Siamo nel 2014, anno in cui ricorre il trentesimo anniversario di Naughty Dog, celebrato persino da una mostra appositamente allestita in California. La software house californiana, che si è ritagliata uno spazio più che meritato nell’olimpo dei produttori di videogiochi, ha sfornato capolavori come l’indimenticabile Crash Bandicoot per PS1, la trilogia di Jak & Dexter diventata famosa su PS2 e la saga cult di PS3, Uncharted. L’ultima fatica di Naughty Dog risale allo scorso anno e si chiama The Last of Us: spesso definito come uno dei migliori videogiochi della storia, è senza dubbio tra i più riusciti prodotti videoludici degli ultimi anni. E, in quanto tale, non crediate che sia esente dai fatti inutili.

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Mankind

La storia di The Last of Us è più o meno nota a tutti: in un mondo dove i cervelli delle persone vengono infettati dal fungo Cordyceps, che rende i malcapitati molto simili a zombie, Joel ed Ellie sono tra i pochi sopravvissuti e devono compiere un viaggio lungo e pieno di ostacoli per cercare di ridare una speranza all’umanità. Quello che invece è meno noto è quello che The Last of Us poteva essere, e per fortuna non è mai diventato: un videogioco intitolato Mankind. Il setting originale della vicenda era molto simile al gioco finale: uno scenario apocalittico pieno di infetti. La differenza sta nel fatto che gli zombie sarebbero dovuti essere solo ed esclusivamente di sesso femminile: immaginate che incubo per il povero Joel scappare da una folla di donne non-morte inferocite. Ellie avrebbe trovato posto nella vicenda come l’unica ragazza a non aver contratto il virus, e per questo protetta e scortata come unica speranza del mondo conosciuto di riavere le donne nella loro forma originale.

Il concept è stato ahinoi scartato, perché a molte delle lavoratrici di Naughty Dog è sembrata una trama piuttosto deleteria per un videogioco. Lo stesso Neil Druckmann, creative director di The Last of Us, avrebbe dichiarato che effettivamente si trattava di un’idea troppo misogina per poter decollare.

Cordyceps

Che si tratti di Mankind o di The Last of Us, la certezza è che a far da contorno al viaggio di Joel e Ellie c’è uno scenario apocalittico, una civiltà decaduta e sfatta come nelle migliori tradizioni hollywoodiane. E, tra una casa abbandonata e un parco giochi deserto, ci sono loro: gli infetti, zombie, non-morti o come si vogliano chiamare gli affetti da Cordyceps, il fungo parassita che si annida nel cervello umano rendendolo un vegetale cannibale.

Non per creare allarmismi di massa, ma il Cordyceps esiste veramente: andate a vedere su Wikipedia se non ci credete. Si tratta a tutti gli effetti di un fungo, le cui spore vengono davvero trasportate dall’aria: a farne le spese nella vita reale sono però i (poveri) insetti. Citando la suddetta Wikipedia, «Quando un frammento di spora entra in contatto col corpo dell’ospite “adeguato”, la spora viene stimolata, germina e penetra nell’insetto, generalmente allo stadio di larva. Il fungo si propaga poi in tutto il corpo dell’insetto e finisce per ucciderlo in pochi giorni. Quando l’insetto è morto, il micelio riempie completamente il corpo, che dall’esterno sembra normale, come mummificato». Sì, praticamente i malcapitati animaletti diventano delle insospettabili mummie, come se venissero impagliati dal fungo: ah, che bella la natura.

Infetti: istruzioni per l’uso

Alzi la mano chi, giocando a The Last of Us, non ha mai ricevuto la gradita visita di un clicker che, di soppiatto, decide di stupire Joel stampandogli un bacino sul collo. Bisogna ammetterlo: i clicker sono tra i nemici più odiosi mai creati per un videogioco. Sono stupidi, ma hanno un udito alieno e una dentatura che lasciamo stare; contiamo anche il fatto che per ucciderne uno dobbiamo sacrificare un preziosissimo coltello, ed è davvero impossibile non odiarli. Ma non prendetevela con loro: non sono cattivi, li disegnano così [cit.]. In origine, infatti, i clicker non avevano la loro caratteristica peculiare, cioé quella di causare un game over al minimo avvicinamento: erano molto più mansueti e, seppure più ostici, potevano essere fronteggiati come dei semplici runner. Ma secondo il team di sviluppo nel gioco non c’era abbastanza tensione e così, voilà, i clicker che conosciamo noi sono serviti.

GamesPrincess_TheLastOfUs_Joel_Clicker

Al secondo posto nella lista degli infetti più odiosi troviamo gli stalker: quei simpatici zombie che decidono di correre incontro a Joel saltandogli letteralmente addosso. Sbucano dal nulla e si parano davanti alla visuale in un nanosecondo, causando il salto di un battito cardiaco e pure un game over se non si è pronti. Ebbene, il loro concept è stato creato in una sola settimana. E il motivo per cui non ce ne sono molti nel gioco – grazie al cielo – è che le aree buie da cui farli sbucare dalle tenebre erano relativamente poche.

A proposito di infetti: inizialmente erano stati progettati degli animali-zombie, tra i quali un elefante purulento pieno di funghi e schifezze varie. Io personalmente ringrazio molto chi ha deciso di tagliare fuori questa idea dal prodotto finale.

Crisi di personalità…

Non è un mistero che, in occasione del rilascio dei trailer iniziali, la prima Ellie sia stata pesantemente criticata per la sua eccessiva somiglianza all’attrice canadese Ellen Page, che però – nonostante il nome e l’aspetto suggerissero il contrario – non aveva assolutamente niente a che vedere con la co-protagonista di The Last of Us.

GamesPrincess_TheLastofUs_EllieEvolution

Parlare di “prima” Ellie è d’obbligo perché quella che c’è al centro nella foto, e che fa parte del prodotto finale, è una Ellie che ha subito qualche ritocchino facciale tipo diva di Hollywood che ha passato i quaranta. La differenza con il primo artwork è poca ma significativa: il volto della ragazza cambia radicalmente e con Ellen Page ha poco a che fare, ma comunque non assomiglia all’attrice che le ha donato la sua voce e i suoi movimenti, Ashley Johnson.

Ciò che però Ellie ha ereditato dalla sua controparte in carne ed ossa è il carattere. In origine, il suo personaggio doveva essere molto più timido, riservato e impacciato: ben diverso dalla Ellie che legge le barzellette, fischia male in situazioni che non lo richiedono e spara parolacce che nemmeno allo stadio. A volerle dare quest’impronta più vivace e dirompente – che tra l’altro si fonde benissimo con l’animo più burbero di Joel – pare sia stata proprio Ashley Johnson che, non trovandosi a suo agio con un personaggio eccessivamente candido e innocente, ha donato ad Ellie la sua stessa personalità.

…no, anzi: vera e propria schizofrenia

Prima di posare gli occhi sull’immagine sottostante leggete questa premessa: se non avete giocato a The Last of Us, sappiate che questo disegno non rappresenta in alcun modo uno spoiler sulla trama.

GamesPrincess_TheLastOfUs_AlternateEnding

Cos’è questo artwork? E perché la buona Tess, amica e compagna di contrabbando di una vita di Joel, gli punta un coltello alla gola con fare indemoniato?

Quella che vedete è l’immagine che per tanto tempo ha invaso la mente del team di Naughty Dog riguardo il finale del gioco: Tess doveva essere una “cattiva”. Non è chiarissimo come si sarebbe dovuta svolgere la vicenda con questa Tess/Gollum in preda ad una totale schizofrenia rispetto a come la conosciamo noi: la donna, pervasa da un fortissimo senso di vendetta nei confronti di Joel, avrebbe dovuto probabilmente cercare di ostacolare il viaggio dei nostri eroi. Sarebbe persino arrivata al punto di torturare il suo ex-migliore amico, come illustrato nel disegno: a quel punto, la versione tenera e dolce di Ellie avrebbe dovuto stupire tutti uccidendo Tess e salvando così Joel.

Inutile dirlo: se questa trama è stata scartata un motivo c’è, e si tratta del fatto che semplicemente non funziona. Ci sono tanti aspetti di questa vicenda che non avrebbero retto, a partire dal fatto che non si capisce per quale motivo Tess avrebbe potuto avercela a tal punto con Joel, così come sembra improbabile che l’angelica Ellie che non farebbe del male ad una mosca di punto in bianco freddi la cattivona di turno. Meglio: a me, Tess piace di più nella sua veste di amica, confidente e punto di forza per Joel. E a voi?

 

Per questa “puntata” della mia rubrica, devo necessariamente citare la fonte da cui ho attinto a buona parte delle curiosità: si tratta di questo articolo, di cui vi consiglio la lettura se volete scoprire qualche altra curiosità su The Last of Us.