Fantasy Life è uno di quei giochi che entrano sulla scena in punta di piedi. Poco tempo passato tra l’annuncio della localizzazione e il suo arrivo, poca pubblicità, pochi (ma buoni) quelli che lo aspettano, eppure, dopo solo i primi minuti di gioco, mi sono resa conto di trovarmi davanti ad un titolo con enormi potenzialità. Nato dalla collaborazione tra Level-51-UP Studio e h.a.n.d., Fantasy Life è uscito sui 3DS giapponesi nel 2012 e solo il 26 settembre arriverà sugli scaffali dei negozi europei. Ho potuto giocarci prima del tempo ed esplorarlo con cura per scoprirne i dettagli: ecco le mie impressioni, affidate alle nostre caratteristiche 5 parole.

Eclettico

In un’epoca in cui porting e rimasterizzazioni regnano sovrani, non è facile riuscire a proporre ai videogiocatori qualcosa di completamente diverso e innovativo. Eppure, Fantasy Life è un gioco mai visto prima, perché al suo interno si ritrovano dinamiche legate a diversi titoli del panorama videoludico, prese e rielaborate insieme per ottenere un risultato del tutto nuovo.

Durante i primi minuti di gioco, lo ammetto, ho paragonato spesso quello che vedevo a giochi che ho già provato in passato: questa ambientazione mi ricorda Dragon Quest, questa città mi ricorda Animal Crossing, questo combattimento mi ricorda qualche vecchio Final Fantasy. A conti fatti, in ogni caso, un gioco con tutte queste caratteristiche insieme non lo avevo davvero mai visto: posso dire che proprio di Fantasy Life è l’eclettismo, termine che – citando Wikipedia – indica, nell’ambito delle arti e delle scienze, l’atteggiamento di chi sceglie in diverse dottrine ciò che è affine e cerca di armonizzarlo in una nuova sintesi. Più preciso di così!

Ruolo

Ci ho messo un po’ a decidere se annoverare questo gioco tra le schiere dei JRPG, ma alla fin fine è impossibile negarlo. A dire il vero, Fantasy Life è il gioco di ruolo per eccellenza, o meglio ancora parlerei di “gioco dei ruoli”. Se nei classici GDR, infatti, pur scegliendo tra le classi proposte e trasformando di conseguenza il proprio stile di combattimento l’andamento del gioco rimane uguale, qui non è assolutamente così. Le dodici classi che possiamo scegliere di abbracciare all’inizio dell’avventura non servono solo a decidere se in una battaglia saremo più indicati ad attaccare o a curare, ma determinano la vita del nostro alter ego a 360 gradi: fare l’Alchimista ad esempio escluderà a priori una vita avventurosa alla ricerca del prossimo avversario da sconfiggere, così come abbracciare la vita del Paladino vorrà dire rinunciare a cercare da sé le materie prime per costruirsi le armi migliori e via dicendo.

Il bello del gioco? Nel momento in cui, per curiosità o per noia, si voglia cambiare classe, è possibile farlo. Da cuoco o taglialegna si può diventare mercenario o pescatore in men che non si dica, aprendo i propri orizzonti a nuove avventure che prima non erano disponibili. Date un’occhiata al video di seguito per scoprire quali sono le classi disponibili e farvi un’idea su quello che vi aspetta.

Kawaii

Le circostanze mi obbligano ad utilizzare la più abusata tra le parole giapponesi, ma non posso fare altrimenti: dire che Fantasy Life è “carino” lascerebbe quasi intendere che voglia dire che non è “bello”, ma invece no, io intendo proprio il “carino” espresso dalla parola kawaii.

Normalmente i giochi di ruolo, soprattutto quelli che fanno capo al puro genere fantasy, hanno l’epicità che sprizza da ogni poro: tutto è così serio, lo scopo del gioco è normalmente una questione di vita o di morte, i personaggi hanno spesso e volentieri delle storie travagliate che si riflettono sul loro presente. Ecco, niente di tutto questo è presente in Fantasy Life: non ci sono imminenti apocalisse, né questioni per le quali bisogna assolutamente combattere, ma si può tranquillamente stare nella propria cittadina a fare quello che si vuole o intraprendere un viaggio avventuroso, ma senza pressioni di alcun genere e senza imprescindibili scopi del gioco. Tutto questo, chiaramente, in un mondo kawaii fatto di personcine kawaii, disegnate dalla sapiente mano del maestro Yoshitaka Amano.

Social

Ricordate i tempi in cui i giochi di ruolo erano roba da gente solitaria? Quelli in cui, se si giocava con un amico o un fratello, bisognava litigarsi il joystick per poter avere l’opportunità di giocare? Fantasy Life ha deciso di dare un taglio a questi momenti, introducendo un nuova e piuttosto inaspettata modalità multiplayer. Andando a parlare con gli Addetti al Link nella Gilda dei Mestieri – un po’ come le signorine al piano superiore del Centro Pokémon, insomma – si avrà la possibilità di unire le spade con un massimo di altri due giocatori, sia con la rete locale che con quella wireless. Ma questo non è il solo modo per interagire con altre persone mentre si gioca a Fantasy Life: il gioco usa infatti anche la funzione Streetpass, grazie alla quale sarà possibile condividere oggetti e molto altro. RPG da gente solitaria, dicevamo?

Libertà

Pur essendo un gioco di ruolo, non necessariamente si deve seguire la storia principale per poter giocare e divertirsi con Fantasy Life. E, pur avendo molti tratti in comune con i simulatori di vita giapponesi, si possono accumulare ore e ore di gioco senza aver mai modificato la propria casa o aiutato qualche abitante in difficoltà: insomma, Fantasy Life si può approcciare nella maniera che più ci aggrada. Il poter cambiare classe in qualsiasi momento, poi, non fa altro che segnare a favore della totale libertà che questo gioco offre a chi ne usufruisce: si può decidere di rimanere legati ad una professione oppure di cambiarla, magari in maniera strategica, forgiando ad esempio alcune armi potenti nelle vesti di fabbro per poi impugnarle una volta diventati impavidi paladini.

Fantasy Life è un gioco che può soddisfare tutti: chi non può fare a meno di accettare le sfide potrà cimentarsi con la storia principale, costellata di side-quest che faranno sicuramente sudare anche il giocatore più esperto; chi invece predilige i giochi tranquilli e magari pieni di minigiochi e cose da fare senza impegno troverà allo stesso modo pane per i propri denti.

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Studentessa di Linguaggi dei Media con la passione per le notizie strane (e spesso inutili). Gamer da sempre, ricorda lunghe sessioni di Tetris alla tenera età di sei anni. Ama ciecamente tutto ciò che è geek o viene dal Giappone e legge qualsiasi cosa, dalle etichette dello shampoo a Game of Thrones.