Call of Duty sta diventando adulto, spingendosi verso nuovi orizzonti ancora inesplorati, per lo meno da questo franchise multimilionario: lo storytelling. Call of Duty Advanced Warfare non sembra nemmeno figlio dei suoi predecessori. Sledgehammer Games ha speso ben 3 anni nella definizione della narrazione in cui Kevin Spacey non è solo un mero interprete.

Io stessa credevo che Kevin Spacey facesse parte di un astuto piano di marketing atto a vincere a mani basse contro la concorrenza, cercando di cavalcare anche l’onda del successo di House of Cards – celebre serie TV prodotta da Netflix – e invece, di fronte a un panino, Glen Schofield, game director di Sledgehammer Games, mi ha raccontato che le cose sono andate diversamente.

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House of Cards? Non sapevo nemmeno cosa fosse 3 anni fa, momento in cui ho iniziato a scrivere il copione di Advanced Warfare” racconta Glen. “Kevin Spacey è sempre stato uno dei miei attori preferiti e il mio più grande desiderio era che diventasse realmente uno dei personaggi della storia, ma a quel tempo mi sembrava irraggiungibile. Poi, un giorno, qualcuno mi ha fatto notare l’esistenza di House of Card: dopo aver visto qualche episodio mi sono convinto che il personaggio di Frank Underwood sarebbe stato perfetto nel nostro progetto.

In effetti Sledgehammer Game si è trovata al posto giusto nel momento giusto: avere Kevin Spacey nel preciso momento in cui “ha fatto il botto” non è cosa da tutti.

Kevin Spacey in Call of Duty Advanced Warfare non è un semplice attore, non si limita a leggere e a interpretare il copione. Ha lavorato a stretto contatto con il team nella stesura della trama e delle battute, per farle sempre più sue, per renderlo ancor più cinematrografico” mi ha confessato Schofield tenendo tra le mani quel che restava di un panino.

Pare di capire quindi che la modalità single-player ci sarà non solo perché è una tradizione, seppur pretestuosa, che tutto sommato tiene in piedi la modalità multiplayer. Un single-player aggressivo, al pari dei film hollywoodiani che, con grande probabilità, riuscirà ad avvicinare anche un diverso tipo di pubblico, magari più adulto.

Ci troviamo nel 2054, in un futuro nemmeno troppo lontano. KVA, un’organizzazione terroristica internazionale, si cimenta in attacchi globali, nessuno è più al sicuro. Il protagonista Jack Mitchell – interpretato da Troy Baker – si unirà ad ATLAS, compagnia militare privata dotata della più avanzata tecnologia esistente sul pianeta, per combattere con azioni non del tutto lecite i terroristi.

Il mega boss di ATLAS? Si chiama Jonathan Irons, naturalmente interpretato da Kevin Spacey, leader spietato e assetato di potere. Insomma, è tutto costruito intorno ai personaggi e trae profonda ispirazioni da serie quali Game of Thrones, The Walking Dead e lo stesso House of Cards.

Il trailer ve lo ricordate vero? Non ha bisogno di parole per essere spiegato: assomiglia a uno dei tanti film di azione prodotti a Hollywood.

Ma passiamo alla fantomatica tecnologia avanzata posseduta solo da ATLAS. La più grande novità riguarda quello che Sledgehammer Games ha chiamto EXO: un esoscheletro che renderà il soldato un vero e proprio advanced soldier.  Le potenzialità dell’esoscheletro non si riducono ad un semplice doppio salto ma aggiungono svariate caratteristiche che vanno dalla scalata su pareti metalliche, grazie a guanti magnetici integrati, alla super potenza che vi permetterà di scardinare le portiere delle auto per usarle come scudi fino a rendervi invisibili come il mantello di Harry Potter.

Anche le armi sono state studiate fin nei più minimi dettagli tanto che un team di Sledgehammer Games si è dedicato al loro sviluppo per ben 3 anni. Non solo armi avanzate – e credibili – ma anche mezzi come l’hovertank, una via di mezzo tra un carro armato e un hovercaft, quadricotteri di ogni sorta e tanto altro.

Tutto quello che si può fare in singolo si può fare anche in modalità multiplayer, riassumibile in un solo claim : YOU PLAY YOUR WAY.

La personalizzazione del personaggio infatti è totale, si possono provare le armi scelte oppure droppate (sì, a fine partite verrete ricompensati con uno “scrigno”: il Supply Drop), ma soprattutto la verticalità delle mappe cambierà completamente il modo di giocare. Sfuggire ai proiettili con il doppio salto mentre si spara al nemico in aria lo si può già fare in Titanfall oppure in Destiny, ma qui le mappe sono talmente complesse che un semplice doppio salto non vi aiuterà ad avere salva la vita.

Molte, le mappe saranno molte: al lancio, precisamente 14 e vi assicuro, davvero complesse e ben strutture. Nessuna assomiglia alle altre e solo provandole ve ne renderete conto.

Concludendo, se anche quest’anno eravate già pronti a troncarlo con “ah, Call of Duty è solo per i bimbim****a“, probabilmente dovrete ricredervi. Dategli una chance e  Sledgehammer Games vi sorprenderà con un titolo più adulto del previsto.