Toni cupi, atmosfera dark e una smodata propensione alla violenza, una violenza esibita quasi con orgoglio e ben lontana dai più pacati concorrenti. Questo è Mortal Kombat X, ma soprattutto è il motivo per cui, fin dal primo trailer, ho guardato con scetticismo al titolo di NetherRealm. Dopo anni davanti ai cabinati di Street Fighter e altrettanti anni con un controller in mano e Tekken sullo schermo, l’ultraviolenza del gioco di Warner Bros. mi sembrava solo una scusa per nascondere l’incapacità del titolo di stare al passo con la concorrenza.

Non mi sono mai sbagliata tanto.

NetherRealm ha preso per mano un franchise che sembrava destinato a morire e l’ha accompagnato verso nuovi orizzonti di gloria, sfruttando i punti di forza del capitolo precedente per dare ai giocatori il titolo che meritavano e che tanto hanno atteso.

Flashback

Uno scambio di battute, un elicottero che precipita et voilà! Siete già pronti ad entrare nel vivo dell’azione mettendovi nei panni di Johnny Cage che dovrà farsi strada fino al Tempio del Cielo di Raiden per sconfiggere Shinnok.

Comincia così Mortal Kombat X, con gli avvenimenti consumatisi molti anni prima dove trovano spazio personaggi storici come il già citato Raiden, Scorpion, Sub-Zero, Sonya Blade e Jax. Pochi minuti per raccontarvi tutto quello che dovete sapere sul passato prima di catapultarvi nel presente, un presente che vede di nuovo Shinnok pronto a conquistare il Regno della Terra. Ad opporsi questa volta però troverà soprattutto i figli e i discepoli dei suoi vecchi nemici: Cassie Cage, Takeda Takahashi, Jacqui Briggs e Kung Jin.

Spazio quindi alle nuove generazioni e ai continui flashback che vi consentono di saperne di più su di loro, ma anche sui loro mentori e sui vostri avversari. La storia, divisa in 10 capitoli, si presenta quindi come un continuo salto nel tempo che vi permette di lottare con personaggi differenti esplorandone gli stili, i punti di forza e i limiti.

Il risultato è un single player solido, appassionante e divertente che ha come unico neo la longevità. Vi basteranno infatti 4-5 ore per concludere senza troppi intoppi la modalità Storia, cosa che vi lascerà un po’ con l’amaro in bocca anche se, lo confesso, aggiungere scontri e allungare la vicenda narrata da NetherRealm avrebbe facilmente reso il tutto un po’ troppo lento.

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Polpastrello

Calci volanti, montanti, pugni a raffica… Il gameplay di Mortal Kombat rimane naturalmente ancorato alla classicità sia del genere che della serie, riproponendo per esempio le tanto amate Fatality e Brutality, con cui smembrare gli avversari a fine match, e la tanto amata barra X-Ray che una volta riempita vi consente di attaccare l’avversario riducendo in modo determinante la sua salute.

Ottime poi la fisica, che dona realismo agli scontri, e l’interazione ambientale che vi permette di sfruttare a vostro vantaggio alcuni elementi dello scenario. Potrete quindi lanciare barili agli avversari, sfruttare i rami degli alberi per avere più slancio o scagliare una tenera vecchietta contro il vostro avversario. Il tutto naturalmente all’insegna della spettacolarità e della già citata ultraviolenza, marchi di fabbrica del franchise che sì, inizialmente potrebbero farvi storcere il naso, ma poi non faranno che aumentare il vostro grado di divertimento spingendovi a sperimentare più combinazioni più possibili e a consumare i vostri cari polpastrelli.

Watchmen

Uscito nel 2009 e ispirato all’omonima serie di fumetti, Watchmen è un film ambientato negli anni ’80 che ha come protagonisti un manipolo di ex-eroi privi di poteri ma in compenso pieni di nevrosi. Il lungometraggio di Zack Snyder si distingue per l’estrema fedeltà alla graphic novel originaria il che significa sesso, violenza e un deprimente senso di disfatta. Il tutto veicolato dalla scelta di toni cupi capaci di far sentire lo spettatore perennemente in pericolo e costantemente circondato dalla morte.

Mortal Kombat X mi ha trasmesso proprio questo. Il deserto, la giungla, il Regno Occulto: ovunque vi troverete sarete circondati dalla stessa identica atmosfera. Un lavoro eccellente e perfettamente in linea con lo spirito di un franchise votato all’ultraviolenza.

Ma la grafica del nuovo capitolo di MK non è solo sangue e brutalità. Tecnicamente il titolo risulta curato nei dettagli con personaggi ben caratterizzati tanto nell’aspetto quanto nello stile di combattimento, animazioni piuttosto fluide e fondali stupendi. Ciliegina sulla torta sono i costanti 60 frame al secondo uniti ai 1080p.

Highlander

Quattro ore è il tempo che vi serve per completare la modalità Storia. Una durata irrisoria se pensiamo ad altri titoli ma tutto sommato giustificata dal fatto che qui, il single player, è solo un piccolo tassello in quel puzzle che è Mortal Kombat X.

Conclusa infatti la campagna principale, avrete a disposizione moltissime modalità che vi permetteranno di godere a pieno di questo titolo. Si va dai classici scontri 1 vs 1, che possono svolgersi online, in locale o contro l’intelligenza artificiale, all’allenamento, dalle Torri, dove dovrete sconfiggere i nemici per giungere fino in cima, alle missioni dedicate alla Fazione, fazione che sceglierete all’inizio del gioco e per cui guadagnerete punti ogni volta che concluderete uno scontro. Originale poi la modalità Re della Collina, che vi catapulterà in una stanza dove dovrete pazientemente attendere il vostro turno per sfidare il campione in carica; se vincerete diventerete voi l’uomo da battere, altrimenti dovrete andarvene a testa bassa dopo che gli altri giocatori in attesa avranno dato un voto alla vostra performance.

Volete organizzare qualcosa di più complesso o conoscere nuovi giocatori? Niente di più facile. Potete infatti entrare nelle Stanze per cercare nuovi amici ed avversari.

Mortal Kombat X promette quindi di regalarvi ore ed ore di divertimento, proponendovi una vasta gamma di opzioni tra cui scegliere per evitare di farvi cadere nel tunnel della noia. Unica pecca purtroppo rimane il netcode; il matchmaking è piuttosto veloce ma lag e desync sono più frequenti di quanto vorremmo, soprattutto in un gioco dove bastano pochi secondi per finire smembrati dall’avversario.

Quitality

Vi siete allenati, avete combattuto con onore, avete fatto sfoggio di tutte le combo e le mosse speciali che avete imparato. State per vincere. È a questo punto che succede l’imprevedibile: il vostro pusillanime avversario se ne va prima della fine.

Purtroppo per lui i codardi non hanno vita facile nel nuovo capitolo di MK. Il rage quit viene punito con una Quitality. La testa del vostro avversario esplode e voi venite premiati con una Flawless Victory.

La Quitality è una novità, un esempio di come i NetherRealm abbiano saputo coniugare tradizione ed innovazione regalandoci un titolo dalla longevità estrema, in grado di intrattenerci per mesi grazie alla varietà di modalità, variazioni e missioni per la Fazione che riesce a regalarci. Insomma, Mortal Kombat X, nonostante qualche difetto come la scarsa longevità del single player e i pochi personaggi e arene a disposizione, si è rivelato un must-buy per tutti i fan dei picchiaduro a incontri.

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