È la prima ed ultima volta che Batman sbarca su next gen e lo fa con il botto. Il Cavaliere Oscuro ritorna in Batman Arkham Knight: una nuova ed esplosiva avventura; esplosiva come le presentazioni di Rocksteady Studios a cui abbiamo assistito in passato.
A un primo sguardo poco attento potrebbe sembrare il “solito” Batman; mi dispiace contraddirvi, non è proprio così e ve lo spiego utilizzando le nostre consuete 5 parole: reumatismi, immenso, upgrade, WWII e obbligo.

Reumatismi

Gotham City è una città buia in cui piove, sempre. Piove talmente tanto che sarebbe in grado di far venire i reumatismi anche a un giovincello in piena salute. Oltre alle condizioni meteo avverse, questa metropoli – chissà perché nella mia mente somiglia molto a Detroit – è un covo di cattivi in maschera che di volta in volta si organizzano per fare di Gotham la propria roccaforte del crimine.

È passato un anno dagli avvenimenti di Arkham City e tutto sembra tacere. Dopo la morte – e la cremazione – di Joker tutti si aspettavano spietate lotte di potere tra i cattivi di Gotham ma nulla avvenne. Il crimine andò scemando lasciando quel sottobosco di malefatte che regna in tutte le città del mondo (anche quelle vere). Le acque sembravano essersi calmate e Batman si è ritirato nelle sue caverne in attesa che qualcosa accadesse.

La notte di Halloween qualcuno si sveglia. Si tratta dello Spaventapasseri il quale decide di colpire con il suo famigerato gas: un atto terroristico in grande stile, subito rivendicato. “Gotham, questo sarà l’unico avvertimento.

Un’evacuazione di massa colpisce così una Gotham già affetta da gravi reumatismi (mi domando se non sia sempre colpa della pioggia). La città si svuota in una sola notte: gli unici “cittadini” rimasti sono i criminali. Pesci piccoli e pesci grossi tutti immersi nello stesso acquario malandato e putrido.

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In Batman Arkham Knight l’antagonista principale non sarà solo lo Spaventapasseri, che non spaventa solo i passeri, ve lo assicuro. Viene introdotta anche una misteriosa e spietata new entry che si fa chiamare il Cavaliere di Arkham. All’apparenza sembra una versione un po’ “sfigatella” di Batman: stessa “maschera”, niente mantello e la voce ricreata da un sintetizzatore vocale. Ma chi diavolo è questo Cavaliere di Arkham che, stando alle ricerche del fido Alfred, al manicomio di Arkham non è mai stato rinchiuso?

Come sempre l’unico in grado di fermare questi loschi figuri – sia per mezzi, sia per forma fisica – è Batman. In questo ultimo episodio della serie, però, il buon Batman sembra soffrire di “reumatismi”. Scherzi a parte, finalmente emergono le debolezze psicologiche del facoltoso Bruce Wayne: le sue più profonde paure affiorano, i suoi errori presenti e passati demoliranno le relazioni con amici e compagni di avventura. Finalmente una trama profonda e introspettiva in grado di coinvolgere il giocatore come avviene nei migliori romanzi gialli. Chi è il Cavaliere di Arkham? Perché somiglia così tanto a Batman? Perché conosce tutte le mosse del Cavaliere Oscuro? Tante domande accompagnate da altrettanti colpi di scena che non vi svelerò.

Sappiate solo che Joker farà ritorno a modo suo (non era stato cremato per sicurezza?) sotto forma di allucinazione. Accompagnerà Batman durante tutto il gioco, come un perfido grillo parlante; la sua lingua tagliente ricorderà a Batman tutti gli sbagli commessi sbeffeggiandolo di volta in volta. Perché compare Joker? Non ve lo svelo. Giocatelo e lo scoprirete da voi.

Immenso

Graficamente impressionante, questo Batman Arkham Knight sa il fatto suo. Sia i personaggi sia le ambientazioni sono perfettamente realizzate senza sbavature e, se ci fate caso, non troverete caricamenti: evidentemente Rocksteady Studios ha fatto voto di fluidità spremendo fino all’osso Unreal Engine 3. I caricamenti infatti sono mascherati da cut scenes ottimamente orchestrate: per esempio quando entrare in un ambiente chiuso come la Torre dell’Orologio (nascondiglio del nostro eroe) non vi accorgerete di nulla.

Gotham City nonostante il degrado, è una città splendidamente ricreata, armoniosa ma soprattutto immensa. I neon colorati (tipici delle città asiatiche) uniti all’oscurità di Gotham, renderanno la metropoli, che si estende a perdita d’occhio, in un luogo assolutamente suggestivo. Rimarrete a bocca aperta.
La mappa è pressoché tre volte più grande se paragonata a quella di Akham Origins (l’ho già detto che è immenso?) ma soprattutto è molto varia: palazzi diversi tra loro, ponti, strade sopraelevate, parcheggi multipiano. Vi darà l’illusione di muovervi in una città reale.

Immenso è anche il numero di quest secondarie: più o meno 15 tipologie diverse.
La modalità storia infatti corrisponde a circa al 35% del gioco (quasi 15 ore). Sto a fare i calcoli, ma la longevità è assolutamente soddisfacente. Io lo chiamerei “un buon investimento”.

GamesPrincess_BatmanArkahmKnight_Combattimento

Upgrade

Il gameplay ha subito una sorta di upgrade. Non è stato stravolto ma arricchito anche perché partiva già da una ottima base. Il vero upgrade sta nel sistema di combattimento che richiede abilità e buona memoria. L’opzione “botte da orbi” non è quasi mai la soluzione giusta. I nemici spesso sono armati di innocue armi bianche oppure fatali armi da fuoco, indossano corazze o scudi, utilizzano spade da samurai oppure hanno le mani elettrificate. Vi assicuro che – con ognuno di questi – dovrete utilizzare un approccio diverso altrimenti la conclusione sarà sempre la stessa: la disfatta più totale.

In altri tipi di combattimenti – così come nei precedenti episodi – vi ritroverete in ambienti molto grandi in cui sarà necessario un approccio più stealth ma soprattutto tattico. Anche in questo caso a voi la scelta: potete utilizzare i sofisticati gadget come il sintetizzatore vocale per fingervi il capobanda e dare comandi a assurdi scagnozzi in modo da attirarli verso la vostra trappola, disattivare temporaneamente le loro armi con il disturbatore, oppure utilizzare il rampino per stordire i “nemici elettrificati”. La varietà è ampia e di certo non vi annoierete. Se riuscirete a superare le prime ore di gioco che, più o meno, fungono da tutorial, il resto vi sembrerà un gioco da ragazzi.

Non dimentichiamoci inoltre dell’introduzione della Batmobile che, già dal giorno del suo annuncio, ha promesso grossi cambiamenti. Sicuramente regala un po’ di brio al gameplay quando viene utilizzata per risolvere dei puzzle ben congegnati: solleva ascensori, abbatte muri oppure mette KO nemici. Assomiglia molto al KITT di Supercar: può essere chiamata e comandata a distanza per trarre in salvo Batman nei momenti di difficoltà.
Per il resto, la sua integrazione nel gioco fa acqua da tutte le parti.

GamesPrincess_BatmanArkahmKnight_Batmobile

WWII

La Batmobile è un’auto per pochi: solo imprenditori ricchi e dediti al travestimento la possono possedere. Peccato che non sia una vera e propria figata: la pressoché totale ingovernabilità vi farà talvolta imprecare. Ma andiamo con ordine. Ci troveremo a comandare un mezzo ibrido: auto ma anche tank. In modalità auto potremo raggiungere quasi ogni parte della città (ma perché mi chiedo io, era così bello planare su Gotham City), in modalità tank invece verremo catapultati nella WWII. Spesso e volentieri infatti dovremo affrontare orde di tank-droni avversari che potranno essere abbattuti solo dalla nostra Bat-tank-mobile. Per governare al meglio i due mezzi bisogna utilizzare intricate combinazioni di tasti e se per caso non giocate da qualche giorno – per impegni vari ed eventuali – le probabilità di finire in fondo al mare sono molto alte.
A differenza dei normali carri armati però il tank di Batman è in grado di spostarsi in tutte le direzioni molto agilmente… almeno quello.
Che dire, le tre battaglie tra mezzi cingolati di El-Alamein non sono nulla a confronto. Per chi non è avvezzo all’arte della guerra, questi scontri tra mezzi e tank saranno di una noia mortale. Purtroppo non sono skippabili. Direi quindi che l’introduzione della Batmobile è quasi una forzatura ed è alquanto deludente.

GamesPrincess_BatmanArkahmKnight_VistaSuGotham

Obbligo

Nonostante qualche imprecisione – la Batmobile – Batman Arkham Knight è una degna conclusione della saga. Il comparto narrativo è da 10 e lode soprattutto perché è stato capace di mettere in evidenza gli aspetti psicologici non solo del Cavaliere Oscuro ma anche di chi gli sta attorno. La spettacolarità che regala è degna dei colossi hollywoodiani e sono sicura che non ne rimarrete delusi.
Se siete amanti della saga sarà per voi un obbligo giocarci; se invece siete novizi e non avete mai giocato in vita vostra a nessuno dei capitoli precedenti (chiedete scusa per favore), correte a recuperarlo perché potrà donarvi molte ore di puro divertimento.

Ciao Batman, mi mancherai.

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