Dishonored, titolo uscito nel 2012 e sviluppato dai ragazzi di Arkane Studios, è stato uno dei titoli più apprezzati della scorsa generazione, tanto da spingere Bethesda a pubblicare la Dishonored Definitive Edition, una versione graficamente migliorata (che si aggiunge a una già lunga lista di remasterd), all’interno della quale riprenderemo i panni di Corvo Attano, guardia personale della regina ingiustamente accusata dell’assassinio di quest’ultima e del rapimento della figlia Emily. Il nostro compito sarà quindi scoprire, con l’aiuto di un gruppo di lealisti, dove è nascosta Emily e chi sono gli artefici del colpo di stato.

In attesa del secondo capitolo quindi Bethesda sceglie di dare a tutti l’opportunità di mettere le mani su questo eccellente titolo con una voce rimasterizzata che però non è in grado di aggiungere niente di più ad un gioco già di per sé eccellente. Il perché? Ve lo spiego subito.

3 anni e non sentirli

Lo so, qui si potrebbe obiettare che 3 anni non sono un periodo lungo. In generale è vero, ma il mondo dei videogames e i gusti dell’utenza, si sa, sono spietatamente mutevoli e per un gioco come Dishonored, dal particolare gameplay e dallo stile preciso e ricercato, il tempo è un fattore che potrebbe incidere eccome! Ma non in questo caso.
Il titolo di Bethesda, forte di un’eccellente base, ha la capacità di affascinare come la prima volta. L’elemento centrale rimane l’immersività, derivata non solo dalla visuale in prima persona, ma anche (e soprattutto) dal gameplay che qualitativamente rimane solido, ben strutturato e totalmente basato sulla piena libertà d’azione. Il giocatore può, infatti, decidere di raggiungere un determinato obiettivo in molteplici modi sfoggiando, ad esempio, le doti del perfetto assassino o intraprendendo la campagna totalmente in stealth. Il tutto anche grazie all’ottima sinergia tra le armi “tradizionali”( pistola, spada e balestre) e i poteri, che ben si combineranno tra loro adattandosi perfettamente allo stile di gioco scelto.

GamePrincess_Dishonored_recensioneNulla però sarà lasciato al caso. In Dishonored saremo sempre spinti a pianificare, ponderare e trovare la soluzione migliore, perché ci renderemo conto, più andremo avanti con il gioco, che qui più che mai le scelte comportano delle conseguenze che ricadranno non solo sul percorso del protagonista, ma anche sulle sorti dell’intera città già messa in ginocchio dall’epidemia della peste.

La grande libertà porterà ad una molteplicità di finali che risulteranno essere, in base alla nostra condotta, più o meno positivi, il che fa di Dishonored un gioco estremamente rigiocabile.

GamePrincess_Dishonored_recensioneQui arriviamo ad un altro degli elementi che ha portato il Dishonored ed essere tra i titoli più apprezzati della scorsa generazione: l’ambientazione. I ragazzi di Arkane Studios sono riusciti a ricreare un eccellente ambiente di gioco che da un valore aggiunto alla storia e all’esperienza. L’atmosfera cupa e degradata unita ad un’ambientazione che a tratti sembra essere un dipinto in movimento fa comprendere la precisa scelta artistica e il grande lavoro fatto dagli sviluppatori, così come la caratterizzazione dei personaggi (anche se durante il gioco ci imbatteremo più in topi che nelle persone).

Edizione non proprio definitiva

Dopo aver parlato del gameplay è il momento di parlare dell’aspetto tecnico, l’unico e vero tasto dolente.
La versione per Playstation 4 rispetto a quella uscita tre anni fa mostra delle evidenti migliorie: immagini più nitide e un aumento della risoluzione a 1080p.

GamePrincess_Dishonored_recensionePurtroppo però le migliorie finiscono qui. Il lavoro fatto sulla Dishonored Definitive Edition risulta essere piuttosto basilare e, non aggiungendo nulla a livello di gameplay, è inutile dire che ci si aspettava qualcosa di più, considerato poi che gli sviluppatori avevano una corposa base su cui lavorare. Quando è uscito nel 2012, una delle critiche mosse a Dishonored riguardava, per l’appunto, il comparto grafico, non definito specialmente nei dettagli e nella realizzazione dei volti, elementi che avevano fatto storcere il naso alla critica ma che era passato in secondo piano grazie alla potenza narrativa del gioco e all’approccio completamente libero offerto dal titolo. Questa remastered risulta quindi essere una grande occasione sprecata, perché avrebbe potuto aggiungere valore ad un gioco già qualitativamente molto alto.

Per chi non l’avesse provato comunque è un titolo assolutamente da avere e al costo di 39,90 Euro potrete avere l’occasione di giocare anche a tutte le ottime espansioni uscite successivamente. Per tutti gli altri, invece, consiglierei di aspettare un abbassamento di prezzo o recuperare, se potete, la versione PC.

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