Che ci crediate o no, ci sono più persone che giocano a League of Legends che abitanti in Francia.

Per vedere fino a che punto si sia spinta l’umanità verso l’online multiplayer battle gaming, basta volare in Sud Corea, patria dell’eSport a livello professionale, dove durante lo scorso 2014 si è disputata la finale del Campionato Mondiale di LoL.

A documentare il tutto ci ha pensato VICE, con il documentario Millionaire Gaming Prodigies: Welcome to eSPORTS, che ci permette di seguire Matt Shea a Seoul per assistere alla preparazione e agli scontri dei migliori campioni di LoL.

Nel primo video,si può già sentire la vibrante atmosfera di attesa all’interno del Sangam Stadium, dove 65 mila persone (biglietti completamente sold out per assistere al 2014 World Championship di League of Legends) attendono l’inizio del torneo per tifare il loro progaming team preferito.

La  tanta attenzione dei tifosi e la stessa brama da parte dei pro-gamers è ben giustificata: non solo stiamo parlando di eSport, il quale sta diventando un lucroso business, ma in palio Riot ha messo ben  150.000 dollari, per il terzo e quarto classificato, 250.000 per il secondo e per il team che arriva sul gradino più alto del podio addirittura la cifra di un milione di dollari. Quindi a muovere i Campioni del mondo non è solo la gloria, ma anche i lauti premi previsti dal campionato.

Attenzione però, se questo primo aspetto della medaglia mostra lati solamente positivi (tanto che inizialmente si arriva a voler essere pro quanto questi gamers), il secondo video della VICE Series mostra già gli effetti collaterali del nuovo sport “estremo”; molti pro-gamer (o aspiranti tali ) sembrano essere finiti addirittura finiti in rehab.

Matt Shea ci porta quindi in un centro specializzato in reabilitazione, dedicato a coloro che hanno esagerato con il gaming e perso il contatto con la realtà al punto da aver bisogno di un neuropsichiatra.
Insomma, o si vince, o è probabile che qualcuno sviluppi una MOBA-addiction.

Non credete alle mie parole? Vi invito a guardare l’appassionante documentario di VICE.