Dopo ben 15 anni di restrizione totale, oggi il Ministero della Cultura cinese apre le porte al commercio e alla produzione videoludica di console su scala mondiale.

Bannati per la paura di un effetto disastroso sullo sviluppo mentale dei bambini, oggi i dispositivi elettronici avranno finalmente un accesso globale. Una lieve apertura la si era già notata l’anno scorso, quando la Cina ha esentato un’area di 11 miglia quadrate a Shanghai da queste restrizioni per permettere a sviluppatori e programmatori di operare nel settore. Tutto ciò comunque con grande fatica per i responsabili, i quali hanno dovuto stipulare contratti per la costruzione di nuovi impianti di produzione nella zona e hanno dovuto ottenere l’approvazione per la vendita di console legalmente, garantendo l’ispezione regolare per ogni prodotto immesso nel mercato.

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Tali restrizioni, però, saranno finalmente un ricordo per tutto il popolo cinese e una prova ulteriore di come la cultura videoludica e tecnologica stia finalmente cambiando le menti delle nuove generazioni. Niente più paure inconsce, nè fobie di prodotti sconosciuti, bensì una cultura che sta aprendo sempre più gli occhi all’importanza di tale mondo e al suo impatto, sociale ed economico, sul mercato.

E voi? Cosa ne pensate? In che modo influirà questo grande passo sociale?

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