Montagne innevate, temibili bestie feroci (il tasso del miele batte a occhi chiusi la tigre del bengala), mezzi di ogni tipo e tanto, tanto salutare trekking in mezzo a scie di sangue e distruzione senza dimenticare le allucinazione di sostanze stupefacenti varie ed eventuali. Tutto questo è Far Cry 4, l’ultimo FPS open-world targato Ubisoft.
Dopo averci giocato per più di 40 lunghe ore, ve lo racconterò con le nostre consuete 5 parole: (Kill) Bill, pulito, duepuntozero, zoppo, (sostanza) stupefacente.

(Kill) Bill

Far Cry si chiude con la canzone “The River” del gruppo australiano The Bombay Royale le cui musica si ispira alle colonne sonore dei film di Bollywood degli anni ’60 e ’70. Ascoltare “The River” è stato come essere colpiti da un fulmine: mi ha riportata alla mente il film Kill Bill di Quentin Tarantino.
Cosa sapete di Bill? Probabilmente vi ricorderete una cosa fondamentale: deve morire. Bill viene descritto come il super-cattivo di turno, un personaggio parecchio eccentrico e leader incontrastato della D.V.A.S. (Dead Viper Assassination Squad).

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In effetti le similitudini con il buon Pagan Min ci sono e “si sentono”. Come Bill, Pagan compare all’inizio e alla fine della storia. Come Bill, Pagan è eccentrico e dispotico (il suo completo rosa è da urlo). Come Bill, Pagan deve essere eliminato.

Pagan Min è un eccentrico despota nato ad Hong Kong e che, in seguito ad un colpo di stato, si è letteralmente impadronito di una piccola nazione incastonata tra le vette della catena dell’Himalaya. L’economia di questo misterioso e selvaggio luogo chiamato Kyrat ruota quasi esclusivamente intorno alla produzione e il commercio di sostante stupefacenti che che durante l’intero gioco testerete direttamente sulla vostra psiche. Tenetevi pronti ad allucinazioni di svariato genere.

Voi siete Ajay Ghale – giovane americano figlio di due cittadini kyrati – giunto in Kyrat per soddisfare il desiderio della defunta madre: spargere le sue ceneri nel suo Paese natale. Senza quasi nemmeno rendervene conto, vi unirete al Sentiero d’Oro, un gruppo di guerriglieri intenzionati a rovesciare il glorioso governo di Pagan e pronti a tutto per riportare la liberà nel paese. Il compito non è però così facile: vi sarà richiesto di prendere decisioni ardue, vi troverete sempre di fronte ad un bivio. Il Sentiero d’Oro, infatti, è spaccato in due in seguito alle divergenze ideologiche tra i due leader ribelli. Seguirete il conservatore Sabal oppure la rivoluzionaria Amita?
Indipendentemente dalle vostre scelte, diventerete l’eroe del Kyrat. Alla fine il vostro compito primario sarà sempre e solo uno: eliminare Pagan. Potrebbe quasi sembrare il titolo di un nuovo film di Tarantino: Kill Pagan.

La storia è ben sviluppa anche se un po’ priva di mordende. Il buon Pagan è misterioso al punto giusto e la sua emotività viene rivelata man mano che si va avanti con la trama così come la storia di Ajay e della famiglia Ghale. Talvolta vi chiedere se Pagan sia realmente malvagio come ve lo descrive il Sentiero d’Oro.

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Pulito

Dall’epoca di Far Cry 2, Ubisoft si è affidata a Dunia Engine, un motore grafico basato su CryEngine, pesantemente rimaneggiato e migliorato per Far Cry 4. La grafica è pulita e ha poche sbavature. Purtroppo Ubisoft è affezionata ai bug: vi capiterà quindi di ritrovarvi in posizione, pronti a sparare, ma sfortunatamente vedrete solo le mani senza l’arma oppure incontrerete delle difficoltà di caricamento di alcune texture oppure ancora, una volta che avrete ucciso un animale su una superficie in pendenza, questo scivolerà senza mai farsi scuoiare. Insomma, niente di grave. Fatevi una risata e basta.
I piccoli problemi verranno compensati con gli splendidi paesaggi che il Kyrat saprà offrirvi. Se potete, usate il girocottero in modo da godere appieno della natura che vi circonda.

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Duepuntozero

Il gameplay non varia molto rispetto al suo predecessore. Se avete già giocato a Far Cry 3, questo episodio vi sembrerà una sua versione duepuntozero sia in termini di contenuti sia in termini di mezzi.
Ma procediamo con ordine: torri e avamposti costituiscono il fulcro del gioco.
Liberando le torri vi sentirete dei veri e propri meteorologi. Non appena distrutta la radio posizionata in cima – atta a diffondere la propaganda di Min – le nuvole sovrastanti la torre verranno spazzate via permettendovi così di vedere la mappa.
Gli avamposti – come anche nell’episodio precedente – sono un conglomerato di edifici dal quale dovrete eliminare le truppe di Pagan. Ogni avamposto è dotato di allarmi che serviranno ai nemici per chiamare i rinforzi qualora vi facciate scoprire: quelli più facili hanno un solo congegno da disattivate fino ad arrivare a tre o quattro nelle fortezze più complesse. Una volta liberato l’avamposto, il Sentiero d’Oro se ne impadronirà e voi ne trarrete solo vantaggi: potrete utilizzare il fast travel e usufruire nel negozio per fare rifornimenti o acquistare nuove e sgargianti armi. Anche in Far Cry 4 dovrete andare a caccia per upgradare lo zaino, il portafoglio, la faretra etc etc.

I mezzi a disposizione sono parecchi e sparsi in vari punti dalla mappa. Vanno dal deltaplano, ai gommoni, dalle auto ai quad. La vera novità è rappresentata dall’introduzione del girocottero che vi darà tantissima libertà. Peccato che trovarli sia sempre un impresa, ma una volta che avrete memorizzato il luogo in cui si trovano, il gioco è fatto.

Il Kyrat è un luogo selvatico che ospita anche animali mastodontici come gli elefanti, vera e propria novità in Far Cry 4. Questi deliziosi pachidermi sono cavalcabili e se gli sparate – un colpo alla volta – potrebbero rivelarsi i vostri migliori alleati: quando si trovano in prossimità dei nemici – se sollecitati nel modo giusto – possono far fuori le squadre di Pagan senza che voi vi sporchiate le mani. Un consiglio: non sparategli se vi trovate nei paraggi… potreste fare una fine terribile.

Duepuntozero oppure no, Far Cry 4 è divertente anche se potrebbe rivelarsi un deja-vu per gli amanti della serie.

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Zoppo

Viaggiare da soli è bello ma quando lo si fa in compagnia tutto diventa più divertente. Accade così anche in Far Cry 4: il Kyrat è talmente esteso che in solitaria potrebbe finire per annoiare un pochino. La modalità co-op quindi è un’introduzione più che apprezzabile ma è assolutamente zoppa: prevede solo alcune missioni secondarie e non la modalità storia. È vero che quella di Ajay è questione personale e che quindi è meglio che venga affrontata in solitaria ma perché non lasciare al giocatore la facoltà di scegliere? Ciò avrebbe permesso, da un lato, di dare una continuità al co-op rendendo così l’esperienza di gioco molto più fluida ma dall’altra parte avrebbe potuto influire negativamente sulla difficoltà del gioco.
Di certo si sarebbe potuto trovare un buon compromesso. In ogni caso, provate la modalità co-op perché vi divertirete sicuramente.

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(Sostanza) Stupefacente

In Kyrat vi abituerete alla presenza di sostanze stupefacenti di ogni genere che vi verranno iniettate oppure soffiate sul volto a tradimento. Gli stati alterati in cui vi ritroverete a barcollare faranno le pernacchie alle leggi della fisica. Suoni distorti, colori e animazioni al limite del credibile che saranno in grado di rendere Far Cry 4 un prodotto vario che difficilmente vi annoierà e che, al contrario, saprà tenervi incollati allo schermo dandovi quasi dipendenza. Non mettiamo in dubbio il fatto che Ubisoft avrebbe potuto fare molto di più con questo titolo cercando di rinnovare in qualche modo la serie. Sicuramente il prodotto è ottimo e divertente ma assomiglia molto a un compitino svolto senza particolari sbavature.

Ubisoft, la prossima volta cerca di osare un po’ di più.

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