auto super tamarre e altamente personalizzate di Fast and Furious. Insomma, tutto è un po’ più normale e meno esagerato, vuoi per aderire al già citato realismo vuoi per la scelta del regista Scott Waugh di non usare effetti speciali digitali.

Un lavoro enorme per un risultato più che discreto. Ebbene sì, nonostante la mancanza di una storia a cui ispirarsi, nonostante le solite difficoltà nel portare sul grande schermo tutte le emozioni di Need For Speed, il film si è rilevato assolutamente in linea con le aspettative, capace di divertire, intrattenere e regalare un po’ di adrenalina grazie alle corse che si susseguono rapidamente lungo tutta la pellicola.

Non è, come vi dicevo prima, un capolavoro, non è imperdibile e di sicuro non rimarrà negli annali del cinema, ma tutto sommato Electronic Arts pare aver aspettato il momento giusto per creare una pellicola non banale da associare al suo celebre franchise.