Una tempesta, un faro, il panico e poi di nuovo nel presente, su un banco di scuola, come tanti altri studenti. Comincia così Life Is Strange, un titolo che vi stregherà fin dai primi minuti, un gioco capace di rapirvi trascinandovi nei panni di Max, una diciottenne che dopo 5 anni ha deciso di tornare nella città in cui è cresciuta, Arcadia Bay, nel tentativo di costruirsi un futuro basato sulla sua più grande passione: la fotografia.

E così è proprio con la fotografia che ho scelto di raccontarvi Chrysalis, il primo episodio di questo splendido titolo nato negli studi di Dontnod Entertainment. Cinque screenshot catturati in-game per cercare di spiegarvi perché Life Is Strange è un quasi-capolavoro.

Oregon, 2015

Life Is Strange il luogo

Un gioco sul tempo ambientato in luogo senza tempo.

È la prima cosa che ho pensato di Life Is Strange, la prima che vi salterà all’occhio. Non ci sono i palazzi delle grandi metropoli americane, non ci sono i bolidi su cui scorrazzano spietati gangster, non si respira aria di innovazione nella cittadina di Arcadia Bay. Tutto pare sospeso nel tempo, in un 2015 che per ambienti e colori riesce a riportarvi indietro di circa 30 anni, mettendovi davanti agli occhi una cittadina tra le più classiche, di quelle dove si conoscono tutti, dove l’aspirazione principale è essere parte della squadra di football, dove i ragazzi si comprano un’auto malconcia perché non c’è nessuna metropolitana da prendere per girovagare per la città.

Una tranquilla città dell’Oregon che sembra sospesa nella propria bolla, dove le cose, le persone e i ritmi tendono ad essere gli stessi. Ed è qui, in questo luogo, che una ragazza qualunque scopre di poter gestire il preziosissimo e spesso sottovalutato tempo.

Rachel Amber e la macchina del tempo

Life Is Strange la storia

Facciamo un passo indietro.

Torniamo all’inizio: alla tempesta, al faro, al brusco risveglio in classe mentre assistete ad una delle tante lezioni teoriche di fotografia. Torniamo indietro a quando voi realizzate di essere Max Caulfield, aspirante fotografa dall’aria maliconica, con una disturbante passione per i selfie e con la stessa popolarità di un calzino usato. Siete Max e siete sola. Di fronte all’ennesima brutta esperienza in classe decidete di andare in bagno a rifrescarvi e riprendervi, ma venite interrotti da Nathan Prescott, un vostro compagno di scuola che perde la testa. Succede l’inevitabile. E voi? Voi urlate “Noooo” come Luke Skywalker di fronte a Darth Vader e improvvisamente vi ritrovate di nuovo nella stessa aula di prima, pronti a riascoltare la stessa lezione.

Max scopre così di poter riavvolgere il tempo per brevi periodi. Brevi ma sufficienti a cambiare qualcosa di fondamentale. Il come e perché abbiate acquisito questo potere è un mistero che probabilmente ci accompagnerà ancora a lungo nel corso dei vari episodi di Life Is Strange. Per ora sapete solo di poterlo fare e così cominciate a sperimentarlo nelle scelte di tutti i giorni, per aiutare i vostri amici o per farvene di nuovi, per ottenere le piccole cose di cui avete bisogno. Insomma, in Chrysalis il vostro potere non è ancora incisivo e non ne farete largo uso, impararete principalmente a gestirlo e a capirne i meccanismi con la promessa che le cose diventino più interessanti in futuro.

Accanto al vostro personale mistero, quello che vi ha trasformata in una macchina nel tempo umana, ne troviamo un altro. La scuola, il primo ambiente in cui vi troverete, è tappezzata da volantini riguardanti Rachel Amber. Sono ovunque e bussano alle porte della vostra immaginazione e del vostro intuito perché nel profondo sapete che devono voler dire qualcosa, devono essere lì per un motivo. Fortunatamente bastano pochi minuti di gioco per incontrare la persona che vi regalerà nuovi indizi: Chloe.

Di nuovo insieme

Life Is Strange Max e Chloe

Chloe Price non è una delle tante persone che incontrerete nel corso del gioco, Chloe è il vostro passato.

Cinque anni fa, prima che Max si trasferisse con i suoi genitori a Seattle, le due ragazze erano migliori amiche, unite da un legame tanto unico quanto forte, un legame che Max ha deciso di recidere non facendosi più sentire. Un duro colpo per la povera Chloe, ma un’occasione per noi.

Life Is Strange sembra infatti pronto a toccare le nostre corde più profonde proprio grazie a questo rapporto lasciato a metà e al tentativo, evidente, di ricucirlo per ricominciare là dove era stato interrotto. Insomma, uno dei protagonisti indiscussi di questo gioco è proprio il profondo legame tra le due ragazze che si ritrovano alla soglia dell’età adulta ad affrontare non sono i misteri che avvolgono Arcadia Bay, ma anche e sopratutto le loro divergenze e le loro scelte per poter scrivere finalmente il loro futuro, loro e della loro relazione.

Generazione S(elfie)

Life Is Strange generazione selfie

Max e Chloe però non sono le uniche ragazze che popolano la dettagliata e avvincente storia proposta da Dontnod Entertainment. Life Is Strange è una specie di melting pot dell’adolescenza, un mondo in cui si muovono e interagiscono diversi personaggi, ognuno con la propria personalità più o meno stereotipata. Ci sono i bulli, i secchioni, i geek, le cheerleader, i giocatori di football, i ragazzi ricchi e viziati, quelli quasi anonimi… E ognuno di loro ha le potenzialità per cambiare un po’ la vostra strada perché parlando con loro potrete trovarvi a prendere qualche decisione che influenzerà, anche solo di poco, il vostro futuro.

Life Is Strange quindi prova ad essere la fotografia di una generazione, quella dei selfie, degli smartphone, delle etichette, dei geek e degli appassionati di moda. Prova a regalarvi la brezza di tornare indietro nel tempo ed essere un adolescente di nuovo, con le ansie, le preoccupazioni, le paure di rimanere soli e di non riuscire a farsi degli amici.

Un tuffo nel passato che manipolerà, a modo suo, anche il vostro tempo.

Il risveglio

Life Is Strange Dontnod Entertainment

Il primo episodio di Life Is Strange si interrompe proprio quando le cose cominciano a farsi interessanti. Avete appena imparato ad usare al meglio il vostro potere, a valutare il peso delle scelte che fate, e, all’improvviso, i titoli di coda vi informano che per ora finisce qui. Un brusco risveglio per tutti visto che per un paio d’ore vi siete calati nei panni di Max fino a diventare un tuttuno con lei.

Purtroppo, o per fortuna, Dontnod Entertainment ha scelto la via del gioco ad episodi. Una novità rispetto al loro titolo precedente, Remember Me, da cui sembrano aver preso però parecchi spunti. La software house infatti ci ripropone una ragazza come protagonista, una ragazza per altro molto simile a Nilin, e le dona, di nuovo, la possibilità di giocare con il tempo. La sensazione di fondo è che i ragazzi del team si siano resi perfettamente conto di ciò che funzionava nel videogame precedente, tanto da voler ripercorrere questa strada rivisitandola in modo da adattarla alle proprie potenzialità ed esigenze. Il risultato è un titolo coinvolgente dotato di una narrazione di spessore che potrebbe persino fare scuola e accompagnato da personaggi ricchi di personalità e da un’atmosfera quasi unica ed ipnotica, resa ancora più evocativa dalla colonna sonora che finirà per suonare in loop nella vostra testa.

Life Is Strange non è un capolavoro, non ancora, non dopo un solo episodio, ma di sicuro sembra avere le carte in regola per stravolgere un po’ i giocatori e per dare una lezione a chi ancora dubita delle immense potenzialità narrative nascoste in un videogioco.