The Legend of Zelda è come uno di quei romanzi d’appendice che riescono a rapire il lettore senza scampo alcuno. Dopo aver letto il primo episodio – solitamente – non si vede l’ora di leggere anche tutti gli altri. Accade indicativamente così anche con questa serie che, dalla fine degli anni  ’80 ad oggi, è riuscita ad appassionare tante, troppe persone. Questo Nintendo lo sa bene e, insieme al lancio sul mercato di New Nintendo 3DS, ha deciso di fare un “dono” a tutti gli aficionados della serie: un bella versione HD (che tanto vanno di moda negli ultimi tempi) di The Legend of Zelda: Majora’s  Mask, l’episodio più dark e inquietante della serie e forse meno apprezzato dal pubblico. Majora’s Mask – il sequel di Ocarina of Time – ha fatto la sua prima apparizione su Nintendo 64 per poi approdare su Gamecube; da allora sono trascorsi ben 15 anni. Finalmente Nintendo ha deciso di ridare lustro a uno dei titoli più rari della serie The Legend of Zelda.

Ma andiamo per gradi. Noi lo abbiamo provato e ve lo raccontiamo con le consuete 5 parole: commedia dell’arte, cartavetrata, poliglotta, ricamo e raro.

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Commedia dell’arte

La commedia dell’arte è un genere di rappresentazione teatrale sviluppatosi in Italia verso metà del Cinquecento. La caratteristica principale della commedia dell’arte era l’utilizzo delle maschere: ogni maschera infatti raffigura un personaggio dalle caratteristiche ben delineate. Ricordate tutti Arlecchino, Pulcinella, Pantalone e Brighella, vero? Esattamente come avviene nella Commedia dell’Arte, anche in The Legend of Zelda: Majora’s Mask vi sono svariate maschere in grado di trasformare il giovane Link in variopinti personaggi. Ma partiamo da principio.

Il protagonista è come sempre Link il quale, dopo il primo incontro con il dispettoso Skull Kid, viene catapultato in mondo chiamato Termina e più precisamente nella città di Cronopoli. Purtroppo durante il viaggio spazio-temporale Link viene trasformato in un Deku. Spaesato e affranto, mentre si trova alla base della Torre dell’Orologio, Link incontra un venditore di maschere il quale si rende disponibile a farlo tornare alle sue sembianze originarie purché recuperi l’ocarina e la maschera di Majora. Tempo disponibile per questa operazione: 3 giorni.

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Una volta entrato in città il nostro eroe inizia a parlare con gli abitanti i quali svelano le vere intenzioni di Skull Kid (posseduto dalla malvagia maschera di Majora): scagliare la Luna contro il mondo Termina causandone così la distruzione totale. Tutto questo avverrà – guarda caso – entro 3 giorni. Il povero Link non ha altra scelta se non quella di accettare il compito affidatogli dal venditore di maschere anche perché ne andrebbe della sopravvivenza di tutta l’umanità.

Maschere e ocarina saranno i nostri migliori alleati. Con le maschere ottenute durante il viaggio vi trasformerete in veri e propri commedianti dell’arte. Per esempio, quando sarete un Deku potrete planare, quando invece vi trasformerete in un Goro potrete rotolare velocemente e trasportare barili esplosivi.

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Insomma, Link  non ce la potrebbe mai fare senza tutti questi suoi alter-ego. Altra compagna di viaggio assolutamente indispensabile – così come avveniva anche in Ocarina of Time – è per l’appunto l’ocarina. Utilizzandola infatti  potrete viaggiare indietro nel tempo, chiamare Epona, effettuare fast travel e tanto altro.

Carta vetrata

Vi ricordate il notevole numero di spigoli presenti nella versione per Nintendo 64 di Majora’s Mask? Ecco, scordateveli perché il team di Studio Grezzo – munito di un’ottima carta vetrata – ha eseguito uno splendido lavoro smussando gli spigoli dei lineamenti e dell’abbigliamento dei personaggi. Il lavoro del team però non riguarda solo l’eliminazione della “corrente cubista” a suon di carta vetrata ma vi è anche un’ottimizzazione delle texture che ora risultano essere nettamente più definite e dai colori sgargianti. Il lavoro di restauro ha “colpito” anche le forme di alcuni oggetti che ora rispecchiano maggiormente la realtà.

Majora’s Mask è ancor più bello se giocato su New Nintendo 3DS che, con il suo rinnovato 3D, è in  grado di regalare una profondità unica nel suo genere eliminando i fastidi causati dal suo predecessore.

Poliglotta

Chi, in passato, ha messo le mani su The Legend of  Zelda: Majora’s Mask sa  perfettamente di cosa sto parlando: questo gioco vi trasformerà magicamente in poliglotti. Dalla vostra bocca usciranno parolacce di ogni tipo, anche in cinese se potesse servire a sfogare la frustrazione accumulata. Si perché Majora’s Mask è difficile. Ci sono poche indicazioni su dove andare e cosa fare ma soprattutto poco tempo per svolgere tutti i compiti affidati; il fattore “tempo” penderà sulla vostra testa come una spada di Damocle. Come spiegavo prima, avrete tre giorni per completare il gioco, allo scadere del tempo andrete in contro ad un fallimentare game over.

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Grazie all’ocarina però avrete 3 soluzioni: tornare indietro nel tempo (esattamente all’alba del primo giorno), rallentare il tempo oppure andare avanti decidendo precisamente a quale orario trasferirvi. Ricordate che qualora decidiate di tornare all’alba del primo giorno perderete tutto il materiale di consumo (rupie, bombe, frecce, fagioli magici, ecc.) ma conserverete le maschere, le armi e gli oggetti speciali. Per le rupie, il mio consiglio è quello di depositarle in banca prima di suonare la Melodia del Tempo. Inizialmente questo meccanismo di gestione del tempo potrebbe risultare alquanto frustrante e infondere un po’ di ansia, ma dopo averci preso la mano tutto risulterà più facile (più o meno). Sappiate solo che ogni giorno accadono cose differenti, quindi assicuratevi di parlare con tutti i personaggi e in giorni diversi.

I dungeon presenti in Majora’s Mask sono solo quattro ma non temete: bastano e avanzano per continuare a mantenere in vita il poliglottismo.
Per farcela da soli (senza guardare i walkthough) bisogna ricordarsi che il gioco non è assolutamente lineare quindi dovrete cercare di pensare fuori dagli schemi. Perderete litri di sudore, ve lo assicuro.

Ricamo

Il ricamo viene utilizzato come ornamento per tessuti. Pensate quindi a Majora’s Mask come a un tessuto pregiato e a tutte le migliorie di contenuto come dei preziosi e rari ricami che rendono il gioco un prodotto portentoso.
Il primo ricamo è il “Diario dei Bombers”, taccuino sul quale vengono segnati tutti gli avvenimenti di Termina. L’aggiunta però non è automatica: dovrete girovagare e investigare parlando con le persone. Una volta che incapperete in un’indiscrezione, questa verrà aggiunta sul diario. Sarà indicato inoltre l’orario (oppure gli orari) in cui potrete agire. Quindi tenete sempre d’occhio il taccuino dei pestiferi Bombers.

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Il secondo ricamo, a differenza del gioco originale, vi permetterà di scegliere l’orario preciso in cui catapultarvi avanti nel tempo. Ciò vi permetterà di non girovagare inutilmente aspettando che sia l’ora giusta per affrontare gli eventi.
Il terzo ricamo sono i punti di salvataggio a forma di gufo, notevolmente aumentati di numero. Ringrazio il team di Studio Grezzo per la misericordia mostrata. Con così tanti punti di salvataggio ci saranno più possibilità di effettuare fast travel.
Quarto e ultimo ricamo, la possibilità di sfruttare i sensori di Nintendo 3DS per mirare. Quest’ultimo potrebbe non essere un ricamo apprezzatissimo da tutti i giocatori perché, fisicamente, non sempre si è nella posizione corretta per mirare finendo così per utilizzare lo stick analogico che la maggior parte delle volte andrà in conflitto con i sensori.
Tutte queste aggiunte migliorano la già difficile esperienza di gioco rendendola – anche se solo in minima parte – meno complessa.

Raro

Concludendo, The Legend of Zelda: Majora’s  Mask è un prodotto raro e prezioso in tutto e per tutto.  Non si è mai visto nella storia della saga un episodio così dark, disturbante e inquietante allo stesso tempo (io la risata di Skull Kid non la voglio mai più sentire. Giuro). Un videogioco raro che non è mai più stato replicato. Per rendere l’idea è paragonabile a Batman Begins di Christofer Nolan: com’è stata la reazione del pubblico nel vedere un Batman così dark? Ecco, la sensazione è più o meno la stessa. Majora’s Mask, vista la sua rarità, meritava assolutamente di splendere di luce nuova permettendo così a molti giocatori giovani oppure nostalgici di mettere le mani su un prodotto di valore e di qualità.
Se siete giocatori temerari, tuffatevi senza indugio nel mondo dark di Termina; se invece la pazienza non è il vostro forte, lasciate perdere perché la frustrazione potrebbe mettere a dura prova i vostri nervi. Qualunque tipo di giocatore voi siate – a mio avviso – credo che abbiate il dovere morale di provare questo piccolo capolavoro.

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