Vi sei mai soffermati a pensare, almeno una volta nella vostra vita, all’importanza e al peso delle azioni e delle parole che usiamo? La loro imponenza, il momento psicologico e temporale in cui queste vengono esternate, le conseguenze di determinati avvenimenti?

A meno che non siate degli individui particolarmente ed estremamente fortunati – al limite del profetico – vi sarà capitato molto probabilmente, almeno una volta, di vivere un’esperienza particolarmente rilevante, tanto da lasciarvi perplessi e turbati per un certo periodo di tempo. Quante volte, in quelle occasioni, vi siete domandati “E se avessi reagito diversamente? E se avessi risposto di no? E se le cose fossero andate diversamente?“. Il cosiddetto “effetto farfalla“, coniato dal matematico e meteorologo Edward Norton Lorenz, secondo il quale “il battito delle ali di una farfalla in Brasile possa scatenare un tornado in Texas“, o, in poche parole, di come un piccolissimo avvenimento, anche minimo, possa causare ed influire su di una catena di altri eventi, fino addirittura a scatenarne uno devastante.

Ebbene, il tema del cambiamento, della scelta e delle conseguenze legate ad essa è uno dei più gettonati sia in campo letterario che cinematografico. Ma nemmeno il mondo videoludico si esime da tematiche di tale tipo, dando sfoggio, ancora una volta, delle incredibili capacità narrative e creative di questo media innovativo. Esaminato e rappresentato più volte, l’effetto farfalla è stato oggetto essenziale di moltissimi titoli che hanno appassionato milioni e milioni di giocatori, tanto da tenerli attaccati allo schermo curiosi di sapere il susseguirsi degli eventi della storia.

Ed ecco che oggi vi presentiamo ben 5 titoli videoludici “provocati” dal famoso effetto farfalla.

The Walking Dead

Se c’è un titolo che, non tanto temporalmente, ma per impatto mediatico, ha fatto da “pioniere” ai videogiochi ad effetto farfalla è The Walking Dead, gioco di ruolo ed avventura ambientato nella più classica delle apocalissi zombie.

Il titolo, targato Telltale Games, madre di molti altri titoli con lo stesso format, si basa su due stagioni da cinque episodi l’una e ci proietta in Georgia durante lo scoppio e la diffusione di una terribile epidemia zombie. Chiunque venga morso o semplicemente muoia, ritorna in vita sotto forma di non morto e senza alcuna speranza di guarigione. I protagonisti dell’avventura sono un gruppo di personaggi dalle storie e caratteri del tutto differenti, capitanati dal protagonista, Lee Everett, un docente universitario condannato per un presunto omicidio, il quale incontrerà e si prenderà cura di una piccola bambina orfana di nome Clementine. Il compito involontario che il protagonista si assume diventerà così il suo unico monito di redenzione, spingendolo ad attraversare in lungo e largo il Paese, pur di mettere in salvo la sua piccola compagna di viaggio e proteggerla dalla terribile sorte che circonda i pochi superstiti rimasti.

GamesPrincess_TheWalkingDead

Ma a rendere lo scenario ancora più instabile e pericoloso non è soltanto l’orda di zombie che dilaga in tutto il mondo, bensì lo svolgimento dell’avventura stessa, basata sostanzialmente sulle scelte che, più frequentemente di quanto immaginiamo, ci si porranno davanti e che dovremo inevitabilmente prendere. Ed in questo The Walking Dead è un vero e proprio maestro: non importa che vogliate rimanere neutri e non schierarvi con nessuno, il gioco prima o poi vi imporrà di farlo, prima con leggeri e lievi segnali e, quando meno ve lo aspettate, con eventi improvvisi che vi metteranno davanti ben poche possibilità di scelta. E più queste si faranno ardue, più il tempo a disposizione per agire o dare un risposta sarà breve, limitandovi certe volte a farvi dare una lettura veloce e a premere il primo pulsante disponibile pur di agire entro i secondi rimasti.

Aiutare un amico infetto o lasciarlo morire, fidarvi o negare l’aiuto ad uno sconosciuto per strada, perfino prendere un oggetto o affidare un compito ad un personaggio rispetto ad un altro, saranno scelte fondamentali in questo gioco, elementi basilari dell’effetto farfalla. Nulla è lasciato al caso e ogni dettaglio ed ogni scelta influiranno positivamente o negativamente sul numero totale di individui che alla fine del gioco riusciranno a sopravvivere.

Until Dawn

Se il titolo precedente è stato il precursore dei giochi basati sulle scelte dei giocatori, Until Dawn è, invece, il titolo più recente a metter in atto letteralmente le dinamiche dell’effetto farfalla.

Distribuito nemmeno un mese fa (il 26 agosto) esclusivamente su PlayStation 4, il titolo targato Supermassive Games fa della teoria di Lorenz il fulcro fondamentale di tutto il suo svolgimento. Il survival horror si apre in uno chalet di montagna dove un gruppo di dieci ragazzi si riunisce annualmente per una vacanza invernale. Durante l’ennesimo pernottamento, alcuni di loro decidono di mettere in scena uno scherzo di cattivo gusto, il quale, però, si rivelerà mortale per le due gemelle impegnate nella vicenda. Un anno dopo il fratello delle defunte decide suo malgrado di organizzare nuovamente una vacanza nello chalet, in onore dei vecchi tempi e per riallacciare le vecchie amicizie. Tuttavia i nostri protagonisti si imbatteranno, fin dai primi istanti di gioco, in strani e paranormali avvenimenti (sparizioni, inseguimenti, torture ed omicidi) e in figure misteriose e mostruose che li perseguiteranno durante tutto il corso dell’avventura, rendendo il pernottamento non del tutto piacevole.

Mostrandoci alternativamente i punti di vista degli otto personaggi e le loro reciproche relazioni con gli altri componenti del gruppo, Until Dawn ci metterà letteralmente faccia a faccia con le dinamiche dell’effetto farfalla, portandoci a scegliere fin da subito quali comportamenti assumere e quali risposte preferire. A condire l’esperienza di inquietudine e mistero sarà anche l’aggiunta di un tenebroso psicologo, il quale, alla fine di ogni capitolo, ci porrà alcune domande, facendoci scegliere tra alcuni ideali, alcune fobie e perfino chiedendoci di esprimere la nostra preferenza nei confronti di determinati personaggi. Il tutto, ovviamente, per ripresentarcelo diabolicamente in secondo luogo sotto forma di scelta da intraprendere.

LEGGI ANCHE: Until Dawn – Recensione in 5 parole

GamesPrincess_UntilDawn_storia

Ma ciò che ha reso Until Dawn uno dei titoli più acclamati e desiderati del periodo è proprio l’infinità libertà lasciata al giocatore e la possibilità di poter far accadere di tutto. Potremo, infatti, finire il titolo con tutti ed otto i protagonisti sopravvissuti o decidere di non farne resistere neanche uno. Ad aiutare il giocatore saranno, inoltre, alcuni totem, oggetti collezionabili che mostreranno determinati eventi futuri che possono o non possono verificarsi, in base alle nostre decisioni. Ogni scelta, ogni evento apparentemente marginale, ogni risposta provocherà, quindi, a sua volta un determinato avvenimento, che verrà scandito con un’animazione di alcune farfalle e ci indicherà l’importanza di quella determinata scelta.

Miscelando insieme inquietudine, ansia ed mistero, Until Dawn vi trascinerà nel vortice infinito dell’effetto farfalla. Sarete capaci di prevenire eventi disastrosi o le scelte che prenderete si riveleranno mortali?

Heavy Rain

Un altro titolo che ha fatto proprie le caratteristiche intrinseche dell’effetto farfalla è Heavy Rain, il thriller noir di Quantic Dream pubblicato nel 2010 per PlayStation 3.

Il gioco, che fonde elementi polizieschi ed investigativi, si apre sulla vita solare e felice del protagonista, Ethan Mars, padre di famiglia brutalmente coinvolto in una tragedia senza fine. Un giorno, infatti, durante la gita ad un centro commerciale, uno dei due figli, Jason, viene tragicamente investito da una macchina, morendo sul colpo, mentre il protagonista finisce in coma per sei mesi nel tentativo di salvarlo.

Al suo risveglio la vita di Ethan precipita vorticosamente: la moglie chiede il divorzio, si trasferisce in una piccola e malfamata casa e soffre di terribili attacchi d’ansia che gli impediscono di agire lucidamente e che gli portano via la memoria durante i suoi momenti di “blackout”. Ad aggravare la situazione è la successiva scomparsa del secondo figlio, Shaun, misteriosamente rapito dal presunto “killer degli origami“, un assassino che da anni periodicamente terrorizza la città rapendo bambini dai 9 ai 13 anni, che vengono ritrovati morti dopo quattro o cinque giorni, spesso annegati e con un origami nella mano.

GamesPrincess_HeavyRain

L’avventura di Ethan diventerà, dunque, un conto alla rovescia nella speranza di salvare la vita del suo unico figlio rimasto, seguendo gli indizi che l’assassino lascia di volta in volta e mettendo a rischio la propria vita pur di uscire da questo incubo. L’avventura si svolgerà secondo determinati capitoli e permetterà ai giocatori di impersonare differenti personaggi che gireranno tutti intorno alla vita del protagonista e che andranno a completare il fitto puzzle di indagine della trama.

Come i titoli già citati, anche Heavy Rain presenta un sistema di gioco incentrato completamente sulle scelte da compiere, che siano banali e semplici, come bere o meno un bicchiere d’acqua, o cruciali e importanti, come seguire una pista o sacrificare qualcosa. Ogni decisione ci porterà sempre davanti ad un evento, negativo o positivo che sia, causato dalle nostre scelte precedenti e, anche stavolta, queste influenzeranno la vita e la morte di determinati personaggi ma soprattutto la salvezza del piccolo Shaun.

Niente in Heavy Rain sarà marginale e tutto ciò che sceglieremo farà pendere il destino dei personaggi verso una direzione piuttosto che un’altra, influenzando successivamente, evento dopo evento, la catena di avvenimenti futuri.

Life Is Strange

E dal thriller ansiogeno torniamo, invece, sui banchi di scuola con Life Is Strange, avventura grafica interattiva targata Square Enix e sviluppata dal team Dontnod Entertainment.

Il titolo, diviso in cinque capitoli (quattro dei quali già rilasciati in versione digitale), illustra la storia di Max, studentessa diciottenne dell’Oregon che scopre casualmente di possedere il dono di riavvolgere il tempo a suo piacimento. Durante il suo anno scolastico la ragazza decide, così, di impiegare i suoi poteri per prevenire ed evitare il verificarsi di tragici eventi all’interno della sua scuola, finchè non viene a conoscenza della sparizione di una cara amica: Rachel Amber. Grazie all’aiuto della compagna Chloe, la protagonista si metterà così alla ricerca della ragazza scomparsa, sfruttando il proprio dono per scoprire l’identità del presunto rapitore. Strettamente collegata alle abilità di Max è la sua passione per la fotografia che, tramite le diapositive che ella troverà nel corso della storia, farà da mezzo intermediario durante i suoi viaggi nel tempo, innescando i suoi stessi poteri.

LEGGI ANCHE: Life Is Strange – Episodio I in 5 fotografie

GamePrincess_LifeIsStrange

Come gli altri titoli già menzionati, anche Life Is Strange ha una stretta relazione causa-effetto dovuta proprio alla possibilità da parte del giocatore di tornare indietro nel tempo tutte le volte che preferisce per poter cambiare il corso delle azioni. Tuttavia, questo viaggio non sarà gratuito e più Max ne usufruirà più il suo corpo risentirà della pesantezza dell’avventura. Ogni azione eseguita, ogni scelta presa tenderanno a modificare non solo il passato ma anche tutti gli avvenimenti futuri, presentando a Max e al giocatore stesso realtà alternative a quella già vissuta. Starà, dunque, a noi decidere quale percorso e quale realtà intraprendere, cambiando inesorabilmente il corso delle azioni al fine di salvare la ragazza scomparsa misteriosamente.

Farhenheit

Ed a chiudere il cerchio dei giochi ad effetto farfalla è Farhenheit (Indigo Prophecy in America e Canada), thriller psicologico realizzato dallo stesso studio di produzione di Heavy Rain e suo predecessore.

Rilasciato nel lontano 2005 su Xbox, PlayStation 2 e PC, il titolo si apre immediatamente in medias res a New York, dove, nei bagni di una tavola calda, si risveglia Lucas Kane, protagonista e normale cittadino che scopre di aver appena ucciso un uomo. Così come il capitolo successivo, anche in Fahrenheit i giocatori impersoneranno diversi personaggi, seguendo le orme di due investigatori, inviati a svelare proprio l’identità dell’assassino della tavola calda, e quelle del protagonista, intento nello scoprire strani avvenimenti paranormali e allo stesso tempo nascondersi dalla polizia.

GamesPrincess_Fahrenheit

Fondendo elementi di esplorazione e quick time event, anche questo titolo baserà la sua trama, a finali alternativi, sulle scelte prese dal giocatore durante i dialoghi o durante le azioni che egli prenderà. A rendere più impegnativa l’avventura è il fattore d’ansia dei singoli personaggi che l’utente dovrà sempre tenere d’occhio e che influenzerà negativamente o positivamente il proseguire della storia, portando perfino alla fine prematura del gioco. Così come in Heavy Rain, questo titolo metterà il giocatore davanti a scelte critiche che parteciperanno a caratterizzare in un senso o in un altro l’avventura e il comportamento dei personaggi coinvolti, rendendoci completamente attivi e artefici della trama.

Questi erano i 5 videogiochi basati sull’effetto farfalla, meccanismo tanto incantevole quanto pericoloso che coinvolge chiunque entri nel suo vortice. Nessuno sfugge al verificarsi delle cose ma tutti possiamo sempre scegliere. E’ questo ciò che i videogiochi di questo tipo vogliono mostrarci, metterci sempre in mano una scelta, darci la possibilità di prendere una decisione quando non sempre ci sentiamo capaci di farlo.

E voi? Avete giocato alcuni di questi titoli? Avete provato lo stesso senso di smarrimento o vi siete divertiti a fare le scelte più improbabili?

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here