Quando ho visto il trailer di Lifeless Planet mi sono subito convinta – non so perché – che mi sarebbe piaciuto: scenari desolati avvolti dal mistero, americani contro russi divisi da una “Guerra Fredda” senza confini in grado di continuare e espandersi addirittura nello spazio. Le premesse mi avevano fatto ben sperare.

Lifeless Planet – titolo che ha preso vita grazie alla generosità degli utenti di Kickstarter – è un videogioco di esplorazione e di… boh (?!).

Impersonerete un astronauta americano atterrato su un pianeta, che sarebbe dovuto essere lussureggiante e abitabile. Dopo essersi schiantato con la sua navicella, il nostro eroe inizia a cercare i membri dispersi dell’equipaggio. Più vaga e più si rende conto che potrebbe trattarsi di un inganno bello e buono. Ma con quale scopo? Vi ritroverete soli a vagare per lande immense, desolate, in cui l’unica cosa che vedrete è della sterile sabbia.

Improvvisamente però scoprirete che il pianeta, era stato colonizzato da alcuni cittadini della “Grande Madre Russia”, ancora in lotta contro la supremazia americana. Incapperete – sempre soli come i peggio forever alone – nel loro insediamento. Da qui in poi vi accorgerete che il pianeta è disseminato di laboratori abbandonati e forse infestati dai fantasmi del passato, portali alieni e strutture atte a distribuire l’energia necessaria per far sopravvivere gli abitanti. Ma non solo, ci sono anche delle creature aliene non proprio amichevoli. Una storia che trae profonda ispirazione dai vecchi romanzi di fantascienza ma che alla fine non arriva da nessuna parte. Troppi elementi e poco sviluppati.

Dato che il gioco non ha molto da offrire, non vi spoilerò oltremodo la storia. Sappiate solo che sul finale, il nostro eroe attanagliato dalla solitudine inizierà a guardarsi dentro. La storia così avrà una brusca virata introspettiva.

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Il gameplay è molto semplice: saltare e poi saltare e poi ri-saltare ancora. No, non è Super Mario. In poche parole, per proseguire nel gioco, dovrete saltare da una piattaforma all’altra e – quando il jetpack sarà carico di gas – potrete addirittura calibrare l’altezza del salto. Nulla di nuovo, nulla di innovativo anzi un po’ noioso e monotono.
A metà del gioco viene introdotto un braccio meccanico che vi aiuterà a risolvere alcuni banalissimi enigmi che – a dir la verità – non avrei nemmeno il coraggio di chiamarli così.
I combattimenti non esistono (vedi Journey).

Il nostro eroe inaspettatamente attraverserà svariati tipi di ambientazioni. Dopo la sabbia, esplorerete dei vecchi laboratori sovietici, poi ancora altra desolazione e, per non farci mancare nulla, faranno la loro comparsa anche lava e oasi.

Insomma, Lifeless Planet è un vero e proprio guazzabuglio in cui si mescolano ambientazioni completamente discordanti tra loro. Se poi ci aggiungiamo anche un gameplay monotono e dei comandi assolutamente indisciplinati ne viene fuori un gioco frustrante e poco accattivante.

Peccato perché, come vi anticipavo prima, Lifeless Planet prometteva bene. Se solo lo sviluppatore non avesse voluto buttare “tutte le sue conoscenze” in un unico calderone forse il risultato sarebbe stato di gran lunga migliore e invece ha perso la bussola.

Il prezzo su Xbox One  non è dei più economici: 19.90.

Non saprei se merita il vostro denaro.

E’ disponibile sia per PC sia per Xbox One.

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