L’articolo che leggerete oggi è atipico e diverso dai soliti che siete abituati a trovare nel sito. Una voce fuori dal coro che spera di trovare più orecchie possibili ad ascoltarla.

Mesi fa, precisamente a marzo, vi avevamo parlato di un progetto, lo sviluppo di un gioco dal nome That Dragon, Cancer. Esattamente qualche giorno prima l’uscita di quell’articolo, il 13 marzo 2014, è morto Joel Green all’età di cinque anni. Al bambino era stato diagnosticato, nel primo anno di vita, un tumore che colpisce principalmente sistema nervoso centrale e midollo spinale, e la stima di sopravvivenza era di quattro mesi.

that dragon cancer

Joel, tuttavia, ha continuato a vivere fino all’età di cinque anni, nonostante altri sette tumori supplementari. Un anno prima della sua morte, Ryan Green, padre del bambino e sviluppatore, ha iniziato il progetto di “That Dragon, Cancer”, un gioco, in uscita su OUYA, che avrebbe narrato l’esperienza di tutta la famiglia Green vista dagli occhi del padre. I giocatori avrebbero potuto interagire con gli altri personaggi ma, soprattutto, fare delle scelte, le stesse scelte difficili e lancinanti che hanno coinvolto la famiglia Green.

Nessuna rappresentazione emotiva, nessuna espressione, ma tutti i pensieri che un padre può ritrovarsi a concepire in una situazione del genere, in un’ambientazione vivida e colorata, quasi come la si guardasse con gli occhi spensierati di un bambino, Joel.

“That Dragon, Cancer” non è solo un diario di ciò che è accaduto alla famiglia Green e a Joel. È tutta la rabbia, tutto il dolore, tutto l’amore miscelati insieme e sbattuti letteralmente in faccia al giocatore. Un gioco che non ti chiede di salvare nessuno, ma semplicemente ti domanda di scegliere. 

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Ed oggi la scelta sta ancora una volta a voi. Il gioco, infatti, è sbarcato su Kickstarter e sta cercando fondi per poter andare avanti col progetto ed essere lanciato anche su Windows PC, Mac e iOS. Se il titolo raggiungesse l’obiettivo prestabilito potrebbe addirittura essere lanciato nella metà del 2015. 

Vi lasciamo quindi il link alla campagna di raccolta fondi su Kickstarter e, ancora una volta, lasciamo a voi la scelta di poter vedere dagli occhi di un padre che ha ritrovato il proprio figlio grazie ad un videogioco.